Non uccidete l’eleganza del punto e virgola

punto e virgola

Questo è il titolo dell’articolo apparso oggi su “La Repubblica”, firmato niente meno che da Piero Citati. Sembra proprio che il “punto e virgola” vada di moda in questi giorni.

Scrive Citati:

“Una lingua deve la propria eleganza alla ricchezza dei suoi strumenti espressivi. […] Nessuno è inutile, perché essi segnano pause più o meno profonde, e danno ritmi diversi alla prosa. Se perdiamo la ricchezza della lingua, diventiamo incapaci di pensare, o di elaborare i nostri pensieri.”

L’autore fa poi un paragone tra la lingua dell’ottocento/inizio novecento e quella di oggi:

“Lo scrittore italiano del 1825 o del 1900 o del 1935 combatteva contro una lingua rigida, quasi cadaverica. Oppure, la vera lingua italiana stava nascosta nel suo corpo apparente, e il romanziere e il poeta dovevano riscoprirla e reinventarla, ogni volta che componevano un libro. Così fecero Manzoni, Leopardi e Gadda. Negli ultimi cinquant´anni, l´italiano scritto è diventato una lingua moderna. […] La lingua italiana è agile, flessibile, ondulata, melodica, colorita: ma, appena lo vogliamo, può diventare un grandioso strumento intellettuale, con una dignità , un´autorità e una solennità che ci ricordano il suo vecchio sangue latino.”

Sostiene poi l’esistenza di un sotto-italiano:

“Il sotto-italiano appartiene agli avvocati e ai magistrati; e accumula periodi immensi, gonfi, bolsi e confusi. Frasi di venti righe possono essere tradotte in tre righe. D´altra parte, il sotto-italiano è quello dei ragazzi che usano il computer e parlano ai telefoni cellulari: un borborigma inesistente, che conosce duecento vocaboli, tutti ripetutissimi e meccanici. Qualche volta, queste due lingue si confondono, e il ragazzo parla come l´avvocato, e l´avvocato come il ragazzo. L´effetto è comicissimo.”

Personalmente non penso che il computer contribuisca al sotto-italiano dei ragazzi. Non c’è nessuna limitazione nello scrivere con il computer, sempre che Citati non si riferisca al linguaggio utilizzato nelle chat; stretto parente del linguaggio da SMS.

La chiusa dell’artico “Credo che Stefano Bartezzaghi riuscirebbe facilmente a parodiarlo.” resta per me un enigma. Secondo voi è una sfida lanciata a Bartezzaghi oppure è una nota polemica?

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7 responses to “Non uccidete l’eleganza del punto e virgola”

