Intervista a Laura Costantini e Loredana Falcone

L’intervista di questa settimana vede come protagoniste Laura Costantini e Loredana Falcone, curatrici del seguitissimo blog Laura&Lory. Una coppia di scrittrici, una sorta di “Fruttero e Lucentini” al femminile.

Ciao Laura, ciao Lory, grazie di avere accettato il mio invito. È una bella sfida per me intervistare un duo. Iniziamo comunque con la domanda di rito con la quale apro le mie interviste. Questo Blog si chiama “Dalle prime battute”; a quando risalgono le vostre prime battute nel mondo letterario?

Distingueremmo tra le prime battute nella scrittura, che risalgono al lontanissimo 1978, a quelle nel mondo letterario, che sono parecchio più recenti. Il nostro primo romanzo, New York 1920 – il primo attentato a Wall Street, è stato pubblicato dalla Maprosti&Lisanti a settembre del 2006 e, nonostante la casa editrice sia piccola e senza altra distribuzione che la vendita online, il libro ha riscosso pareri lusinghieri e buone vendite. E’ stato anche recensito dal Corriere della Sera a settembre del 2007, a firma Severino Colombo. Se poi ci chiedi cosa è successo dal 1978 al 2006, possiamo rispondere che, oltre a scrivere ed elaborare idee, siamo cresciute. Lory ha avuto due figli. Laura ha seguito la carriera giornalistica.

Ogni scrittore segue un suo metodo di lavoro. Stephen King ha diviso rigidamente la sua giornata in funzione della scrittura. Voi quale metodo usate?

Il nostro metodo è il lunedì. Cascasse il mondo, noi il lunedì ci si vede e si scrive. Da sempre. Poi se c’è qualche scadenza impellente (tipo qualche concorso letterario), gli incontri si moltiplicano.

Qual è il vostro metodo di lavoro in coppia? Come avviene la scrittura a quattro mani dei vostri libri?

La domanda che ci fanno sempre e alla quale, da sempre, non sappiamo rispondere. Non ci dividiamo i personaggi, non ci dividiamo i capitoli. Ci mettiamo davanti al computer e scriviamo: insieme.

Che cosa significa per voi scrivere?

E’ nato come un gioco da adolescenti. Il nostro primo manoscritto era un romanzo di fantascienza che vedeva protagonisti tutti i nostri compagni di classe. Poi la scrittura è diventata un rifugio contro le delusioni, le difficoltà, la fatica stessa di vivere. Oggi è uno scopo, forse non il solo, ma sicuramente uno dei principali per entrambe. All’atto pratico per noi non ha molta importanza sfornare il bestseller quanto piuttosto raggiungere i lettori, condividere le nostre emozioni con loro. Per questo abbiamo messo online romanzi inediti, uno dei quali, Le colpe dei padri, è stato poi pubblicato da Historica – Il Foglio letterario e messo in circolazione nelle librerie dell’Emilia Romagna.

Sono convinta che la lettura sia importantissima, soprattutto per chi vuole tentare la strada della scrittura. Qual è la vostra opinione in merito? Tu Laura, nel vostro blog, ti sei posta un traguardo ambizioso al riguardo: leggere 50 libri nel 2008.

E sono già a quota 22 su 50, nonostante gli impegni di lavoro e la scrittura. Leggere è fondamentale. E’ l’unica vera scuola di scrittura creativa che esista. Sono convinta che il lettore accanito, onnivoro, sedimenti dentro di sé gli strumenti necessari per poi creare a propria volta. Non è detto che lo faccia, ma la lettura lascia una traccia profondissima in tutti coloro che la coltivano. Anche Lory è una divoratrice di libri, ma lei è più anarchica e non aggiorna il quantitativo di pagine macinate.

Quali sono gli autori che più vi hanno influenzato?

Tutti e nessuno. Non abbiamo un modello. Molti dei nostri lettori hanno riscontrato nella nostra scrittura echi nord-americani ed è innegabile, vista la nostra passione per King, Follett, Connelly, Grisham. Ma non ci siamo mai poste limiti di gusto e di provenienza. Negli ultimi tempi, auspici anche gli incontri via blog, abbiamo scoperto autori italiani che ci hanno appassionate, come Remo Bassini o Maurizio de Giovanni.

