Archive | giugno 2008

Il Primo Premio vinto dal mio blog…

Ma non l’avevo capito

Con colpevole ritardo, rimedio alla mia gaffe, annunciando che Arcangelo Tangorra, Ark per gli amici, mi ha assegnato questo bel premio

Ringraziandolo con colpevole ritardo, ora riporto qui di seguito le regole:

1) Scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per creatività, design e materiali particolari utilizzati, che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua!

2) Ogni premio assegnato deve avere il nome dell’autore e il collegamento al suo blog, così che tutti lo possono visitare.

3) Ogni premiato deve esibire il premio e mettere il nome e il collegamento al blog di colui che ti ha premiato.

4) pubblicare le regole.
Il gradito premio mi è stato assegnato da:

La Tana di Ark

E a mia volta lo giro a:

Lo sgabuzzino di Luca

La rivista sconosciuta

Nevio Manente

Lega Blogger Letterari

XII blog

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Paul Auster, La moglie francese e la trappola dei ricordi

“NON SO che ore sono. Le lancette della sveglia non sono luminose, e non ho intenzione di riaccendere l’abat-jour e sottopormi al bagliore accecante della lampadina. Mi ripropongo sempre di chiedere a Miriam di comprarmi uno di quegli aggeggi fluorescenti dove si legge l’ora anche al buio, ma quando mi sveglio la mattina me ne scordo. La luce cancella il pensiero, e mi passa di mente finché non mi ritrovo di nuovo a letto, sveglio come adesso, a guardare il soffitto invisibile della mia stanza invisibile. Non posso averne la certezza, ma direi che è un’ora fra l’una e mezzo e le due. Il tempo passa piano piano, piano piano…”

Questo è l’inizio di “La moglie francese e la trappola dei ricordi“, racconto che Paul Auster ha letto l’altra sera (27 giugno) a Capri sul tema della memoria e che Repubblica ha pubblicato ieri.
Se volete leggerlo tutto, lo trovate a questo indirizzo.

“Lungo la strada” – Il fascino della letteratura underground con i probabili protagonisti del futuro

È uscita “Lungo la strada“, edita da Edizioni Il Foglio, un’antologia per ricordare il primo anno della Rivista Letteraria Historica, con molti racconti inediti scelti dal concorso tra i lettori e tra i migliori pubblicati. I lettori italiani non scelgono quasi mai di leggere un’antologia di racconti, ma è un errore perchè questo genere letterario è capace di esprimere molti scenari e di aprire ampi orizzonti. Lungo la strada è una raccolta piacevole, ben equilibrata e gradevole alla lettura. Hemingway, dopo che furono presentati i celebri Quarantanove racconti, disse ai critici che si congratulavano con lui: “Mi piacerebbe vivere abbastanza per scrivere ancora tre romanzi e venticinque racconti, ne conosco di buoni”.

Per info e ordini email a:

Editore Gordiano Lupi
Francesco Giubilei (Curatore)

Braviautori.it Antologia visual-letteraria

I migliori talenti del Web in un’antologia a 360 gradi

Quest’estate, Braviautori.it vi invita a partecipare a una nuova, rinfrescante esperienza: immergetevi in un oceano di testi e immagini!

È finalmente disponibile Braviautori.it Antologia visual-letteraria, la prima raccolta nata dall’esperienza del portale letterario Bravi Autori.it.

ll libro, 240 pagine in formato A5, costituisce una novità assoluta nel panorama, in costante crescita, delle antologie nate sul Web. È infatti un collage di opere non solo testuali, ma anche grafiche, originariamente apparse sul portale braviautori.it, e poi selezionate in base al gradimento riscosso, al numero di visualizzazioni e all’opera selezionatrice di Massimo Baglione, curatore e Deus ex Machina dell’ambiziosa operazione.

L’antologia non segue un determinato filone letterario e le opere sono state inserite volutamente in ordine casuale. I testi sono stati sottoposti a un accurato lavoro di editing, eseguito da Massimo Baglione.

Fate di questo libro un’idea originale per un regalo, un’alternativa di lettura sotto l’ombrellone o, per gli autori selezionati, alcuni dei quali al loro esordio, un orgoglioso biglietto da visita da mostrare a chi ancora non sa chi sono!

Per info e ordini: http://www.braviautori.com/antologia/
email: info@braviautori.com

E ora è disponibile anche il Booktrailer:

Curzio Maltese intervista Tess Gallagher

Su “La Repubblica” del 21 giugno ho trovato una interessantissima chiacchierata tra Curzio Maltese e Tess Gallagher su Raymond Carver. Ve ne riporto un estratto:

