Sempre più libri, sempre meno lettori.

Il Giornale di ieri pubblicava un interessantissimo articolo, a firma Luigi Mascheroni, sulla situazione tragica in cui versa il nostro paese in in merito alla cultura, ma soprattutto ai libri

Tutti parlano, nessuno ascolta. Tutti pubblicano e nessuno legge. Ancora più preoccupante la situazione editoriale. Gli ultimi dati ufficiali fanno rabbrividire: nel 2007 in Italia sono stati oltre 61mila i titoli librari prodotti – il 62% dei quali novità, il resto ristampe e riedizioni -, per un totale di 268 milioni di copie. Aveva ragione il mai abbastanza compianto Massimo Troisi in Le vie del Signore sono finite: «Io non leggo mai. Non leggo libri, cose… pecché… Che comincio a leggere mò che so’ grande, che i libri sono milioni e milioni? Non li raggiungo mai, hai capito? Pecché io sono uno a leggere, loro sono milioni a scrivere».

Ma la vera chicca dell’articolo, secondo me, è questa:

A confermare il disastro, i dati delle vendite di libri (preoccupanti) e lo stato di salute delle librerie (pessimo): mentre crescono le vendite nei mega-store e nei supermercati, le librerie tradizionali sono in crisi. Entra poca gente e quella che entra capita che chieda – lo raccontava ieri un amico della storica libreria Croci di Varese – Il mercante in fiera di William Shakespeare, o Narciso e Bocca di rosa di Hermann Hesse, o Il giardino degli sfizi continui… non mi ricordo di chi…. Sono quelli che leggono un libro all’anno. «Pecché io sono uno a leggere, loro sono milioni a scrivere…».

(L'articolo integrale lo potete leggere qui)

Questi strafalcioni in un primo momento mi hanno fatto sorridere, ma subito dopo sono inorridita. No so voi come la pensiate. Certo che, entrando in libreria, si viene sempre accolti da una quantità impressionante di titoli nuovi, ma molti di questi sono finti. Mi riferisco ai titoli che vengono stampati solo perché l’autore è una soubrette televisiva, l’altro è un calciatore o magari la cantante – vecchia gloria di qualche lustro fa.

Ci sono anche tante altre schifezze pubblicate da gente sconosciuta, mi ribatterete voi. Sì, è vero. Ma penso anche che la fuori ci sono tanti autori di qualità che cercano invano un Editore disposto a credere in loro. Ma, sapete come funzione, se non hai mai pubblicato, se non hai un precedente, il più delle volte non vieni preso minimamente in considerazione. Forse il grande successo del POD dovrebbe far riflettere qualcuno.

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5 responses to “Sempre più libri, sempre meno lettori.”

  1. Marmott79 says :

    Ci penso un po’ ok?
    Sin da quando sono piccola ho sempre sentito questa storia degli italiani che leggono poco, soprattutto se paragonati al resto d’Europa.
    Poi però mi guardo un po in giro e vedo siti come Anobii e Librarything che straripano di libri e lettori, do un’occhiata ancora per il web e trovo migliaia di blog e siti che parlano di libri, recensiscono libri, scrivono produzioni proprie…
    Sono sicura che Mascheroni basa il suo articolo su dati statistici reali ma sono sempre scettica quando a parlare sono gli editori (e il gruppo RCS è un editore). Vado a vedere su Anobii e il libro “La solitudine dei numeri primi” è presente in 3300 librerie, “Gomorra” in 5300, entrambi libri di recente pubblicazione ma con esiti di soddisfazione diversi.
    Mascheroni dice che in Italia ci sono 2900 case editrici su circa 60.000.000 italiani, vuole dire una casa editrice ogni 21000 persone, vuole dire una casa editrice per ogni piccolo comune, solo che poi pubblicano le stesse cose e le piccole tendono a naufragare.
    Seconda osservazione: quando mi capita di scegliere un libro vedo che le novità si aggirano sui 10-15 euro, i classici dai 4 ai 9. Mica sono Paperone io. Il tono con cui l’autore parla degli aspiranti scrittori poi, mi sembra un tantino acido. Attenzione: forse è vero che tanti ritengono il proprio manoscritto un vero capolavoro quando in realtà è una schifezza ma non si può mai sapere da dove può venire un successo. Forse sarebbe meglio ridurre i libri di starlettes e calciatori per dare un po’ più di pubblicità alle composizioni degli emergenti.
    Scusa la lungaggine ma non mi piace chi si piange addosso.

  2. Marmott79 says :

    Postilla. Anche Mascheroni ha scritto tre libri ma scommetto che, introdotto nell’ambiente, ha trovato il modo di farsi pubblicità.

  3. Annamaria says :

    Grossa piaga quella dei lettori, i ragazzi leggono pochissimo e trascorrono il loro tempo dinanzi al pc per navigare o giocare. Un tempo c’era più ignoranza, ma più lettori; mancavano le distrazioni domestiche, ma il libro era il mondo di molti. Concordo con Marmott79 sul fatto che non dovrebbero pubblicare le schifezze, solo perchè appartengono a nomi noti che fanno girare il mercato. E’ vero che in libreria o su internet ci sono moltissimi libri, ma mi chiedo: “Si vendono”?
    Lasciamo perdere Gomorra o qualche altro titolo conosciuto, ma gli altri assiepati sugli scaffali, che fanno? Vendono coloro che si fanno pubblicità per vie traverse, è questa la realtà. Lo scrittore per passione, ma ignoto, aspetta e spera.
    Buona giornata.

  4. Chiara says :

    Capisco la tua amarezza Annamaria, ma cerchiamo di pensare positivo. Noi intanto continuiamo a scrivere, magari prima o poi qualcuno si accorgerà anche del piccolo, ignoto scrittore per passione ^__^

  5. Laura Costantini says :

    Credo tu sappia già come la penso. Io a questi catastrofismi non ci credo. Ogni volta che entro in libreria, trovo la fila alla cassa. Saremo pochi a leggere (e non ne sono convinta), ma siamo buonissimi. Su http://www.anobii.com i libri inseriti aumentano a vista d’occhio e i gruppi di lettura e scambio di opinioni si moltiplicano. Le pubblicazioni sono moltissime, ma la selezione è rigida e implacabile. E ogni volta che la televisione lancia sondaggi sui libri, scopri che la gente legge eccome. Insomma, lasciamoli parlare e leggiamo, scriviamo, parliamo, condividiamo. Alla faccia loro.

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