Archive | settembre 2008

Scrivi e vola in Israele! La bellezza nelle parole

Racconta la bellezza e visita Israele con El Al
Minerals e ARPANet presentano l’iniziativa editoriale “La bellezza nelle parole”

L’iniziativa editoriale “La bellezza nelle parole”, lanciata in occasione dell’ultimo Salone del Libro di Torino, entra nel vivo e rinnova l’invito a raccontare la bellezza, offrendo l’opportunità di intraprendere un favoloso viaggio con soggiorno in Israele offerto da El Al, compagnia di bandiera israeliana. Continua a leggere…

Intervista a Giuseppe Iannozzi autore di “Morte all’alba”

Dopo una lunga pausa, ritornano le interviste di Dpb. La persona che ho intervistato oggi non ha bisogno di tante presentazioni. Chi bazzica la rete prima o poi si imbatte su uno dei suoi siti: Giuseppe Iannozzi, giornalista, recensore, colui che non si risparmia in complimenti o stroncature, oggi ci presenta il suo nuovissimo libro. Si tratta di una raccolta di racconti intitolata “Morte all’alba“.

1) Giuseppe Iannozzi. Il tuo nome è noto sulla rete. Chi naviga ti conosce, molti ti stimano, ma molti ti temono. Sei sincero e pungente. Ti sei fatto più amici o più nemici?

Nel corso degli anni il mio nome, bene o male, è finito sulla bocca di molti. Anche questo è un risultato, disgraziato quanto si vuole ma pur sempre un risultato.
Quando decisi di parcheggiare le chiappe (anche) in Rete non mi aspettavo granché; ad essere sincero al massimo mi aspettavo una slabbratura nelle maglie della Rete e null’altro. Con gli anni Internet ha cominciato a veicolare le scelte dei lettori e più in generale di chiunque faccia arte. Credo di non sbagliare dicendo che oggi buona metà delle informazioni ci arrivano grazie all’http; ed è ormai un dato di fatto che molte notizie approdano prima in Rete e poi sulla carta stampata. Libri, musica, film sono largamente pubblicizzati attraverso Internet. C’è stato un tempo, neanche poi troppo lontano, in cui si pensava che l’e-book avrebbe soppiantato la carta stampata: così non è stato e sinceramente non ho mai creduto che un e-book potesse cancellare dalla faccia della terra il classico libro. Oggi viene utilizzato soprattutto per la manualistica tecnica, e molti autori in erba pubblicano i loro romanzi o fumetti in formato lit o pdf. Sono un mezzo come un altro buono per la promozione, ma non per altro. Il lettore ha ancora la necessità di avere il supporto cartaceo, per fortuna. Il libro, quando nasce invalido e non arriva né al pubblico né alla critica, può tranquillamente finire al macero e diventare carta riciclata utile per stampare altri libri. Si deve solo imparare a riciclare con maggiore attenzione per far fronte al problema carta, allo sfruttamento delle foreste.
Se come me fai il critico e lo fai senza concedere sconti di alcun tipo, è chiaro che ti fai tanti nemici, nemici che spesse volte si dicono tuoi amici per un puro calcolo di convenienza. In campo artistico e critico preferisco avere dei nemici dichiarati piuttosto che tanti sorrisi a trentadue denti: dai primi so che non tradiranno la loro natura, non tanto facilmente comunque, mentre i secondi ci mettono un secondo a pugnalarti alle spalle con i loro sorrisi. Gli amici sinceri, sempre e comunque, sono una rarità, come i buoni libri. Continua a leggere…

ARPANet – CONCEPTS DESIGN e ARCHITETTURA

SCADENZA PROROGATA AL 27 FEBBRAIO 2009

Iniziativa editoriale per la pubblicazione e la distribuzione in libreria di narrazioni liberamente ispirate.

È online fino al 30 settembre 2008 www.conceptsbooks.it.

Attraverso il sito è possibile iscriversi all’iniziativa editoriale CONCEPTS DESIGN e ARCHITETTURA. ARPANet, giovane casa editrice milanese, raccoglie fino al 30 settembre 2008 narrativa e poesia liberamente ispirate da case, palazzi, ambienti e dalle suggestioni del design. Ogni testo dovrà essere corredato dall’indicazione della fonte di ispirazione e da una postfazione esplicativa, a svelarne i meccanismi ispirativi sottesi.

La collana CONCEPTS esplicita come il processo creativo sia influenzato dalle esperienze di ogni individuo: a contribuire alla stesura di un testo è l’insieme di suggestioni ed emozioni provenienti dall’esterno e successivamente interiorizzate.

Tutti possono candidare i propri testi ancora nel cassetto: le opere che supereranno la fase del televoto online verranno in seguito scelte dalla Redazione di ARPANet per la pubblicazione e la distribuzione in libreria!

Nata nel 1998 come casa editrice online realizzando uno tra i primi portali letterari su Internet (www.ARPANet.org), dal 2002 la Società Editoriale ARPANet pubblica su carta testi di narrativa e poesia della nuova letteratura contemporanea.
Tutte le pubblicazioni derivano da un coinvolgimento diretto del lettore, invitato ad essere parte attiva nel processo di selezione dei testi mediante il format esclusivo dell’iniziativa editoriale.