«Sono convinta che i racconti di Carver abbiano in qualche modo prefigurato la fase che stiamo attraversando in questo momento – ora il ceto medio sta scivolando in una posizione subalterna, al punto che neanche due stipendi bastano a mantenere una famiglia. Nel pieno periodo reaganiano i suoi racconti ci trasmettevano questo messaggio: mica tutti se la passano bene. Il sogno americano sta fallendo. Oggi le dimensioni di quel fallimento sono molto più evidenti. La gente fatica a sostenersi con i prezzi di cibo e benzina. In genere, la natura marginale del vivere in circostanze difficili ci fa misurare la nostra vita e riflettere sui motivi del divario fra quelli che hanno più che a sufficienza e quelli che, pur lavorando sodo, non riescono ancora a permettersi cose fondamentali come cure mediche adeguate. Negli anni Ottanta, tutto questo era ancora in ombra, ora l’ ombra è diventata realtà. Lui si è occupato di gente che viveva sulla propria pelle lacerazioni fondamentali del tessuto sociale, come disoccupazione, alcoolismo, divorzio, debiti, tradimenti, la mancanza di un tetto e vari tipi di abbandono, la sua opera travalica culture, tempo e spazio». «Prendi qualcosa dalla vita di tutti i giorni, senza trama e senza finale». Così Anton Cechov descriveva l’ arte del racconto. Carver è stato l’ ultimo grande maestro di questo genere. Negli ultimi vent’ anni, in Europa come in America, le raccolte di racconti non trovano più molto pubblico e spesso neanche editori. Viviamo una specie di dittatura del romanzo. La trama, l’ intreccio, i colpi di scena, per quanto banali, insomma i trucchi del mestiere sembrano più importanti della capacità di creare emozioni con la scrittura. È come se il filone si fosse esaurito. «Credo e spero che si tratti di un ciclo. Quando Ray era vivo in effetti era molto facile pubblicare una raccolta di racconti e non si era neanche costretti a promettere di scrivere prima o poi un romanzo. Oggi è diverso. Continuano certo a uscire bei racconti, come quelli di Haruki Murakami o di William Trevor, che potrei leggere e rileggere in continuazione. Di recente ho aiutato a raccogliere e a pubblicare, prima a Belfast e poi negli Stati Uniti, un libretto di storie irlandesi di Josie Gray, che mi piacerebbe veder tradotte in italiano. Alla fine penso che non sarà il mercato a determinare se i racconti verranno scritti o meno. Il racconto è una forma così vibrante e necessaria, vicina alla poesia, che non si smetterà mai di scriverne. Fra l’ altro, nello scrivere racconti non si possono fare tanti errori quanti se ne possono fare nei romanzi, perciò gli scrittori migliori vorranno sempre usare questa forma».

Se siete curiosi di leggere l’intera chiacchierate cliccate qui.

Intervista a Marco Candida

Nuovo appuntamento che le interviste di DPB. Oggi ha accettato di rispondere alle mie domande Marco Candida.

Ciao Marco, grazie di avere accettato il mio invito. Domanda di rito con la quale apro le mie interviste. Questo Blog si chiama “Dalle prime battute”; a quando risalgono le tue prime battute nel mondo letterario?

Ho cominciato a dodici anni con una Lettera 22. In classe a noi alunni facevano scrivere fiabe e racconti e spesso le fiabe e i racconti che scrivevo io venivano letti e apprezzati. Questo mi ha spinto a incominciare. Da allora ho scritto molto. Non ho mai scritto tanto per scrivere, però. Ho sempre cercato di scrivere storie: romanzi o racconti.

Ogni scrittore segue un suo metodo di lavoro. Stephen King ha diviso rigidamente la sua giornata in funzione della scrittura. Tu quale metodo usi?

Non ho un metodo. Ho una quantità. Se non scrivo almeno quattro o cinque pagine al giorno – e queste pagine devono essere ben rifinite – allora giudico la mia giornata poco produttiva.

Che cosa significa per te scrivere?

C’è un lato prettamente personale e un lato titanico. Il lato personale è: scrivere certifica la mia esistenza. Scrivere mi dà la possibilità di illudermi che quello che faccio, anche quando non sembra possedere un senso immediato, può essere utile alle mie storie, ai miei pensieri, alla mia scrittura. Il lato titanico è: scrivere può rendermi utile agli altri.
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Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini

Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini

A cura di Katia Ciarrocchi

Incontro casualmente Kurt Vonnegut, un giorno ascoltando, in treno, una conversazione tra due studenti.
Mi incuriosisce. Appena arrivata a destinazione, cerco una libreria e trovo del’autore “Mattatoio n.5 o La crociata dei bambini“, credo sia stato il migliore acquisto di quest’anno.
Kurt Vonnegut si definisce “Un umanista libero pensatore“. Di origini tedesche nasce a Indianapolis. Ha vissuto in prima persona la tragedia della guerra; fatto prigioniero durante l’offensiva delle Ardenne e in seguito trasferito in Germania, nella città di Dresda, assistette all’orribile bombardamento alleato che nel febbraio del 1945 rase al suolo la città e causò 135.000 vittime civili. Vonnegut si salvò grazie al fatto che si trovava rinchiuso in una grotta ricavata sotto il mattatoio della città, sotterraneo battezzato «Mattatoio numero 5», in condizioni normali utilizzato per l’immagazzinamento della carne. Per 23 anni Vonnegut ha cercato di descrivere a parole l’orrore di Dresda, episodio traumatizzante, che sarà riportato dall’autore in chiave parzialmente fantascientifica, quasi comica e romanzato nel suo libro più famoso: “Mattatoio n.5 o La crociata dei bambini.
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