Gore Vidal «Così ho smascherato quei dannati storici»

Sul “Corriere della Sera” del 20 agosto, c’era il resoconto di un incontro con Gore Vidal, nel quale raccontava il percorso che lo ha portato a scrivere i sette romanzi contenuti nei “Narratives of empire” e gli appunti per l’ottavo.
In realtà nella chiacchierata Vidal fa riferimento anche alla situazione politica americana odierna, alle imminenti presidenziali ed esprime il suo pensiero su entrambi i candidati. Un punto di vista, il suo, molto interessante. Vi consiglio di leggerlo attentamente.

Giusto un paio di sottolineature, tratte dall’incontro, che riguardano più da vicino il mestiere di scrittore:

Washington DC è stato il primo tentativo di Vidal di scrivere un romanzo esplicitamente politico: uno dei personaggi ricorda il senatore cieco, un altro John F. Kennedy, al quale Vidal sembra fosse affezionato, mentre altri sono pura invenzione. Senza ancora saperlo, aveva tracciato le fondamenta della serie dei sette romanzi storici ora raccolti sotto il titolo di Narratives of Empire. Un ottavo volume è ancora in forma di «appunti». «Ho imparato a scrivere romanzi storici da Walter Scott». Come le lunghe e ramificate saghe di Scott, i romanzi storici di Vidal si possono a buon diritto definire «abili». Prende una storia per mano e la porta con sicurezza fino al traguardo, creando una ricca atmosfera lungo il percorso. Non ha molta importanza che alcuni dei personaggi di Burr e Lincoln (Bompiani) siano abbastanza simili agli aristocratici romani di Giuliano. Lo scopo dei romanzi storici di Vidal era «smascherare i dannati storici. Ero convinto che gli accademici distorcessero la storia, e io volevo scrivere con la maggior precisione possibile quel che le figure storiche avevano effettivamente fatto e detto. Non pensi che non tragga beneficio dagli orrori delle nostre scuole pubbliche. La storia americana è insegnata molto male».”

Il prossimo stralcio fa capire la cura maniacale dello scrittore per i suoi romanzi. Leggete cosa riesce a fare ogni volta che esce una nuova edizione di un suo lavoro:

“Vidal, a differenza della maggior parte dei suoi colleghi, continua a «rimetter mano alle sue opere in occasione di nuove edizioni». Non c’ è quasi pagina della Statua di sale (Fazi), ad esempio, in cui dialogo e descrizioni non siano stati riscritti. La storia parla di una relazione relativamente innocente tra due compagni di scuola dello stesso sesso, Jim e Bob, che ricorda alla lontana la relazione tra Vidal e il suo amico Jimmie Trimble, caduto nella Seconda guerra mondiale. Alla fine dell’ edizione originale del romanzo i due amici si incontrano di nuovo dopo molti anni. Jim fa un’ avance a Bob e, quando viene rifiutato con l’ accusa di essere «un finocchio», lo uccide. Nell’ edizione riveduta, pubblicata nel 1965, in luogo dell’ assassinio c’ è uno stupro e Bob è lasciato in lacrime.”

L’articolo intero lo potere leggere a questo indirizzo.

(Fonte: Corrie della Sera)

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