Scrittori a Brooklyn

Lo so, qualcuno dirà che sono monotona, ma se non si fosse capito sono una fan di Paul Auster.
Ho ritrovato un articolo apparso qualche anno fa su “La Repubblica” in cui lo scrittore americano e la moglie, Siri Hustvedt, si raccontano. Soprattutto vi voglio segnalare qualche brano in cui i coniugi Auster parlano della scrittura e della lettura.


Cominciamo con i gusti letterari.

Paul: «In letteratura abbiamo molti gusti in comune, tuttavia Siri ha un grande interesse per alcuni scrittori inglesi a cavallo del secolo scorso che non sono mai riusciti ad appassionarmi. Sto pensando in particolare a George Eliot, e a Middlemarch, che è uno dei suoi romanzi preferiti. Io l’ ho iniziato cinque volte e non sono mai riuscito a terminarlo».
Siri: «Purtroppo è vero. Qualche anno fa sono riuscito a convincerlo a leggere alcuni racconti di Henry James, autore che adoro. Paul lo aveva sempre scansato, e con mia grande gioia ha imparato ad amarlo, in particolare Il carteggio Aspern. Mi sono sentita vendicata».

Ora vediamo come si comportano con il loro mestiere di scrittori.

Fate leggere all’ altro le vostre opere prima di mandarle all’ editore?
Siri: «Sì, ed è stato così dal momento in cui abbiamo iniziato a vivere insieme». Qual è il vostro atteggiamento di fronte ad una stroncatura? Paul: «Le brutte recensioni mi deprimono per circa un ora. Poi le dimentico».
Siri: «Sinceramente ho smesso di leggere le recensioni dei miei libri molti anni fa».

Ma Auster oltre ad essere scrittore è anche regista.

Come ha cambiato le vostre vite la scelta di Paul di alternare il lavoro di scrittore a quello di regista?
Siri: «Quando Paul dirige un film io divento quella che definisco “una vedova del cinema”. Il cinema assorbe il regista interamente e sono felice che lo faccia ogni tanto».
Paul: «Ho paura che Siri abbia ragione. Ma devo confessare che le mie avventure nel cinema rappresentano alcuni dei momenti più belli della mia vita».

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2 responses to “Scrittori a Brooklyn”

  1. Annamaria says :

    Difficile connubio dovendo condividere lo stesso
    amore e la stessa passione lavorativa, forse per
    alcuni versi stimolante ed incoraggiante, ma per
    altri…comunque credo che la dose piacevole
    d’ironia tipica degli americani sia un ottimo toccasana.

  2. Chiara says :

    Stimolante lo è di sicuro. Non vedo problemi nel dividere lo stesso amore e la stessa passione, salvo che da una delle due parti non ci sia della gelosia nei confronti dell’altro, o delle smanie di protagonismo.

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