  1. Stefania Gatti says :

    Punto e virgola

    Se ne andava a zonzo un punto e virgola;
    si occhieggiavano il punto e la virgola, erano pappa e ciccia, culo e camicia,
    camminavano a braccetto per le strade di parole
    senza dirsi una parola, non ce ne era bisogno.
    Fino a che la virgola non prese un’azzardata iniziativa.
    -Punto.- Disse- vado a fare un giro, a sgranchirmi la gamba.-
    -Da sola?- Fece il punto, con disappunto.
    -Perché no?- Disse la virgola, allegrotta.
    Non si è mai sentito di un punto e virgola che si smembra, perché poi il punto rimane solo un punto, un punto solitario nel mondo e la virgola, quella svampita della virgola, annaspa dietro alle parole cercando un posto dove stare.
    Il punto, che non si fidava a lasciar la virgola andar in giro da sola disse che una virgola senza un punto è come una frase senza il soggetto.
    La disse grossa, il punto.
    La virgola si offese, ma chi si credeva di essere il punto? Solo perché era così tondo e paffutello e perfetto non doveva permettersi di sminuire lei, che sembrava un punto riuscito male, sbavato, distratto, inciampato.
    -Posso cavarmela benissimo da sola.- Disse la virgola e così, senza dare spiegazioni abbandonò la frase.
    Il punto, tronfio nel suo essere perfetto, le disse:
    -Come vedi non ho bisogno di te, faccio da solo.-Mise il punto, il punto.
    E andò a capo.
    La virgola lo guardò sbalordita. Il punto si credeva il padrone della frase, fermava come un vigile la rincorsa di parole e poi sgambettava giù, nella riga successiva. Andava a capo, come nulla fosse.
    E il discorso.
    Prendeva la piega che voleva lui.
    Poteva diventare conciso.
    Serrato.
    Aveva potere.
    Il punto.
    Possibile che la virgola invece non avesse voce in capitolo? Possibile che la frase vivesse anche senza di lei? Dimessa e incupita invece di andare a sgranchire la gamba la virgola si infilò in un vocabolario. Ci voleva vedere chiaro sulla faccenda dei ruoli. Cercò alla voce virgola e lesse:
    bastoncino, segno grafico della più breve pausa
    allora cercò punto e le prime parole che lesse furono:
    ente fondamentale della geometria
    la virgola, indispettita non volle sapere altro. E così il punto era fondamentale, mentre lei un semplice…bastoncino? Eh no.
    Furibonda prese la rincorsa e si rituffò nella frase, arrabbiata, prese, a fare, gli sgambetti, alle, parole, vi, faccio, vedere io, diceva, indispettita, così imparate, a trattarmi, come un, bastoncino, di poco, conto.
    Il punto fece la voce grossa e le disse di levarsi di torno.
    Ci voleva ordine.
    Si doveva andare a capo.
    Capo? Non sei, tu, il capo, gridò, la virgola, zoppicando, remando, annaspando.
    A capo!
    Ordinò il punto, con la collaborazione di un ospite esclusivo, il punto esclamativo!
    A questo punto che poteva fare la virgola, stanca, affannata, non riusciva più neanche ad intralciare il fluire delle parole, quelle se ne infischiavano di lei, seguivano il proprio corso.
    Allora dichiarò sciopero la virgola esasperata disse che non ne voleva più sapere di loro vocali consonanti punti e punti a capo facessero senza di lei la virgola si prendeva una vacanza perché che gusto c’è ad affannarsi tanto quando nessuno te ne è grato ti trattano come una lacrima cascata sul foglio come una macchia di inchiostro buttata là senza capo né coda come un legnetto così piccolo che neanche ci puoi accendere il fuoco se ci sei o non ci sei nessuno si accorge tutti vanno avanti di corsa a cercare chissà cosa forse un senso o la fine della frase o l’urlo di quel dittatore del punto che dice basta così ne ho le tasche piene di parole si va a capo e cede la staffetta alla maiuscola. Che vita difficile.
    Il punto si avvicinò alla virgola,.
    -Virgola.-Disse con voce amichevole. La virgola imbronciata col naso per aria si aggrottò tutta, fino a diventare più virgola di una virgola, le venne la faccia da apostrofo’, tanto era protesa verso l’alto, per non dare confidenza al punto.
    -Torna giù, virgola.- Supplicò il punto.
    -Faccio’ come mi’ pare e piace’.- Apostrofò la virgola.
    -Suvvia. Virgoletta.-
    -Sto benissimo’ quassù, io posso volare punto,-
    -Volare virgola?-
    -Certo. Se voglio sto a terra, ma se mi garba me ne vado su’ per l’aria, dove nessuna parola riesce ad acciuffarmi.-
    Il punto osservò la virgola che traballava’ sopra una A.
    -Se cadi ti fai male virgola. Tu non sei fatta per le acrobazie.-
    -Lo dici tu’, che ti trascini a terra e non sai neanche cosa voglia dire volare, il massimo che riesci a fare è rotolarti….e rotolarti…ma non ti muovi poi tanto……..-
    -Io ho bisogno di te, virgola. La frase ha bisogno di te, torna giù.- Disse il punto, stanco di essere un punto solo nel mondo di parole.
    -Niente più insulti, niente più ordini e punti a capo?- Chiese la virgola.
    -Niente più di tutto questo. Io mi annoio a stare qui per terra, senza di te, da solo. Torniamo ad essere un punto e virgola.-
    La virgola sorrise, amici come prima, culo e camicia.
    -Salta su-;disse; e così a braccetto se ne andarono a zonzo;

  2. Chiara says :

    Grazie Stefania, il racconto con protagonisti il punto e la virgola (uniti, disuniti, uniti) è proprio carino🙂

  3. federica says :

    Vorrei leggere qst articolo di Citati ma non riesco a trovarlo sul sito di La Repubblica…cm faccio????help me please!!!!!!!tnx!😀

  4. Chiara says :

    Federica: Ho fatto una ricerca. Se vuoi puoi trovare l’articolo a questo link:

    http://www.margheritaonline.it/stampa/scheda.php?id_stampa=32835

    Ha solo qualche simbolo strano a causa delle lettere accentate, ma si riesce a leggere.
    Spero di averti accontentato🙂

  5. federica says :

    Grazie mille!!!Sono riuscita finalmente a leggerlo!E’ bello che qualcuno rifletta ancora sulla nostra lingua e su quello che le sta succedendo!!Cmq personalmente credo sia nota polemica contro Bartezzaghi…questi giornalisti devono sempre punzecchiarsi un pò!!
    Beh, ancora grazie eh!!🙂 ciaooo

  6. Chiara says :

    Grazie a te Federica. Spero continuerai a seguirmi😉

  7. Milena says :

    Ciao !! volevo dirvi che la mia tesina tratterà proprio del punto e virgola.. argomento insolito ma curioso !! chi è l’autore del racconto che avete riportato ?? è molto simpatico !😉

    va be buona giornata a prestoooooooo

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