Archive | aprile 2008

“Libro aperto”: un esperimento di libro collettivo ideato da Lulu.com. Alla fiera del libro di Torino

Dall’8 al 12 maggio Lulu sarà presente alla fiera presso Pad. 1 stand C55, e darà vita al primo “Libro Aperto” sperimentale pubblicato con Lulu.
Lulu.com sarà presente, per il secondo anno consecutivo, alla Fiera Internazionale del libro di Torino – presso Pad. 1, Stand C55 – con l’iniziativa sperimentale “Libro Aperto”.

La continua crescita della community italiana di Lulu.com, insieme all’incessante interesse del pubblico del nostro paese nei confronti del print on demand e delle nuove frontiere dell’editoria, portano Lulu a Torino con l’iniziativa sperimentale “Libro Aperto”, un romanzo che verrà scritto dai visitatori e dagli amici di Lulu per tutta la durata della Fiera.

L’incipit migliore, che verrà deciso qualche giorno prima dell’inizio della fiera, tra tutti coloro che invieranno il proprio testo seguendo le indicazioni fornite nel forum Italiano di Lulu, sarà utilizzato per dare il via a questa avventura letteraria sperimentale, che vedrà la stesura collettiva di un romanzo (in principio un thriller, ma “Libro Aperto” è un esperimento sotto tutti i punti di vista, e il risultato finale rimarrà un’incognita fino all’ultimo minuto della Fiera del Libro di Torino) con continui aggiornamenti, comunicati dallo staff italiano giorno per giorno tramite il blog.

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Andrea De Carlo, “Durante”

Andra De Carlo torna in libreria con il suo nuovo romanzo “Durante“. L’incipit lo travate su Panorama.

Lo scrittore alla ricerca del lettore perfetto.

Questo è il titolo di un interessante articolo apparso su “La Repubblica” di qualche giorno a firma dello scrittore turco Orhan Pamuk. Potremmo definire l’articolo una specie di riflessione nel tentativo di rispondere a una domanda, che molti nel corso degli anni gli hanno rivolto.

Per chi scrivi?
A metà degli anni Settanta, quando decisi per la prima volta di diventare un romanziere, questa domanda rispecchiava il grossolano concetto, largamente diffuso, che l’arte e la letteratura fossero dei lussi che un Paese povero non occidentale, che si sforzava di entrare nell’era moderna, difficilmente poteva permettersi. […] Negli anni successivi, quelli che mi facevano la fatidica domanda erano più interessati ad appurare a quale settore della società speravo di rivolgermi, quali persone secondo me avrebbero letto e ammirato le mie opere.
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Scrittori a Brooklyn

Lo so, qualcuno dirà che sono monotona, ma se non si fosse capito sono una fan di Paul Auster.
Ho ritrovato un articolo apparso qualche anno fa su “La Repubblica” in cui lo scrittore americano e la moglie, Siri Hustvedt, si raccontano. Soprattutto vi voglio segnalare qualche brano in cui i coniugi Auster parlano della scrittura e della lettura.

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Il 1968 raccontato da Paul Auster

Correva l’anno della follia, l’Anno con la maiuscola. Quello del fuoco e della morte. […] Mezzo milione di soldati americani combattevano in Vietnam. Martin Luther King era stato appena assassinato.

Con queste parole si apre l’articolo di Paul Auster apparso due giorni fa sul New York Times e ripreso oggi da “La Repubblica“. Lo scrittore, poeta e regista americano ricorda il 1968:il suo “anno di follie”, come lui stesso lo definisce.

Non ero un violento. Se ripenso ora a quegli anni mi vedo come un ragazzo tranquillo, sempre chino sui libri, immerso nei corsi di letteratura e filosofia della Columbia University e nello sforzo di capire come si fa a diventare uno scrittore

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Chi si nasconde dietro Elena Ferrante?

Ho trovato questo interessante articolo, nel quale l’autore si interroga sulla vera identità della scrittrice Elena Ferrante.

Ma chi è Elena Ferrante, la scrittrice che non compare mai a ritirare i premi letterari (e sì che ne ha avuto più d’uno)? A conti fatti ci sono due, forse tre ipotesi: una sostiene sia Goffredo Fofi, una seconda afferma che si tratti di Domenico Starnone, l’ipotesi 2 bis parla di un lavoro a quattro mani tra Starnone e la moglie, Anita Raja.”

Se siete curiosi di sapere come si arrivi a questi nomi, correte a leggere.

La punteggiatura secondo l’Accademia della Crusca

“Io per me, sapendo che la chiarezza è il primo debito dello scrittore, non ho mai lodata l’avarizia de’ segni, e vedo che spesse volte una sola virgola ben messa, dà luce a tutt’un periodo. Oltre che il tedio e la stanchezza del povero lettore che si sfiata a ogni pagina, quando anche non penasse a capire, nuoce ai più begli effetti di qualunque scrittura”. Questo è quanto scriveva Giacomo Leopardi nel 1820 a Pietro Giordani, ed è anche la degna conclusione di un ricco intervento dell’Accademia della Crusca in risposta alle ricorrenti domande sulla punteggiatura e il suo utilizzo.

Se volete conoscere il parere degli esperti andate qui.