Intervista a Giuseppe Iannozzi autore di “Morte all’alba”

Dopo una lunga pausa, ritornano le interviste di Dpb. La persona che ho intervistato oggi non ha bisogno di tante presentazioni. Chi bazzica la rete prima o poi si imbatte su uno dei suoi siti: Giuseppe Iannozzi, giornalista, recensore, colui che non si risparmia in complimenti o stroncature, oggi ci presenta il suo nuovissimo libro. Si tratta di una raccolta di racconti intitolata “Morte all’alba“.

1) Giuseppe Iannozzi. Il tuo nome è noto sulla rete. Chi naviga ti conosce, molti ti stimano, ma molti ti temono. Sei sincero e pungente. Ti sei fatto più amici o più nemici?

Nel corso degli anni il mio nome, bene o male, è finito sulla bocca di molti. Anche questo è un risultato, disgraziato quanto si vuole ma pur sempre un risultato.
Quando decisi di parcheggiare le chiappe (anche) in Rete non mi aspettavo granché; ad essere sincero al massimo mi aspettavo una slabbratura nelle maglie della Rete e null’altro. Con gli anni Internet ha cominciato a veicolare le scelte dei lettori e più in generale di chiunque faccia arte. Credo di non sbagliare dicendo che oggi buona metà delle informazioni ci arrivano grazie all’http; ed è ormai un dato di fatto che molte notizie approdano prima in Rete e poi sulla carta stampata. Libri, musica, film sono largamente pubblicizzati attraverso Internet. C’è stato un tempo, neanche poi troppo lontano, in cui si pensava che l’e-book avrebbe soppiantato la carta stampata: così non è stato e sinceramente non ho mai creduto che un e-book potesse cancellare dalla faccia della terra il classico libro. Oggi viene utilizzato soprattutto per la manualistica tecnica, e molti autori in erba pubblicano i loro romanzi o fumetti in formato lit o pdf. Sono un mezzo come un altro buono per la promozione, ma non per altro. Il lettore ha ancora la necessità di avere il supporto cartaceo, per fortuna. Il libro, quando nasce invalido e non arriva né al pubblico né alla critica, può tranquillamente finire al macero e diventare carta riciclata utile per stampare altri libri. Si deve solo imparare a riciclare con maggiore attenzione per far fronte al problema carta, allo sfruttamento delle foreste.
Se come me fai il critico e lo fai senza concedere sconti di alcun tipo, è chiaro che ti fai tanti nemici, nemici che spesse volte si dicono tuoi amici per un puro calcolo di convenienza. In campo artistico e critico preferisco avere dei nemici dichiarati piuttosto che tanti sorrisi a trentadue denti: dai primi so che non tradiranno la loro natura, non tanto facilmente comunque, mentre i secondi ci mettono un secondo a pugnalarti alle spalle con i loro sorrisi. Gli amici sinceri, sempre e comunque, sono una rarità, come i buoni libri.

2) Di te conosciamo soprattutto i tuoi articoli, le tue recensioni spesso al vetriolo, le tue interviste. Ma ora finalmente hai deciso di farci leggere qualcosa di veramente tuo. Intendo qualcosa che nasce dalla tua fantasia, probabilmente con influenze da ciò che ti piace leggere, dagli autori che ami di più. Come mai hai deciso solo ora di pubblicare qualcosa di tuo?

Ho molti lavori nel cassetto, come tutti quelli che scrivono o che hanno la presunzione di voler scrivere. Nel corso degli anni ho scritto soprattutto per gli altri, per promuovere, per scoprire giovani talenti, per dar loro un piccolo spazio e una vetrina d’appoggio. Non so dire quanto abbia fatto, se poco o tanto, ma ho fatto qualcosa più di niente, sono forse stato meno egoista rispetto a tanti altri che scrivono con il solo intento di pubblicare, di impinguare le proprie tasche e mandare al diavolo chi dice loro, con onestà intellettuale, che farebbero meglio ad andare a zappare la terra. Era giunto il momento di dare qualcosa a me stesso, al mio egoismo, all’innata presunzione che è vigile in chiunque abbia preso una penna in mano. O una tastiera.
In parte: ci sono gli autori che ho amato e che amo in questa raccolta che ha per titolo “Morte all’alba”. Ogni racconto è un omaggio a un autore. Ogni racconto ha un suo preciso stile. Non c’è un racconto uguale all’altro, né per stile né per contenuti.

