Verità e conseguenze, Alison Lurie

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“In un’afosa mattinata di mezza estate, dopo oltre sedici anni di matrimonio, Jane Mackenzie vide suo marito a quindici metri di distanza e non lo riconobbe.”

Ma che fine ha fatto l’uomo alto, magro e atletico che aveva sposato? Quell’uomo è morto quindici mesi prima, quando un incidente gli ha provocato una lesione alla schiena che lo costringe a sofferenze indicibili. Per cercare di convivere con il dolore, con quella lucertola che gli si avvinghia alla spina dorsale, Alan Mackenzie, questo è il nome dell’uomo, è diventato dipendete dai farmaci e dall’alcool.

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3 responses to “Verità e conseguenze, Alison Lurie”

  1. Iannozzi says :

    Posso sbagliare, perché non ho letto il romanzo in questione, però ho l’impressione che data una trama vagamente d’impianto gotico, Alison Lurie voglia soprattutto parlare dell’unione matrimoniale e di quanto questa possa essere fragile una volta che viene minata da un evento imprevisto. Un po’ mi sembra faccia eco a certi romanzi del miglior Stephen King, quello degli anni 80, quando era strafatto di alcool e coca: ci deve essere anche una impronta orrorifica, non so dire in che misura, tuttavia la tua recensione mi fa pensare di sì.

    My Personal Groupie, se continui così mi ruberai il mestiere.🙂

    Nei prossimi acquisti metto in lista. Al massimo se non dovesse piacermi verrò da te a reclamare.😀

    Un bacione grande,

    Beppe

  2. Chiara says :

    @ Beppe:
    Hai intuito abbastanza, caro Beppe. Ma per saperne di più ti tocca comperarlo *__*

    Rubarti il mestiere? Magari fossi così brava! Sono solo una umile principiante che sta cercando di imparare ogni giorno qualcosa. Non so se riesco a farlo bene, ma ci sto provando. Non è semplice scrivere una recensione di un libro. Dire e non dire… cercare di non svelare troppo… ma dire quel tanto che basta per far capire a chi legge se vale o meno la pena comperarlo. No, no… non è semplice.
    Tu, mio caro Beppe, resti sempre il maestro ^__^

    Un bacione grande anche a te,

    YPG Chiara

  3. Carlo Turco says :

    Mi dispiace, ma debbo dire che personalmente sono stato molto deluso per essere stato indotto da qualche recensione a comprare questo libro, senza prima consultare più a fondo i commenti sull’originale.
    Gli elementi per farne una storia avvincente ci sono tutti e che l’autrice sappia scrivere si vede. Man mano che sono andato avanti nella lettura, tuttavia, pur sperando di riuscire a trovarla, quello che mi è sembrato più elusivo è proprio questo: la storia. Dov’è? Nessuno dei personaggi riesce minimamente a suscitarmi alcuna empatia, più andavo avanti più gli eventi mi apparivano scontati e prevedibili: tanto che mi chiedevo se non ci sarebbe stato un qualche colpo di scena tale da riuscire a dare un senso al tutto. Ma non c’è stato nemmeno quello.

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