Seta, Alessandro Baricco

A Natale mia nipote mi ha regalato “Seta” di Alessandro Baricco, nella nuova edizione della Fandango Libri. Autore che riscuote ampi consensi ma viene anche criticato da molti. Io, lo confesso, ero tra la schiera degli indecisi, più propensa a criticarlo che ad amarlo.

In questi giorni, tra i tanti libri iniziati che affollano il mio comodino e la mia scrivania, l’ho preso ed ho cominciato a leggerlo. Non un romanzo, non un racconto, semplicemente una storia.

“Benché suo padre avesse immaginato per lui un brillante avvenire nell’esercito, Hervè Joncour aveva finito pr guadagnarsi da vivere con un mestiere insolito, cui non era estraneo, per singolare ironia, un tratto a tal punto amabile da tradire una vaga intonazione femminile.
Per vivere, Hervé Joncour comprava e vendeva bachi da seta.

È la storia del giovane commerciante di bachi da seta Hervè Joncour che lascia il suo paese Lavilledieu, nel meridione della Francia e la moglie Helene, per recarsi ben quattro volte in Giappone. Nel paese del Sol Levante conosce il potente Hara Kei da cui acquista le uova. Ma il Giappone diventa per lui importante per la presenza di una fanciulla.

“D’un tratto,
senza muoversi minimamente,
quella ragazzina aprì gli occhi.
Hervè Joncour non smise di parlare ma abbassò instintivamente lo sguardo su di lei e quel che vide, senza smettere di parlare, fu che quegli occhi non avevano un taglio orientale, e che erano puntati, con un’intensità sconcertante, su di lui, come se fin dall’inizio non avessero fatto altro, da sotto le palpebre.”

Questa donna diventa l’ossessione di Hervè Joncour arrivando a sconvolgere anche la sua relazione coniugale. Ogni viaggio è volto principalmente a rivedere lei. Hervé Joncour è attratto dal mistero che avvolge questa donna non orintale ma che parla soltanto il giapponese.

Il libro è sottile e agile. Si legge in pochissimo tempo. La scrittura semplice ed estremamente fluida usata dall’autore potrebbe far pensare a uno stile povero, elementare. Non è così. Anzi, è questa la sua forza.

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4 responses to “Seta, Alessandro Baricco”

  1. Matteo Scandolin says :

    Il libro è un gran bel libretto; gli preferisco «Oceano Mare», sicuramente il mio preferito in assoluto (nel senso, è nella mia personale top-5).

    In ogni caso, Baricco secondo me è invidiato molto perché ha avuto molto successo, e secondo me è del tutto meritato.
    (Psicologia spicciola :P)
    MS

  2. perseghin says :

    Allora presto leggerò anche quello🙂

    (Penso tu abbia ragione con la tua psicologia spicciola)

  3. Matteo Scandolin says :

    Grazie.
    Il precedente commento era stato scritto coi piedi: non so se si nota😛
    MS

  4. perseghin says :

    Non ci formalizziamo😉

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