3) Perché una raccolta di racconti e non un romanzo?

Scrivere un buon racconto, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è un’impresa difficile. Un romanzo, proprio perché tale, rischia di accogliere anche parecchi errori senza che nessuno se ne accorga nell’immediato: il romanzo, alla fin dei conti, altro non è che un racconto allungato.
Oggi si è andata un po’ perdendo l’arte del racconto a tutto favore del romanzo fiume: spesse volte ci troviamo costretti a dover leggere libri di 500 e passa pagine per comprendere alla fine che sarebbero bastate venti pagine o meno. Viviamo nell’èra dell’incomunicabilità, dell’epica, della new age e del misticismo, per cui il vino viene annacquato abbondantemente, sperando così di obnubilare le menti della gente, o meglio ancora di far andare in acqua il cervello. E’ abitudine anche che gli scrittori pubblichino prima dei romanzi, e poi una raccolta di racconti ma solo se sono a corto di idee e se l’editore ha la necessità non procrastinabile di riempire un buco.
Il romanzo verrà, ma dopo i racconti.

4) I racconti sono un genere poco amato, o forse sono solo le case editrici che li snobbano facendoci credere che non funzionano? Tu che ne pensi?

Non direi che sono poco amati. E’ più giusto dire che vanno di moda le antologie che accolgono autori diversi. Non amo granché le antologie di AA.VV.: la mia esperienza mi fa dire che il più delle volte tra tanti autori/racconti proposti, uno o al massimo due valgono qualcosa, mentre gli altri servono solo a far volume!

5) Quanto tempo hai impiegato per scrivere questa tua raccolta di ben 29 racconti?

Parecchio. Solo un paio di racconti sono nati e finiti nel giro d’un paio d’ore o meno.
Scrivere racconti intriganti è un’arte, a mio avviso ben più complicata che mettere nero su bianco un romanzo. La dimensione del racconto ha bisogno di maturare nella mia testa, prima di poter approdare alla pagina, questo perché nel racconto tendo a sintetizzare tutto un romanzo. Le mie storie sono ricche di particolari, quasi tutte pensate per diventare possibili romanzi. Come ho già accennato, il romanzo è poi solo un racconto molto lungo, infarcito di personaggi e accadimenti, in non pochi casi studiati per essere degli orpelli e null’altro.

6) Si tratta di una raccolta eterogenea o c’è un filo conduttore?

Non c’è un filo conduttore. Ogni racconto è una storia a sé. Ogni racconto ha un suo preciso stile, ogni racconto affronta un genere o più d’uno. L’unico particolare comune a tutti è la cupezza, anche in quei racconti più felici e ironici.

7) “Morte all’alba” l’hai pubblicato con Lulu.com. Mi incuriosisce molto questa tua scelta. Non penso che tu possa aver trovato qualche ostacolo presso un editore “tradizionale”. Molto spesso su Jujol.com dai spazio a libri di esordienti editi da editori piccoli ma “tradizionali”. Perché non rivolgerti a loro?

Volevo prima sondare il pubblico.
Più volte i miei lettori hanno chiesto un mio libro. Sono anni che me lo chiedono e io ho fatto orecchie da mercante. Oggi mi sono deciso. Avrei potuto proporre il tutto a un editore, e forse sarei stato pubblicato senza troppe discussioni per il solo fatto che sono Iannozzi. Non mi andava questo discorso. E poi volevo arrivare ai miei lettori “vergine”, con i miei racconti, senza editing e cesure o censure. L’unico modo per riuscire ad arrivare conservando la verginità era quella di affidarmi all’editoria on demand, senza alcun intermediario.
Non escludo niente per il futuro.

8) Ho visto che su Lulu hai messo in vendita solo il libro. Come mai non hai previsto la possibilità di poter scaricare “Morte all’alba” in formato digitale?

