Il gatto

Foto di Valeria Berti

Il gatto

Ronfa,
mangia,
gioca.
Si aggira silenzioso
tra le stanze della casa
col suo passo felpato.
Lo senti
solo quando,
improvvisamente,
come un picchio
con il becco
contro una corteccia d’albero,
batte la sua testa tonda
contro le tue caviglie.
Zigzagando
tra le tue gambe nude
con la sua coda a periscopio
ti fa il solletico.
Poi
come se un pensiero
improvviso
attraversasse la sua mente,
si ferma,
si siede impettito e fiero
fra i tuoi piedi.
Alza il muso
a cercare il tuo sguardo

Miaoooo!
Per chi non lo conosce
è un semplice miagolio
ma tu,
il suo padrone,
il suo badante,
sai qual è il significato

“Vieni
ti do’ la pappa!”

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8 responses to “Il gatto”

  1. Laura Costantini says :

    Il mio padroncino si chiamava Giuliano perche’ assomigliava al gatto dei cartoni di Kiss me Licia. Era ciccione e bellissimo, ci sono delle sue foto sul mio sito http://www.lauracostantini.it, nel settore foto private. Amava lo yogurt al mirtillo e i flaconcini probiotici, si divertiva a farmi i dispetti e se mi arrabbiavo, poi mi insultava con lunghissimi monologhi di miagolii irosi e ganci destri e sinistri contro il tronco dove si arrotava le unghie. Poi, se meritavo il suo perdono con una doppia dose di croccantini light e magari un assaggino di salmone, si “spanzava”, cioe’ si metteva a pancia in su, in attesa di grattini sul ventre. E si divertiva a chiudersi a riccio intorno alla mia mano, artigliandomi il polso con tutte e quattro le zampe, ma senza farmi male. Volevo bene a Giuliano e mi dispiace che non ci sia piu’.
    Laura

  2. Elia says :

    Che piacere leggerti in quel “Dalle prime battute”,
    cara Laura. I tuoi commenti sono interessanti e graditi per noi utenti ed anche per chi si prodiga alla buona riuscita del suo blog. Complimenti Chiara per la poesia, buona giornata Elia.

  3. Chiara says :

    Cara Laura, intanto comincio a svelare il nome di quel testone tondo ritratto nella foto: Carletto. Sì, lo so, non è un nome da gatto, ma è buffo, l’ho chiamato così pensando a una pubblicità con un camaleonte dispettoso😉 (non voglio fare anche io pubblicità). Anche a Carletto piace lo yogurt, è brontolone da morire, ha anche lui il suo ciocco dove si arrota le unghie (e purtroppo anche sul divano😦 ). Beh, diciamo che il tuo Giuliano aveva molti punti in comune con Carletto.
    P.S.: Le foto le avevo già viste tempo fa🙂

  4. Elia says :

    Un qualche riferimento a me che ti faccio i complimenti , niente? Come dicevo che è bello guardarsi intorno, uscire dal proprio blog e commentare, così è bello rispondere a quei lettori che lasciano il loro pensiero, perlomeno un grazie.

  5. Chiara says :

    Beh Elia, non volevo essere scortese. Scusa e grazie per i complimenti.
    (Non ti arrabbiare ^__^)

  6. matteo says :

    Noi “possediamo” un gatto di nome Paolo. Un comune gatto europeo bianco e rosso. Ho virgolettato perché praticamente è stato adottato, nel senso che sarebbe dei nostri vicini ma a casa sua non torna mai, scacciato da due cani (un pastore tedesco e un chiuaua) e quindi staziona da noi in pianta stabile. E’ una sagoma, ma il più delle volte fa il ruffiano per una briciola di cibo, e raramente s’incazza anche con le bimbe che gliene fanno di ogni sorte. Insomma ci siamo piaciuti a prima vista e lui ha cambiato padroni così, sulla fiducia.🙂

  7. Chiara says :

    Eh caro Matteo, i gatti sono furbi. Capiscono subito chi gli vuol bene. Anche il mio in realtà ha cambiato padrone. Era uno dei numerosi gatti di una famiglia che vive in campagna. Sai come si usa? Li fanno mangiare tutti ma li tengono fuori casa. Lui era il più buono e gli altri gatti non gli lasciavano nulla da mangiare.
    Per fortuna ha trovato noi🙂

  8. Marmott79 says :

    I gatti fanno schifo. Passano il giorno a dormire su superfici morbide e calde, mangiano a sbafo, scavano le piante, graffiano, mordono… non ci potrebbe essere bestia peggiore.
    Eppure noi stiamo lì, a guardarli fare assolutamente nulla, incantati, li nutriamo, li scaldiamo, li proteggiamo, li curiamo… senza un motivo. Avevano ragione forse nei secoli scorsi a considerarli esseri demoniaci… magari demoniaci no ma magici di sicuro, non si spiegherebbe altrimenti l’immediato sentimento di protezione che ci suscitano, il fascino magnetico che adoperano su di noi… (per riferimenti immediati vedere “Il gatto con gli stivali” in “Shreck2″… lo adoro quando fa “En garde!”

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