Intervista a Marco Candida

Nuovo appuntamento che le interviste di DPB. Oggi ha accettato di rispondere alle mie domande Marco Candida.

Ciao Marco, grazie di avere accettato il mio invito. Domanda di rito con la quale apro le mie interviste. Questo Blog si chiama “Dalle prime battute”; a quando risalgono le tue prime battute nel mondo letterario?

Ho cominciato a dodici anni con una Lettera 22. In classe a noi alunni facevano scrivere fiabe e racconti e spesso le fiabe e i racconti che scrivevo io venivano letti e apprezzati. Questo mi ha spinto a incominciare. Da allora ho scritto molto. Non ho mai scritto tanto per scrivere, però. Ho sempre cercato di scrivere storie: romanzi o racconti.

Ogni scrittore segue un suo metodo di lavoro. Stephen King ha diviso rigidamente la sua giornata in funzione della scrittura. Tu quale metodo usi?

Non ho un metodo. Ho una quantità. Se non scrivo almeno quattro o cinque pagine al giorno – e queste pagine devono essere ben rifinite – allora giudico la mia giornata poco produttiva.

Che cosa significa per te scrivere?

C’è un lato prettamente personale e un lato titanico. Il lato personale è: scrivere certifica la mia esistenza. Scrivere mi dà la possibilità di illudermi che quello che faccio, anche quando non sembra possedere un senso immediato, può essere utile alle mie storie, ai miei pensieri, alla mia scrittura. Il lato titanico è: scrivere può rendermi utile agli altri.

Sono convinta che la lettura sia importantissima, soprattutto per chi vuole tentare la strada della scrittura. Qual è la tua opinione al riguardo?

Sono d’accordo con te.

Quali sono gli autori che più ti hanno influenzato?

Credo che la febbre per la scrittura mi sia venuta per Jack London, Ernest Hemingway e Stephen King. Quanto alle influenze, cerco di non lasciarmi influenzare troppo dagli stili dei molti autori che ho letto e riletto negl’anni. Magari è solo che non voglio ammetterle…

C’è chi si rivolge al Pod, chi invece cede alle lusinghe degli editori a pagamento. Cosa pensi di questi due metodi offerti oggi dal mercato a chi aspira alla pubblicazione?

Penso che se un aspirante scrittore dopo aver incassato un centinaio di rifiuti da grandi, medie e piccole case editrici, e minuscole case editrici, crede ancora nel suo lavoro può rivolgersi al pod, rivolgersi agli editori a pagamento oppure può stamparsi il libro da solo che immagino sia anche più economico.

Oggi il web è considerato uno strumento molto importante. La maggior parte di coloro che aspirano a scrivere aprono un sito o un blog da utilizzare come vetrina personale, come mezzo per far conoscere il proprio lavoro. Cosa pensi di questa tendenza?

Sono sempre stato terrorizzato dall’idea di far conoscere il mio lavoro attraverso il blog o la rete. Di solito non sono disposto a mettere le cose scrivo in rete. Penso che il mio lavoro sia così bello e convincente che qualcuno potrebbe rubarmelo. Dipende. Se la forza del proprio lavoro è soprattutto lo “stile”, allora potrebbe essere un buon modo. Se è fatto di idee, contenuti, potrebbe essere rischioso

Nel corso di quest’anno hai pubblicato già due libri. “Il diario dei sogni”, Las Vegas Edizioni uscito a gennaio e “Domani avrò trent’anni”, Edizioni Eumeswil, praticamente appena uscito, a maggio. Due libri a così breve distanza sono un bel primato. Segno che hai davvero molte cose da dire. Ci racconti la genesi di queste tue ultime fatiche?

Ho scritto Il diario dei sogni in sei mesi soprattutto per liberarmi di alcuni pensieri che avevo in testa. Domani avrò trent’anni l’ho finito, invece, in cinque mesi ed è un omaggio ad alcuni autori di letteratura horror di serie B.