La ragione è semplice: non credo che il download possa aiutare l’autore o l’editoria.
Non credo neanche nelle Creative Commons License.
Chi avrebbe scaricato il mio libro, 128 pagine, se lo sarebbe dovuto stampare, tranne nel caso avesse avuto la malaugurata intenzione di leggerlo a video. Stampare con una comune stampante costa: tra inchiostro, fogli ed eventuale rilegatura, avrebbe speso una cifra ben superiore al costo del libro bell’e stampato grazie all’editoria on demand.
Offrire un assaggio del proprio lavoro può aiutare il potenziale lettore a orientarsi. Offrirgli il libro in formato digitale è un modo sbrigativo per prenderlo per i fondelli. Per esperienza chi ha scaricato un libro in formato digitale e gli è piaciuto, alla fine l’ha comperato; magari ha aspettato l’edizione in paperback, però ha sentito la necessità di avere il formato tradizionale.

9) Io “Morte all’alba” l’ho ordinato e sto aspettando di riceverlo per leggerlo. Ovviamente sarà mia cura farne una recensione “sincera”, ma se avrò delle altre curiosità spero vorrai concedermi un altro po’ del tuo tempo per altre domande. Nel frattempo ti ringrazio e buon lavoro.

Sono molto curioso di leggere la tua recensione. Mi auguro che “Morte all’alba” incontri il tuo favore, ma se non dovesse piacerti spero me lo vorrai dire nero su bianco senza peli sulla lingua.
Chiaro che se avrai altre domande da porgermi, sarò ben felice di rispondere.
Grazie a te per avermi offerto la possibilità di chiarire il motivo per cui ho deciso di pubblicare e in questa forma.
Buon lavoro a te.

Potete seguire Giuseppe Iannozzi su:
http://www.jujol.com
http://www.julol.com/blogtime
http://www.biogiannozzi.splinder.com
http://bioii.blog.excite.it

Tag:, ,

30 responses to “Intervista a Giuseppe Iannozzi autore di “Morte all’alba””

  1. Marmott79 says :

    Aspetto la recensione anch’io, mi intriga il legame dei racconti con altri scrittori… adoro il mescolarsi di autori.

  2. vanessa says :

    Complimenti.
    **Bellissima intervista**
    Anch’io ho ordinato il libro, conoscendo un po’ Iannozzi penso che i romanzi saranno scottanti e veritieri,ironici e dolci.
    Tanti auguri Beppe che il tuo libro abbia tanto successo.
    vany

  3. tumbergia says :

    Ero entrata da Beppe per un saluto, tornerò per leggere l’intervista con immenso piacere.
    A prestissimo!

  4. Mara V. says :

    Ciao Chiara,

    sono Mara Venuto, approfitto del fatto di essere qui, innanzitutto, per ringraziarti dello spazio che mi hai riservato in occasione dell’ uscita del mio libro “Leggimi nei pensieri”.
    Mi complimento con te per la tua ricca e interessante intervista a Giuseppe, lo conosco da poco tempo ma ho avuto modo di apprezzare rapidamente il suo talento di giornalista e critico letterario (forse perchè con me è stato clemente!!! ; D ) e, devo dire, tutto questo emerge in modo chiaro dalla tua intervista.

    Trovo encomiabile il tuo lavoro in favore delle buone letture, e attendo anch’ io con impazienza la tua recensione di “Morte all’ alba”!

    P. S. Ho appena ordinato il libro e sono molto curiosa!

  5. Giuseppe Iannozzi says :

    @ Marmott79

    Sapessi con quale angoscia-gioia l’aspetto io la recensione di Chiara, che so non mi concederà sconti, perché così ha da essere. Per una volta sono dall’altra parte del muro, giacché a recensire, di solito, sono io.

    Grazie infinite d’averci letto

  6. Giuseppe Iannozzi says :

    @ tumbergia

    Dunque devo aspettare… Vabbe’, aspetterò che tu abbia modo e tempo di leggere questa intervista. Sai che ci tengo al tuo parere.😉

  7. Giuseppe Iannozzi says :

    @ VANESSA

    Vany oramai mi conosce quasi più di me.😀 Non a caso, amorevolmente, è Pesty.🙂 Ci hai preso, c’è ironia e crudezza, tutta una mescolanza, come nella mia migliore formula oramai brevettata, che è meglio di quella della Coca-Cola.😉

  8. Giuseppe Iannozzi says :

    @ MARA

    Grazie, cara Mara. Spero di non deludere come scrittore. In qualità di critico sembra che sia benvoluto.😉 Staremo a vedere, anzi a leggere, cioè voi leggerete, io sarò dalla parte opposta della barricata con i critici (1 o 2 al massimo) che mi spareranno contro promettendo di avere il mio scalpo a ogni costo.🙂 Che se ne faranno poi è un mistero, povero com’è il mio scalpo!😀 Però non siate clementi.