Qual è il vostro atteggiamento nei confronti del POD o dell’auto produzione in genere?

Ci sono scrittori, anche affermati e detentori di record di vendite, che si stanno rivolgendo al POD o addirittura alla pubblicazione online con gli e-book. Noi non abbiamo niente in contrario. L’editoria italiana è malata, le logiche di mercato trancianti nei confronti di chi non abbia un potere contrattuale da mettere in campo, gli editor hanno assunto per lo più atteggiamenti da guru detentori di verità assolute e regole inderogabili sulla scrittura. Tutto questo porta gli autori emergenti a trovare nuove vie di sbocco, nuove vetrine. Il POD è sicuramente un mezzo che può dare dei frutti e riservare belle sorprese. Certo, chiunque può pubblicare on-demand e questo significa che non c’è alcun filtro. Ci è capitato di leggere cose (pubblicate a pagamento, però) veramente atroci. L’autoproduzione può generare mostri, ma i lettori hanno in mano un’arma efficacissima: il passaparola che, a ben guardare, è anche il miglior battage pubblicitario attualmente esistente. Alla faccia di critiche griffate, premi prestigiosi e vetrine inzeppate dei soliti nomi.

Oggi il web è considerato uno strumento molto importante. La maggior parte di coloro che aspirano a scrivere aprono un sito o un blog. Voi siete andate oltre. Avete addirittura aperto un blog “dedicato” alla pubblicazione a puntate di un vostro nuovo romanzo, “Via Anapo numero 13”. Perché avete optato per una scelta così particolare e quali riscontri state ottenendo?

Abbiamo aperto il blog http://lauraetlory.splinder.com subito dopo aver pubblicato il nostro primo romanzo. Volevamo farci conoscere. Poi abbiamo capito che molti blogger sono dei lettori accaniti e quindi abbiamo voluto aprire anche http://lestoriedilauraetlory.splinder.com dove pubblicare inediti che le attuali logiche di mercato editoriale escludevano a priori dalla pubblicazione. Le colpe dei padri è ambientato in Wyoming. Via Anapo numero 13 ha una struttura seriale quasi da sceneggiatura. Attualmente siamo andate ancora oltre e abbiamo creato un gruppo di lettura, grazie a www.anobii.com per un nostro inedito dal target adolescenziale. Il manoscritto viaggia su e giù per l’Italia, tra coloro che hanno fatto, e continuano a fare, richiesta di leggerlo. Abbiamo pensato che per una volta possano essere i lettori, e non gli editori, a decidere cosa vada letto e cosa no.

Il vostro romanzo “Le colpe dei padri” – pubblicato anche questo prima sul blog – è uscito a marzo 2008 allegato alla rivista “Historica – Il Foglio letterario”. Come mai questa scelta di legare il libro alla rivista?

La scelta è stata fatta da Francesco Giubilei, il promotore dell’iniziativa e della rivista, e noi l’abbiamo condivisa in pieno perché Historica nasce come laboratorio di sperimentazione e spazio aperto a tutti coloro che amano scrivere e sanno farlo, nonostante non siano dotati di nomi altisonanti o iscrizioni a cenacoli blasonati.

Avete da poco realizzato il booktrailer del vostro romanzo “New York 1920”. Mi ha molto colpita la qualità tecnica della realizzazione. Potete raccontare ai lettori di DPB il Back Stage del video?


L’idea ci è venuta grazie al blog Bitletteratura che parlò del fenomeno dei booktrailer. A quel punto ci siamo messe a tavolino e abbiamo fatto uno studio di fattibilità. Il tema ci permetteva di lavorare con materiale di archivio presente in grande quantità su Internet. Si trattava soltanto di scrivere uno storyboard accattivante e cercare una colonna sonora che desse la giusta suggestione. Il lavoro di Laura in Rai ci mette in condizione di usufruire della professionalità di una serie di amici che si sono prestati con assoluto entusiasmo, a partire dal montatore Alessandro Pampanini, per arrivare ai doppiatori Daria Gallarino, Alessandro D’Alessandro e Salvo Carrara.