A cosa stai lavorando ora?

Sto raccogliendo le idee per un altro romanzo. Sto scrivendo una raccolta di racconti. Sto finendo un romanzo. Sto cercando un editore per il quarto romanzo.

Per concludere, quali consigli daresti a chi ambisce diventare scrittore?

Di cercare di non scrivere per compiacere. Se scrivi per compiacere, vivi nel dubbio che quel che hai scritto un giorno potrà non piacere più. Se non scrivi per compiacere, invece, se scrivi quello che senti e che ti sembra più giusto e più utile, puoi sperare che un giorno quello che hai scritto finalmente piacerà.

Grazie Marco e buon lavoro.

Grazie a te.

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7 responses to “Intervista a Marco Candida”

  1. Annamaria says :

    Piacevole ed interessante intervista, Chiara. Concordo pienamente con Marco circa i blog vetrina, dalle quali potrebbero rifarsi altri scrittori per prenderne le idee. Mi è piaciuta la risposta sulla prima pubblicazione: quando si è inesperti del settore o si ottengono rifiuti, sapendo che il proprio lavoro è buono perchè giudicato da esperti e si finisce per autopubblicarsi… che male c’è? L’ha fatto anche il grande Moravia nel 1929. Comunque scrivere racconti che vengono sottoposti a giudizi di case editrici, è un modo per aprirsi la strada alle eventuali proposte di editori. Come anche pubblicare sui blog letterari è sempre una speranza che, piacendo i propri lavori, si venga presi in considerazione. Congratulazioni a Marco Candida per le sue opere e per la sua carriera; leggerò sicuramente i suoi libri: dalle sue risposte si avverte la passione per la scrittura e per il mondo letterario.

  2. Matteo says :

    Marco lo seguo da anni. Fa parte della scuderia Sironi, di Giulio Mozzi. Ho letto spesso il suo blog (tra i miei preferiti come questo d’altronde) e ci siamo anche conosciuti di persona alla fiera del libro. Prima ancora che gli stringessi la mano mi aveva riconosciuto. Molto simpatico e guarda caso la prima domanda che anche io gli ho fatto è stata: Come fai a scrivere così tanti romanzi in poco tempo?
    Bella intervista, Chiara.
    Un grosso in bocca al lupo a Marco, che se lo merita tutto.

  3. Chiara says :

    Se non sbaglio, Matteo, sul tuo blog c’è una foto che ritrae te e Marco alla Fiera del libro… Come vedi anche io ti seguo😉

  4. Elio says :

    Scusate ragazzi, ma nei vostri commenti non leggo
    riferimenti o riflessioni sull’intervista.
    Che vi siate già conosciuti od incontrati poco importa, mi sarebbe piaciuto leggere delle risposte a quelle date da Marco che ritengo bravo ed impegnato.

  5. Nevio says :

    Eh, eh… bella intervista… Marco è un portento!

    NM

  6. Laura Costantini says :

    Essere convinti del valore di ciò che si scrive è un bene. Temere che mettendolo online te lo possano rubare… beh, non sono d’accordo con Marco. Soprattutto perché non ritengo che esistano ormai nel mondo della letteratura idee e spunti talmente originali da giustificare un furto. Ma, ovviamente, è solo una mia opinione.

  7. carla says :

    scrivo qui per fare presente all’editore EUMESWIl (non so se passerà di qui, ma forse Marco potrebbe farsi portavoce o sa dare lui una risposta) che dà due settimane il sito è inaccessibile.
    se una persona volesse comprare il libro, come dovrebbe fare? (intendo il libro nuovo Domani avrò trent’anni, o anche altri libri dell’editore).
    nelle librerie in cui ho chiesto non era disponibile.
    devo cercare il numero di telefono dell’editore sulle pagine gialle e telefonare?
    (mi sembra poco funzionale dal punto di vista del commercio tenere un sito chiuso per così tanto tempo, di un editore piccolo che si fa fatica a trovare in libreria).

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