  9. Chiara says :

    A TUTTI:
    Dopo una giornata di lavoro faticosa è bello tornare a casa e leggere tanti bei commenti.
    Grazie a tutti per i complimenti😀

    A MARA:
    Non devi ringraziarmi, l’ho fatto volentieri. Spero continuerai a seguirmi.

    A BEPPE:
    Come si sta dall’altra parte? Come ci si sente?
    Al momento goditi la gloria, visto che nessuno ancora ha letto il libro. Ma preparati… eheh ^__*

  10. tumbergia says :

    Brava Chiara e bravo Beppe!
    Domande intelligenti e risposte appaganti.
    ****
    “Ogni racconto è un omaggio a un autore. Ogni racconto ha un suo preciso stile. Non c’è un racconto uguale all’altro, né per stile né per contenuti.”
    Mi piace questa idea, e anche quando scrivi che il racconto è un romanzo sintetizzato.
    Il libro deve essere acquistato, tenuto tra le mani come una reliquia, una volta letto non si presta a nessuno. Sarò orgogliosa di tenere nella mia libreria un libro (il primo) di Giuseppe Iannozzi.
    Caro Beppe, sei arrivato a noi “vergine”, grazie per il tuo rispetto e per l’iter puro.
    Congratulazioni, amico mio!
    Complimenti, Chiara!
    Un abbraccio, Lucrezia.

  11. Annamaria says :

    Ho apprezzato Iannozzi sul suo blog che frequento assiduamente. Di lui ho potuto rilevare la sua competenza letteraria, la preparazione linguistica, la sua interpretazione nel recensire e la professionalità di critico imparziale. Alcune volte abbiamo disquisito su argomenti che non ci trovavano in sintonia ed è sempre stato un piacere poter approfondire. Faccio i complimenti a Beppe per la pubblicazione del libro che sicuramente è degno del suo autore. Sono d’accordo sulla difficoltà dei racconti: condensare una storia in breve non è semplice.
    Chiara, aspetto di leggere la tua recensione.

  12. Chiara says :

    @ LUCREZIA:
    Grazie per i complimenti ^__^
    Sono d’accordo con te e con Beppe: il libro (qualunque libro) va acquistato e tenuto tra le mani. Se poi si tratta dell’opera prima di Giusppe Iannozzi…^__*

    @ ANNAMARIA:
    La recensione. Caspita quanti siete ad aspettarla! L’unica cosa che ti/vi posso dire è che mi hanno comunicato proprio ieri l’avvenuta spedizione del libro. Quindi… Non disperate, lasciate che le Poste facciano il loro lavoro e soprattutto lasciate che la sottoscritta possa leggere, assaporare e metabolizzare Morte all’alba per poterlo recensire al meglio😀

  13. cinzia says :

    buongiorno a tutti:) conosco beppe da un pò,un pò tanto direi😉 ho letto sempre i suoi racconti alcuni mi son piaciuti molto altri meno e lui lo sa:) anche io ho ordinato il libro e non per amicizia ma perchè leggere ciò che scrive beppe è sempre un’esperienza positiva che insegna e trasmette sentimenti ed emozioni.naturalmente aspetto anche io recensione…
    cinzia

  14. Giuseppe Iannozzi says :

    @ CHIARA

    Come ci si sente dall’altra parte?
    Mah, pensavo peggio.🙂
    Direi che si sta bene. Stare sempre sulla stessa posizione mi annoia.😀

