Grossman-Tamaro a confronto

grossman-tamaro

Su “Il Giornale.it” ho trovato un interessantissimo articolo che prende spunto dal dialogo tra David Grossman e Susanna Tamaro organizzato dall’Istituto italiano di cultura nell’ambito del convegno per il 60 anniversario dello Stato di Israele, concomitante alla visita del presidente Giorgio Napolitano.

Uno stralcio per farvi capire gli argomenti trattati:

La Tamaro ha detto di scrivere rapidamente, quasi di getto, dopo lunga preparazione, andando a cercare dentro di sé «quella voce interiore» che quando ti chiama si riconosce subito, e senza minimamente badare all’influenza sul lettore. «Quando scrivo sono fuori dalla vita reale, mi occupo dei fiori, e questo basta a darmi il senso della vita», ha detto la scrittrice italiana. Grossman non può vivere fuori dalla vita reale. Ha detto di scrivere lentamente, di abbandonarsi a un processo cumulativo, dove l’immaginazione insegue l’esperienza, e dove per esempio per raccontare il viaggio a piedi in Galilea di Orah e Avram, personaggi del suo ultimo romanzo, lui stesso si è messo in viaggio, domandando a tutti quelli che incontrava di dirgli quale fosse il loro rimpianto, la loro nostalgia.

L’intero articolo lo trovate qui.

Se siete interessati potete leggere anche quest’altro articolo su Susanna Tamaro.

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2 responses to “Grossman-Tamaro a confronto”

  1. Iannozzi Giuseppe says :

    Non ho mai amato la Tamaro, che non ha niente del sangue degli Svevo. In ogni caso, non mi pare che dopo il tormentone Va’ dove ti porta il cuore, gli altri suoi scritti abbiano raggiunto chissà quali vette. Io trovo che la sua scrittura, prima che veloce, sia terribilmente intrisa di buonismo sottovuoto, per cui non riesce a pizzicare alcuna corda del mio animo. Non so se sia cambiata, ma io non la seguo più da molto molto tempo, ho difatti capito che non fa per me né per contenuti né per stile – che comunque mi sembra si ripetano sempre uguali. Il confronto con Grossman poi mi pare forzato: se entrambi parlano di sentimenti, Grossman lo fa con una compostezza e un rinnovamento che è in ogni pagina, la Tamaro invece no. Mia personale opinione, più in veste di lettore che di critico.

    Bacioni, mia Groupie preferita 🙂

    Beppe

  2. Chiara says :

    Opinione condivisa, Beppe. Anche a me la Tamaro non piace. Graossman… beh, non gli si può dire nulla.
    Bacioni anche a te 🙂

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