E’ stato un lavoro di squadra nella scelta dei materiali e delle musiche. Alla fine il prodotto ci ha soddisfatte in pieno e contiamo di preparare un booktrailer anche per il sequel di New York 1920, il romanzo Roma 1944 – lo sposo di guerra uscito a gennaio di quest’anno sempre con Maprosti&Lisanti.

Qual è il vostro libro che ha ottenuto maggiore successo? Di quante copie vendute stiamo parlando (se si può dire)?

Di sicuro le vendite maggiori le ha ottenute New York 1920 – il primo attentato a Wall Street anche grazie al tempo che abbiamo avuto a disposizione per continuare a promuoverlo sul sito www.lauracostantini.it e sul blog. Inoltre abbiamo fatto molte presentazioni in giro per l’Italia di questo romanzo, mentre ci è mancato il tempo di presentare gli altri al meglio. NY1920 ha superato le 500 copie, risultato di cui andiamo fiere non avendo accesso nelle librerie. Il bello della vendita online è che non ha limiti di tempo, quindi i nostri libri non sono finiti nei magazzini come sta succedendo a quelli di altri autori, anche più quotati, che dopo tre mesi vengono ritirati dagli scaffali.

A cosa state lavorando ora?

Abbiamo da poco terminato un romanzo al quale teniamo moltissimo. Si intitola Il puzzle di Dio, è un giallo ecologico con un pizzico di mistery e lo stiamo sottoponendo a case editrici importanti. E’ un prodotto nel quale crediamo e, ovviamente, se non dovesse trovare credito, troveremo il modo di farlo comunque arrivare ai lettori.

Per concludere, quali consigli dareste a chi ambisce diventare scrittore?

Uno solo: armarsi di entusiasmo a prova di bomba e di tanta, tanta, tantissima pazienza.

Grazie Laura e Lory e buon lavoro.

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8 responses to “Intervista a Laura Costantini e Loredana Falcone”

  1. Annamaria says :

    Bella intervista Chiara, con le tue appropriate domande riesci a far conoscere in pieno l’autore.
    Concordo con Laura e Lory per quanto riguarda la divulgazione “On line” dei propri scritti: è un sistema di contatto diretto con il lettore che è l’unico giudice attendibile. Poi è bello il confronto sulla rete anche con gli altri autori.
    Il Web ha aperto tante strade e la letteratura ne aveva bisogno, visto che andavano avanti perlopiù gli scrittori noti. Congratulazioni alle “quattro mani” che seguo con interesse e vero piacere.

  2. Laura Costantini says :

    Chiara, grazie, e’ perfetto.
    Laura e Lory

  3. enrico gregori says :

    mi sembra che la morale di questa intervista sia che in un mondo ideale si dovrebbe passare dalla domenica direttamente al martedì. ci saremmo risparmiati pagine e pagine di scempiaggini. ma la cosa più grave è che tutto quello che ho letto di laura e lory mi è piaciuto, e pure parecchio. insomma, dopo l’elogio della follia ci sarà anche l’elogio della scempiaggine. attendo il puzzle di dio🙂

  4. Laura Costantini says :

    Caro Enrico, mi sa che per IL PUZZLE DI DIO, considerati i tempi di valutazione delle case editrici, facciamo in tempo per il prossimo decennio…😦

  5. remo says :

    bella intervista. di ritmo e contenuto.
    (e grazie per la stima a L.&L.)
    remo bassini

  6. remo says :

    il puzzle di dio è un gran bel lavoro.
    merita fortuna (e quindi pazienza)
    scusate…
    ancora remo b.

  7. Laura Costantini says :

    Tutta la pazienza necessaria, Remo. Ci crediamo troppo in quel libro.
    Un bacio grande a te e grazie del passaggio da queste parti.
    Laura

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  1. Mente Critica della settimana. Chi è? « Dalle prime battute - 31 agosto 2008

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