Paul Auster, La moglie francese e la trappola dei ricordi

“NON SO che ore sono. Le lancette della sveglia non sono luminose, e non ho intenzione di riaccendere l’abat-jour e sottopormi al bagliore accecante della lampadina. Mi ripropongo sempre di chiedere a Miriam di comprarmi uno di quegli aggeggi fluorescenti dove si legge l’ora anche al buio, ma quando mi sveglio la mattina me ne scordo. La luce cancella il pensiero, e mi passa di mente finché non mi ritrovo di nuovo a letto, sveglio come adesso, a guardare il soffitto invisibile della mia stanza invisibile. Non posso averne la certezza, ma direi che è un’ora fra l’una e mezzo e le due. Il tempo passa piano piano, piano piano…”

Questo è l’inizio di “La moglie francese e la trappola dei ricordi“, racconto che Paul Auster ha letto l’altra sera (27 giugno) a Capri sul tema della memoria e che Repubblica ha pubblicato ieri.
Se volete leggerlo tutto, lo trovate a questo indirizzo.

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One response to “Paul Auster, La moglie francese e la trappola dei ricordi”

  1. Annamaria says :

    Bellissima storia scorrevole, ricca di sensazioni
    e riflessioni sull’effimero della vita che poi unisce coloro che continuano il percorso terreno.
    Grande scrittore e poeta Paul Auster, ma anche sceneggiatore e regista, mi sarebbe piaciuto essere a Capri per ascoltare dalla sua voce la tenera storia, omaggio alla memoria.

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