Archive | luglio 2008

Ali tarpate, Annamaria Tanzella

A chi ha a che fare con il mondo della letteratura, a chi vuole scrivere, a chi non riesce a fare a meno di battere sui tasti del computer tutto ciò che gli viene in mente, sarà capitato di essere convinto di avere per le mani una storia incredibile. Quale? Ma è chiaro! La storia della nostra vita, o almeno di un periodo, che riteniamo perfetto per finire in un libro. Allora cominciamo a buttare giù qualche riga, qualche pagina, ma poi scopriamo che l’interesse non era poi così tanto, che la storia, tutto sommato, risulta pure un po’ banale… Insomma, alla fine rinunciamo.
Questo per fortuna non è il caso di “Ali tarpate”, libro d’esordio di Annamaria Tanzella. Non è scritto esplicitamente, ma leggendolo è chiaro che si tratta di un libro autobiografico. È la storia, ambientata nei primi del Novecento, di Clarissa, che vive nel meridione d’Italia. Sono i fatti che parlano, e ci narrano di un meridione convinto che la disgrazia economica sia sempre meritata, ma ci narrano anche del desiderio di rivalsa economica e sociale, specie nella donna. Ed è proprio Clarissa, alle prese con un padre autoritario, prima, e con un marito debole, poi, che deve sobbarcarsi il peso di tutto, tappare buchi, appianare difficoltà. Lo stesso comportamento l’aveva avuto anche la madre, ma Clarissa ha un carattere più forte, e il mutare dei tempi un po’ l’aiuta.
Il romanzo si affolla di storie e personaggi: Filippo, il fratello minore di Clarissa, e la sua storia d’amore con Celeste; Claudio, il fratello maggiore di Clarissa; Marianna, la figlia di Clarissa.
Probabilmente la narrazione un po’, mi si passi il termine, ampollosa, risente di letture e gusti letterari per gli autori del passato. A seconda dei gusti, potrà quindi essere considerato o un pregio o un difetto. Un difetto, almeno dal mio punto di vista, sono i commenti moralistici dell’autrice attraverso la voce narrante. Altra cosa: il voler spiegare alcune usanze dell’epoca, in modo scolastico, risulta pesante e inutile. Alcune cose non devono essere spiegate. Il lettore si sente trattato come uno scolaro che ascolta la lezione della maestra.
Nel complesso il libro è un atto d’accusa, un voler esplicitare le condizioni di vita della donna nel meridione di quegli anni: le “ali tarpate” appunto.

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Marisa Merlini

Si è spenta nella notte, all’età di 84 anni Marisa Merlini. Aveva esordito a 17 anni e lavorato con i principali attori e registi italiani. Particolarmente votata alla commedia, ma capace di interpretare qualsiasi ruolo, pur prediligendo il cinema, non ha trascurato né il teatro né la televisione.
Per la sua prorompente bellezza venne notata da Mariuccia Giuliano, moglie di Erminio Macario. La Merlini per aiutare la famiglia aveva accettato di fare la commessa al banco profumi di un emporio. Macario le chiese quanto guadagnasse.
“120 lire… al mese” rispose Marisa.
“Io te ne posso dare 120 al giorno.” ribattè Macario. Ed è proprio grazie a lui che abbiamo avuto il privilegio di annoverare tra le più belle e brave attrici italiane Marisa Merlini.
La tua risata aperta e la tua straripante simpatia ci mancheranno molto.
Ciao Marisa!

Il Filo

L’avventura di uno scrittore… a pagamento.

Genocidio

Genocidio
una parola terribile
una violenza inaudita.
Si era macchiato di crimini indicibili.
I suoi erano stati fermati.
Lui
era riuscito a fuggire.
Nessuno riusciva a trovarlo,
ma molti sostenevano:
«non vogliono trovarlo.»
Poi
qualcosa è cambiato,
il paese è cambiato,
il governo è cambiato.
Doveva essere fatta giustizia.
Ma lui dov’era?
Non era scappato.
Era lì,
in mezzo a loro,
viveva tra loro.
Era nascosto,
ma solo da una barba bianca,
trincerato dietro un’identità finta,
un lavoro…
No,
questo non era finto.
Medico!
Una presa in giro?
Purtroppo no.
La realtà.
Ora è in carcere.
Dovrà subire un processo,
perché un’intera nazione
da troppi anni lo aspetta.
Ma soprattutto perché
i parenti delle vittime
pretendono giustizia.

Torna a Surriento

Vi ho abbandonato per qualche giorno, ma sono stata a lavorare in un posto meraviglioso.

Nella foto, particolare di Marina Grande – Sorrento

Vide ‘o mare quant’è bello!
Spira tantu sentimento.
Comme tu a chi tiene mente
Ca scetato ‘o faje sunnà.

Guarda, guà chistu ciardino;
Siente, siè sti sciure arance.
Nu prufumo accussì fino
Dinto ‘o core se ne va…

E tu dice “I’parto, addio!”
T’alluntane da stu core…
Da la terra da l’ammore…
Tiene ‘o core ‘e nun turnà

Ma nun me lassà
Nun darme stu turmiento!
Torna a Surriento,
Famme campà!

Vide ‘o mare de Surriento,
Che tesoro tene ‘nfunno:
Chi ha girato tutto ‘o munno
Nun l’ha visto comm’a ccà.

Guarda attuorno sti sserene,
Ca te guardano ‘ncantate
E te vonno tantu bene…
Te vulessero vasà.

E tu dice “I’parto, addio!”
T’alluntane da stu core…
Da la terra da l’ammore…
Tiene ‘o core ‘e nun turnà

Ma nun me lassà
Nun darme stu turmiento!
Torna a Surriento,
Famme campà!

Il gatto

Foto di Valeria Berti

Il gatto

Ronfa,
mangia,
gioca.
Si aggira silenzioso
tra le stanze della casa
col suo passo felpato.
Lo senti
solo quando,
improvvisamente,
come un picchio
con il becco
contro una corteccia d’albero,
batte la sua testa tonda
contro le tue caviglie.
Zigzagando
tra le tue gambe nude
con la sua coda a periscopio
ti fa il solletico.
Poi
come se un pensiero
improvviso
attraversasse la sua mente,
si ferma,
si siede impettito e fiero
fra i tuoi piedi.
Alza il muso
a cercare il tuo sguardo

Miaoooo!
Per chi non lo conosce
è un semplice miagolio
ma tu,
il suo padrone,
il suo badante,
sai qual è il significato

“Vieni
ti do’ la pappa!”

Concorso Vivendo Scrivendo, Edizioni Cinquemarzo

…E sò soddisfazioni!
Andando a vedere sul sito della Casa Editrice Cinquemarzo ho scoperto che il mio racconto “Senza rete” si è aggiudicato un dignitoso 2° posto, su 57 partecipanti, al Concorso Vivendo Srivendo.
OK ora ve l’ho detto 😀