  15. Giuseppe Iannozzi says :

    @ ANNAMARIA

    Grazie. Dici cose troppo grandi in mio favore, ma sono vere.😉 Per la serie, la modestia non fa per me.😀
    Condensare una storia intera in un racconto di poche pagine è difficile, più difficile che scrivere un romanzo: questo non è altro che un racconto molto lungo, dove intervengono personaggi e situazioni di contorno. Gli errori in un romanzo sono molto meno evidenti che un racconto. In una storia breve, solo per numero di pagine, invece l’autore deve riuscire a scrivere tutto quello che metterebbe in un romanzo, ma stando ben attento a evitare anche il più piccolo errore. Per certi versi è un lavoro di cesello quello di raccontare, un’arte che ieri era tenuta molto più da conto. Oggi con i romanzi fiume cui ci ha abituati l’editoria leggiamo 600 pagine per scoprire alla fine che ne sarebbero bastate 200 o anche meno. Soprattutto la narrativa d’oltreoceano, americana, ci propone romanzi fiume e saghe infinite: la mania di grandezza degli USA, che ora stanno vivendo un’altra grande recessione, forse più catastrofica di quella del 1919. Tira la corda, tira e tira, alla fine si spezza.

  16. Giuseppe Iannozzi says :

    @ CINZIA

    Molto vero, Cinzia è un’amica di lunga data.🙂 Ha letto molti dei miei racconti e quelli che non le sono piaciuti me l’ha sempre detto a muso duro, motivando il perché. Persona più che onesta nel giudicarmi al di là dell’amicizia, perché una cosa è l’amicizia e tutt’altra è saper essere critici. In quasi tutti i casi i miei racconti hanno sollevato dibattiti, scontri e allargato lo spettro d’idee miei e dei miei quattro lettori manzoniani.🙂 Posso dire che non passa inosservata una mia storia? ^___*

    Grazie infinite. Mi fa immensamente piacere leggere tanti commenti. Ringrazio Chiara che mi ha offerto la possibilità di interagire con voi in uno spazio non da me gestito: tutto ciò è molto bello.

    Beppe

  17. Chiara says :

    @Beppe:
    Non mi devi ringraziare, lo sai che lo faccio volentieri. E poi è nello stile di noi blogger la collaborazione… ^__^

  18. cinzia says :

    si puoi dire realmente che ogni tua storia non passa inosservata e direi che non è poco🙂
    cinzia

  19. Giuseppe Iannozzi says :

    @ CHIARA

    Adorabile groupie.😉

    @ CINZIA

    Anche tu sei adorabile, Cinzietta, nonostante sia tu una lupa.😉

    Per fortuna che non passano inosservati nel bene e nel male, altrimenti sarei preoccupato e non poco. Scrivere per non esser notato neanche per in negativo farebbe male persino a uno come me.🙂

  20. Laura Costantini says :

    Hai capito il Iannozzi! Mi assento un attimo e te lo ritrovo a pubblicare un’antologia di racconti suoi… bene, bene, bene, sarà un piacere leggerti e recensirti, anche se dovrò aspettare di tornare in possesso della carta di credito per poter ordinare il tuo libro (si è smagnetizzata, che avevi pensato?😉
    Lo sai che spesso non ci troviamo in sintonia e non sono d’accordo sul tuo dire che scrivere un racconto sia più difficile che scrivere un romanzo. Dipende dal racconto e, ovviamente, dipende dal romanzo. Ultimamente, visto che ce ne chiedono in continuazione, io e Lory abbiamo scritto dei racconti e ci siamo anche divertite. Ma per due autrici che amano ricreare interi mondi, attingendo a piene mani alla storia e alla documentazione approfondita, lo spazio di un racconto resta sempre piuttosto ristretto e questo, a mio parere, è un limite difficilmente sormontabile. La scrittura di un racconto deve essere diversa di quella di un romanzo, proprio perché sono due generi letterari lontani, mi verrebbe da dire opposti. E poi che hai contro i romanzi fiume? A me piace avere un bel tomo (nel senso di libro) da affrontare, immergermi nella ricostruzione di un mondo, di una civiltà, di una vicenda, di una vita intera. Un libro fiume, se ben scritto (mi viene in mente Underworld di DeLillo), è una ricchezza infinita per il lettore-divoratore.
    Detto questo, complimenti a Chiara per l’intervista e complimenti a Beppe per il libro… la curiosità mi divora.
    Laura

    p.s. ecco perché non hai voluto partecipare al nostro piccolo concorso per racconti, troppo preso a seguire la pubblicazione, eh?🙂

  21. Giuseppe Iannozzi says :

    Se Gesù avesse voluto essere modesto avrebbe evitato di camminare sulle acque, di moltiplicare pani e pesci, di far crollare il Tempio, di resuscitare Lazzaro, di farsi crocifiggere e di risorgere per gli occhi delle donne amate.

