Curzio Maltese intervista Tess Gallagher

Su “La Repubblica” del 21 giugno ho trovato una interessantissima chiacchierata tra Curzio Maltese e Tess Gallagher su Raymond Carver. Ve ne riporto un estratto:

«Sono convinta che i racconti di Carver abbiano in qualche modo prefigurato la fase che stiamo attraversando in questo momento – ora il ceto medio sta scivolando in una posizione subalterna, al punto che neanche due stipendi bastano a mantenere una famiglia. Nel pieno periodo reaganiano i suoi racconti ci trasmettevano questo messaggio: mica tutti se la passano bene. Il sogno americano sta fallendo. Oggi le dimensioni di quel fallimento sono molto più evidenti. La gente fatica a sostenersi con i prezzi di cibo e benzina. In genere, la natura marginale del vivere in circostanze difficili ci fa misurare la nostra vita e riflettere sui motivi del divario fra quelli che hanno più che a sufficienza e quelli che, pur lavorando sodo, non riescono ancora a permettersi cose fondamentali come cure mediche adeguate. Negli anni Ottanta, tutto questo era ancora in ombra, ora l’ ombra è diventata realtà. Lui si è occupato di gente che viveva sulla propria pelle lacerazioni fondamentali del tessuto sociale, come disoccupazione, alcoolismo, divorzio, debiti, tradimenti, la mancanza di un tetto e vari tipi di abbandono, la sua opera travalica culture, tempo e spazio». «Prendi qualcosa dalla vita di tutti i giorni, senza trama e senza finale». Così Anton Cechov descriveva l’ arte del racconto. Carver è stato l’ ultimo grande maestro di questo genere. Negli ultimi vent’ anni, in Europa come in America, le raccolte di racconti non trovano più molto pubblico e spesso neanche editori. Viviamo una specie di dittatura del romanzo. La trama, l’ intreccio, i colpi di scena, per quanto banali, insomma i trucchi del mestiere sembrano più importanti della capacità di creare emozioni con la scrittura. È come se il filone si fosse esaurito. «Credo e spero che si tratti di un ciclo. Quando Ray era vivo in effetti era molto facile pubblicare una raccolta di racconti e non si era neanche costretti a promettere di scrivere prima o poi un romanzo. Oggi è diverso. Continuano certo a uscire bei racconti, come quelli di Haruki Murakami o di William Trevor, che potrei leggere e rileggere in continuazione. Di recente ho aiutato a raccogliere e a pubblicare, prima a Belfast e poi negli Stati Uniti, un libretto di storie irlandesi di Josie Gray, che mi piacerebbe veder tradotte in italiano. Alla fine penso che non sarà il mercato a determinare se i racconti verranno scritti o meno. Il racconto è una forma così vibrante e necessaria, vicina alla poesia, che non si smetterà mai di scriverne. Fra l’ altro, nello scrivere racconti non si possono fare tanti errori quanti se ne possono fare nei romanzi, perciò gli scrittori migliori vorranno sempre usare questa forma».

Se siete curiosi di leggere l’intera chiacchierate cliccate qui.

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3 responses to “Curzio Maltese intervista Tess Gallagher”

  1. matteo says :

    Fantastico Chiara! Carver è uno degli scrittori che ho amato di più (lo so, non sono l’unico) proprio per il suo pregio di aver pubblicato e scritto SOLO racconti. I suoi libri li ho letti tutti, poesie a parte (non percepisco quel genere di letteratura) e ti assicuro che c’è una amarazza nelle sue storie, che sembrano ordinarie, da far paura. Davvero un maestro. Adesso salvo l’intera intervista di Tess e poi me la leggo con calma. Grazie ancora per la chicca che hai trovato.

  2. Chiara says :

    Hai ragione, Matteo. Il suo modo di scrivere racconti, di far assumere importanza alla storia quotidiana, che potrebbe sembrare banale, la sua essenzialità… Insomma un MAESTRO per tutti noi che cerchiamo di scrivere.

  3. Stefano says :

    Invito Matteo a leggere le poesie di Carver. Sono sicuro che se ami Carver ti innamorerai dei suoi versi. Esistono alcune sue poesie che, malgrado la loro apparente semplicità, una volta lette si depositano nel profondo dell’animo. Sembra quasi che ce ne dimentichiamo; ma alcune volte degli eventi che ci capitano agiscono come una miccia che incendia il ricordo , e allora riaffiorano quei versi che si legano ad emozioni e sensazioni e finalmente riusciamo a capire la grandezza di questo scrittore.

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