Info, iscrizioni e testi da televotare su: www.conceptsbooks.it
Sito della Società Editoriale ARPANet: www.EdizioniARPANet.it

Ufficio Stampa : Daniela Giordani – Società Editoriale ARPANet – tel. 02.6700634
daniela.giordani@arpanet.it

eBook: l’alternativa al libro pesante e ingombrante

Quanto volte mi è capitato di trovarmi in autobus, sulla metro, alla fermata, in attesa nella sala d’aspetto di un medico e pensare: “Mannaggia a me! Perché non mi sono portata un libro?”
Sì perché, non so voi, ma io non riesco mai a trovare delle riviste interessanti da leggere nelle sale d’aspetto. La parola d’ordine è Gossip, e a me francamente non interessa poi tanto.
In autobus o in tram, parlo per noi donne, c’è l’ossessione della borsa. Cerchiamo di abbracciarla nel terrore che qualche borseggiatore possa rubarci il portafogli. Sì, un libro in borsa lo potrei anche infilare, ma poi non è così facile leggerlo cercando di tenersi per non cadere, stringere la borsa al petto, tenere il libro e riuscire anche a girare le pagine
Quindi la soluzione qual è? Potrebbe esser un bel eBook. L’intero libro nel nostro palmare o, per chi ce l’ha, nel nuovissimo iPhone. Scoprite le novità in merito a questa nuova forma di libro a questo indirizzo.

“Morte all’alba” di Giuseppe Iannozzi

Ebbene sì. Lo ammetto. Io l’ho già acquistato. Non appena ho saputo che Giuseppe Iannozzi aveva pubblicato “Morte all’alba“, non ho resistito. Ma come sarà? Questo ve lo potrò dire solo una vota letto. Se poi siete particolarmente curiosi potete sempre acquistarlo qui.

La fine della privacy e del pudore

Ovvero: a cosa può servire il telefonino oltre a “telefonare”? In effetti oggi sembra che l’amato/odiato cellulare venga usato per fare tantissime cose e casualmente anche per chiamare un’altra persona. Quanti di voi possono dire di non aver mai mandato almeno un SMS, magari addirittura un MMS… Poi ci sono i più smaliziati che lo usano anche per ascoltare la musica, oggi più che mai con l’iPhone mania, e anche per navigare, scambiare la posta, addirittura guardare la TV. Insomma pare che nessuno possa più farne a meno. La dipendenza da questo oggetto comincia sempre prima, addirittura tra i banchi delle elementari (non sarà un pochino esagerato?).

Di sicuro ognuno di voi avrà la sua idea a tal proposito. Io vi propongo uno stralcio di un articolo firmato dal noto scrittore Jonathan Franzen, preso dal Corriere della Sera del 14 settembre:

«Lo sviluppo tecnologico che ha inflitto danni permanenti alla società – vale a dire, l’ invenzione di cui non è nemmeno possibile lamentarsi in pubblico, malgrado i disastri provocati, pena il ridicolo – è il telefono cellulare. Una decina d’ anni fa, New York (dove abito) abbondava ancora di cabine pubbliche, in cui i cittadini mostravano rispetto per la comunità, rinunciando a infliggere al prossimo i loro drammi personali. Il mondo, dieci anni fa, non era stato ancora del tutto espugnato dalla chiacchiera. L’ uso dei Nokia appariva un’ ostentazione o una mania dei ricchi. Oppure, per essere generosi, una malattia, un’ invalidità o una stampella. Sul finire degli anni Novanta, già si avvertiva a New York una morbida transizione metropolitana dalla cultura della nicotina alla cultura del cellulare. Se ancora ieri la tasca rigonfia della camicia stava a indicare un pacchetto di Marlboro, il giorno dopo conteneva un Motorola.»

L’intero articolo di Franzan lo trovate qui.

Abdul Salam Guibre

Scusate, ma proprio non posso passare sopra a questa notizia. Mi sono chiesta se fosse giusto o meno mettere una mia riflessione su questa vicenda incredibile utilizzando le pagine di quello che io stessa, quando ho cominciato, ho definito un blog “letterario”. Alla fine ho deciso di fregarmene della catalogazione e di mettere comunque un mio pensiero.

È possibile nel 2008 morire per aver rubato un pacco di biscotti? O meglio, Fausto e Daniele Cristofoli pensano veramente che possiamo credere alla loro versione? Come si può inseguire un ragazzo armati con una spranga di ferro e colpirlo con tale e tanta violenza da ucciderlo solo perchè ha rubato un pacco di biscotti.

Chi ha assistito al mortale pestaggio riferisce di frasi razziste gridate nei confronti di Abdul. “Non siamo razisti.” Si difende Fauso Cristofoli dal carcere. E noi gli dovremmo credere? Se al posto di Abdul ci fosse stato un ragazzo bianco lo avrebbero ugualmente pestato a morte? Secondo loro la proprietà si difende in questo modo? Una sorta di “legge del taglione” forse?