Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini

Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini

A cura di Katia Ciarrocchi

Incontro casualmente Kurt Vonnegut, un giorno ascoltando, in treno, una conversazione tra due studenti.
Mi incuriosisce. Appena arrivata a destinazione, cerco una libreria e trovo del’autore “Mattatoio n.5 o La crociata dei bambini“, credo sia stato il migliore acquisto di quest’anno.
Kurt Vonnegut si definisce “Un umanista libero pensatore“. Di origini tedesche nasce a Indianapolis. Ha vissuto in prima persona la tragedia della guerra; fatto prigioniero durante l’offensiva delle Ardenne e in seguito trasferito in Germania, nella città di Dresda, assistette all’orribile bombardamento alleato che nel febbraio del 1945 rase al suolo la città e causò 135.000 vittime civili. Vonnegut si salvò grazie al fatto che si trovava rinchiuso in una grotta ricavata sotto il mattatoio della città, sotterraneo battezzato «Mattatoio numero 5», in condizioni normali utilizzato per l’immagazzinamento della carne. Per 23 anni Vonnegut ha cercato di descrivere a parole l’orrore di Dresda, episodio traumatizzante, che sarà riportato dall’autore in chiave parzialmente fantascientifica, quasi comica e romanzato nel suo libro più famoso: “Mattatoio n.5 o La crociata dei bambini.

Il rapporto fra Vonnegut e la fantascienza è oggetto di una celebre citazione, con cui Vonnegut si rivolge agli scrittori di questo genere:

«Vi amo, figli di puttana. Voi siete i soli che leggo, ormai. Voi siete i soli che parlano dei cambiamenti veramente terribili che sono in corso, voi siete i soli abbastanza pazzi per capire che la vita è un viaggio spaziale, e neppure breve: un viaggio spaziale che durerà miliardi di anni. Voi siete i soli che hanno abbastanza fegato per interessarsi veramente del futuro, per notare veramente quello che ci fanno le macchine, quello che ci fanno le guerre, quello che ci fanno le città, quello che ci fanno le idee semplici e grandi, quello che cí fanno gli equivoci tremendi, gli errori, gli incidenti e le catastrofi. Voi siete i soli abbastanza stupidi per tormentarvi al pensiero del tempo e delle distanze senza limiti, dei misteri imperituri, del fatto che stiamo decidendo proprio in questa epoca se il viaggio spaziale del prossimo miliardo di anni o giù di lì sarà il Paradiso o l’Inferno.»
Mattatoio n.5 o La crociata dei bambini narra di Billy Pilgrim, un americano medio, con la capacità di trascorrere da una dimensione temporale all’altra. Senza essere in grado di impedire la cosa, può trovarsi ora a Dresda durante la seconda guerra mondiale, ora nello zoo fanntascentifico di Tralfamadore dove è esposto come esemplare della razza umana, ora nel suo quotidiano, uomo che diviene molto ricco e fortunato dopo il matrimonio con la figlia di un uomo oftalmologo affermato nel suo campo.
Tutto è, è sempre stato e sempre sarà, passato e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno, nulla dipende dalla volontà dell’uomo. “Prenda la vita momento per momento” dice a Billy Pilgrim l’ultraterrestre che un bel giorno d’estate lo rapisce col suo disco volante, “e vedrà che siamo, tutti, insetti in un blocco d’ambra.”
Disarmante la capacità di Vonnegut, di descrivere con semplicità, e con immediatezza, con chiave ironica e sentimentali tanta atrocità che ci regala il palcoscenico della guerra. Mattatoio n.5 è considerato uno dei più importanti libri contro la guerra che siano mai stati scritti, autentica pietra miliare della letteratura antimilitarista. Vonnegut è paragonato a Mark Twain, ed egli stesso ha più volte dichiarato la propria smisurata ammirazione per lo stile e l’opera di Twain. Anche la narrazione fantascientifica di Vonnegut non ha nulla a che vedere con il sense of wonder; alieni, invenzioni e paradossi fisici servono semplicemente da pretesto per osservare l’umanità dei personaggi da angoli inconsueti, soprattutto allo scopo di aggirare ogni pregiudizio e tornare in questo modo all’essenza delle cose, con una semplicità che è al tempo stesso la più feroce delle satire. Paradigmatico in questo senso è la Colazione dei Campioni, in cui la voce narrante sembra rivolgersi a un alieno o a un ascoltatore del lontano futuro, a cui occorre spiegare ogni cosa, persino cosa sia un hamburger; e per l’occasione, in onore di correttezza e semplicità, i coloni americani diventano “pirati venuti dal mare” e la piramide mozza rappresentata sui dollari, di cui neppure il Presidente conosce il significato, serve a dire ai cittadini: “nel nonsense è la nostra forza”.(Tratto da wikipedia)
Il critico Daniele Brolli ha scritto: «In un paese civile Madre notte di Kurt Vonnegut dovrebbe essere diffuso nelle scuole al pari di Se questo è un uomo di Primo Levi. Le osservazioni sulla vita mascherate da filosofia spicciola concentrate nei romanzi di Vonnegut sono una forma di sapienza naturale che una volta tanto nega che tutto debba risalire ad un’ancestralità sorda e bestiale […] Solo James Thurber e Salinger possono vantare la stessa leggerezza nel parlare delle cose del mondo senza emettere giudizi» (Segrete identità, p.222 Baldini & Castoldi, 1996).

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13 responses to “Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini”

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