    Beppe

  22. Giuseppe Iannozzi says :

    Ma come hai fatto a smagnetizzare una carta di credito? Avrai fatto acquisti pazzi come minimo.🙂 Un’altra KA gialla?😉

    Se vorrai recensirmi, avrai la possibilità di vendicarti.😀 Non so immaginare per quale ragione dovresti vendicarti, ma non si sa mai: in fondo “Oh baby baby it’s a wild world,/ it’s hard to get by just upon a smile./ Oh baby baby it’s a wild world.”, come canta il caro buon vecchio Cat Stevens.😉

    Ci avrei messo le mani sul fuoco, entrambe, che avresti detto che scrivere un romanzo è più difficile che dar corpo a un racconto. Eppure ci sono racconti che racchiudono in sé una vita intera: credo che tutto stia all’abilità dello scrittore, al suo talento, che non è qualcosa che si possa imparare attraverso l’esercizio né consumando gli occhi per milioni di letture. Che dire dei 49 racconti di Hemingway? E che dire di quelli di Salinger? Quella è Alta Letteratura, come probabilmente non si sarà in grado di saper fare più, perché solo quegli autori la sapevano scrivere, per innato talento. Perché io credo che scrivere sia un dono della natura non diverso dall’avere una voce bella e potente. Puoi esercitare la mano, ma se il talento manca continuerà a mancare nonostante l’esercizio.
    Non ce l’ho contro i romanzi fiume: io adoro la Letteratura Russa, la grande Letteratura Russa, quindi parliamo di Tolstoj, Dostoevskij, Gogol’, ecc. ecc., tutti autori che hanno scritto romanzi di centinaia di pagine, e pochi racconti. Ma un conto è Tolstoj, tutt’altro un comunissimo Stephen King: è come voler tentare un paragone fra Dio (Tolstoj) che dà o toglie la vita a una sua creatura, una pulce nella terra d’oltreoceano.

    In ogni caso i miei racconti abbracciano tanti generi, dallo splatter all’avantpop, dal dark al dannunziano, ecc. ecc. E’ una miscellanea di stili e di contenuti questa antologia personale.

    Se mi leggerai, Laura ricciolina potrei concederti un’intervista altrettanto bella.😉

    Ero sì impegnato a scegliere quali racconti inserire e quali scartare, a rivederli in alcuni casi; ed ero preso da tantissime altre cose. Spero non me ne vorrai. Oramai sono in ritardo per il concorso, però un po’ di tempo ce l’ho, e un racconto potrei scriverlo, giusto per “un fuori concorso”, per appagare la curiosità tua e mia anche.🙂 Che ne dici?

  23. Giuseppe Iannozzi says :

    Posso darti un vampiresco morso, cara Chiara? ^___^”’

  24. Chiara says :

    @ Beppe:
    E me lo chiedi? Certo che puoi ^-*

  25. lucio says :

    Iannozzi che parla di un libro scritto da iannozzi è un evento: per la prima volta Iannozzi parla di un libro che ha letto😉

  26. Giuseppe Iannozzi says :

    @ LUCIO

    Lucio, quando becco il primo che ha messa in giro la storia che parlerei di libri senza averli letti, mettici pure entrambe le mani sul fuoco, gli spacco la testa a colpi di Enciclopedia Britannica. Scherzo ma mica tanto.😉

    E tu leggerai il mio libro o ne parlerai senza averlo letto o non ne parlerai affatto? Sono curioso.

  27. Giuseppe Iannozzi says :

    @ CHIARA

    Il tuo sangue è proprio buono, dolce al punto giusto, come piace a me.😀

  28. Laura Costantini says :

    Per il racconto hai tempo fino al 15 ottobre. quindi non cercare altre scuse e… lavora!🙂

  29. Giuseppe Iannozzi says :

    Uffa!
    Lavoro, Lauretta ricciolina e capricciosa.😀

    Te lo faccio avere. Una promessa è una promessa. Entro il 15. Ok.

    Dammi un bacio però!😉

Trackbacks / Pingbacks

  1. Iannozzi intervistato! « False Percezioni 2.0 - 24 settembre 2008

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: