Mi ascolti?

Lui lavora tutto il giorno e alla sera, quando torna a casa, alle nove passate, non ha voglia di sentire le lamentele della moglie.
Lei trascorre tutto il giorno a casa: lava, stira, rassetta, porta il figlio a scuola, riprendi il figlio a scuola, accompagnalo in palestra, poi a musica, prepara il pranzo, prepara la cena. Quando il marito ritorna lo sommerge con tutte le sue beghe da comune massaia. Ma lui non l’ascolta.

“Oggi Luigi ha preso otto in matematica.”
“Ah sì? Quello stronzo del mio capo mi ha ripreso perché fumavo una sigaretta sul…”
“Sì, prende otto in matematica e poi si fa mettere una nota per la condotta.”
“Non è questo il modo di comportarsi! Non può pretendere che lavoriamo otto ore al giorno senza mai un minuto di riposo. E poi…”
“E poi, tanto per metterci la ciliegina sulla torta, la professoressa di italiano mi ha mandato a chiamare.”
“Sì, sta tutto il giorno attaccato al telefono con la sua amichetta… ma sì, la segretaria del secondo piano. L’hai conosciuta, no?”
“Sì, ma che vorrà mai quella zoccola?”
“Sì, brava, quella zoccola! Giusta definizione.”
“Pensa che mi ha raccontato Ilaria che se la fa con l’insegnante di educazione fisica.”
“Educazione fisica? Vorrai dire l’istruttore di tennis!”
“Istruttore? ma di chi stai parlando?”
“Della segretaria del secondo piano, no?”
“Segretaria… secondo piano… ma possibile che non stai mai ad ascoltarmi quando parlo?”
“Io non ti ascolto? Senti da che pulpito!”
“Vorresti dire che non è vero?”
“Certo. Come vedi ora ti sto ascoltando.”
“Ah, ora mi stai ascoltando?”
“Sì. Dimmi, che c’è per cena?”
Lei, che ormai è arrivata al limite della sopportazione, si alza dalla sedia, si dirige verso l’ingresso…
“Beh, ora dove stai andando?”
“Luigi! Hai preparato la borsa?”
“Sì mamma, sto arrivando.”
“Insomma, mi vuoi dire che succede?”
“Devi accompagnare Luigi.”
“Ma sei impazzita? Non vorrai mica che vada a parlare con la sua professoressa a quest’ora!”
“Professoressa? Ma che stai dicendo? Devi portare Luigi dai nonni.”
“Luigi dai nonni? Ma perché non me l’hai detto prima?”
“Se tu mi stessi ad ascoltare quando parlo!”

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5 responses to “Mi ascolti?”

  1. Annamaria says :

    Racconto che rispecchia un vissuto familiare quotidiano, dove il dialogo si svolge a senso unico. Scusa Chiara, come mai tu così attenta hai
    commesso un paio di errori? Forse la fretta della battitura o chissa lo stress dei tanti impegni?
    Non me ne volere: sappi che ti seguo sempre!

  2. Chiara says :

    Grazie Annamaria. Visto che hai scovato gli errori me li indichi, gentilmente. Sai come succede, a furia di leggere e rileggere, io non vedo più i miei errori. 😦

  3. Annamaria says :

    Lei…, porta il figlio a scuola, riprende il figlio da scuola, lo accompagna in palestra…

    Piccole distrazioni, ciao buon proseguimento di giornata.

    p.s. (carino il racconto dell’antologia “Nella pelle”)

  4. Chiara says :

    Sono ripetizioni volute, Annamaria. Cerco di rendere il senso di ripetitività, la noia di una vita piatta, ogni giorno è uguale al precedente, non accade mai nulla di imprevisto, di nuovo.

    p.s. (carino il racconto dell’antologia “Nella pelle”

    Grazie

  5. Laura Costantini says :

    Uno spaccato di vita quotidiana che da la misura del vivere della maggior parte delle coppie… che tristezza.
    Laura

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