Everyman di Philip Roth

EverymanTitolo:
Everyman
Autore:
Philip Roth
Traduzione:
Vincenzo Mantovani
Casa Editrice:
Einaudi
Collana:
Super ET

Intorno alla fossa, nel cimitero in rovina, c’erano alcuni dei suoi ex colleghi pubblicitari di New York che ricordavano la sua energia e la sua originalità e che dissero alla figlia, Nancy, che era stato un piacere lavorare con lui.

Il funerale è quello del protagonista, non ha un nome, Everyman, probabilmente perché ognuno di noi può o potrebbe riconoscersi in lui. Il romanzo parte dalla fine della storia, come avviene spesso al cinema: pesnso ad esempio a Viale del tramonto, film magistrale diretto da Billy Wilder con William Holden, Gloria Swanson ed Erich von Stroheim. Ricordate? Il film si apre con il corpo di William Holden che galleggia senza vita dentro una piscina.

In Everyman non c’è la piscina, ma un cimitero malridotto dove si sta celebrando il funerale di un uomo del quale non sapremo mai il nome. Dal fondo della sua bara, Everyman, l’uomo qualunque, si alza e ci accompagna a ritroso nel tempo per farci scoprire com’è stata la sua vita.

Nei suoi primi cinquant’anni Everyman assomiglia molto al William Holden di “Viale del tramonto”. Fisico forte, donnaiolo, incurante del prossimo e di sé stesso. Nulla riesce a scalfire l’uomo forte, invincibile, ma la vita – prima o poi – ci presenta sempre il conto.

La malattia, il deperimento fisico, la morte: questi i punti di svolta del romanzo. Roth, con gli occhi di Everyman, ci mostra quali possono essere le conseguenze della sofferenza fisica, anche in un uomo che ha sempre vissuto la vita con disprezzo. L’uomo qualunque di Roth è costretto a guardarsi dentro. Mentre il suo fisico deperisce sempre più e la sofferenza aumenta, il protagonista non può fare altro che attendere la fine, la morte. Nella sua attesa, tra un’operazione e l’altra, il protagonista si rende conto che ha sempre vissuto pensando di essere invincibile, come se il dolore, la malattia, la morte non esistessero.

Roth in realtà evidenzia un comportamento – più o meno sfrontato – che tutti noi teniamo. Quando si è giovani, si è convinti di essere immortali; beviamo la vita con avidità, a grandi sorsi, nella speranza di arrivare il più in fretta possibile alla meta. Ma qual è? Impossibile conoscerla in anticipo. Nessuno di noi sa quale sia, ma il vigore della gioventù ci sorregge, ci spinge sempre più avanti e nulla ci può fermare.

Ciò che acuisce il dolore e forse anche un po’ il rimorso per la vita passata, è il rimanere solo del protagonista. Aspettare la morte nella solitudine, forse è un’immagine un po’ troppo pessimistica offertaci da Roth, ma può accadere. Penso alle tante persone anziane, che rimangono sole pur avendo figli e nipoti che, se solo volessero, potrebbero riempire quel vuoto, evitando così che il proprio caro diventi un Everyman.

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5 responses to “Everyman di Philip Roth”

  1. Marmott79 says :

    La descrizione che fai di questo libro basta a far venire l’acquolina, però non vorrei che fosse troppo pessimista: c’è modo e modo di “godersi” la vita, quello di Bukowski, tendente all’annientamento di sé, e quello di Rimbaud, alla ricerca di nuove esperienze di vita. Poi c’è anche il nostro modo di vivere comune… che non è così male.

  2. Iannozzi says :

    Questo non l’ho letto di Roth. Mi sono astenuto sino ad ora, ma tu mi rassicuri che è un buon libro, ragion per cui, giacché ce l’ho tra i titoli che aspettano d’esser letti, devo solo fare lo sforzo di prenderlo in mano e dedicarci un paio di ore. ^_^

    PERDONA L’OT: Tu però non hai la tagghina.🙂 Mi scrivi che stai studiando, che non sei latitante, ma non ho ben capito che cosa stai studiando. In ogni caso non ti preoccupare, tu sei la mia e unica sola GROUPIE DOC.🙂 Figurati se non mi ricordo della mia amatissima Personal Groupie. Però non mi fare che scompari del tutto dal web. Capisco che fa un caldo boia, ma tu non scomparire: uno, perché ti voglio un sacco di bene e perderti mi spiacerebbe un casino; due, mi sei necessaria… senza di te chi mi segnala quei libri che di solito non leggo o per pigrizia o per un mio personale pregiudizio? Hai una missione, My Personal Groupie: mantenere integro il mio giudizio critico. Ed è un compito non da poco.🙂

    Un bacione enorme e fresco

    Beppe

    • Chiara says :

      Caro Beppe, mi carichi di una grande responsabilita’. E se poi non ti piace? Correro’ questo rischio.
      Certo che se continui a farmi queste dichiarazioni a “cuore in mano” mio marito potrebbe diventare geloso ^__^ Noooo… per (s)fortuna ti conosce :O

      Se mi dici come fare a mettere lo spazio per gli OT… Intanto lo accetto e ti rispondo. La tua Personal Groupie in questo periodo e’ impegnata a preparare un esame per l’Universita’: L’Inferno di Dante. E’ sufficiente come giustificazione? ^__^

      Cpmunque ti seguo, non temere… e sorveglio anche il tuo giudizio critico🙂

      Un abbraccio… caldo, purtroppo.
      SMAAACKKK!

  3. Iannozzi says :

    Ma figurati. Se non mi piacerà al massimo a breve nella pagina della cronaca romana si leggerà che un pazzo furioso (io) ha cercato di far fuori una femmina bionda, sua groupie personale.🙂 Un pazzo che per fortuna della groupie è stato prontamente bloccato e portato di forza, con ovvia camicia, in manicomio mentre gridava come un ossesso, “Non sono sul viale del tramonto, non sto inciampando nei cocci dei sogni infranti!!!”.😀

    Tuo marito potrebbe diventare geloso? GULP!
    Ho il pomo d’Adamo che va su e giù, a vuoto, cercando un po’ di balsamo, un goccio di saliva ma arida m’è diventata la bocca e le gambe mi fanno giacomo-giacomo dalla paura. Perché, My Personal Groupie, mi dici così? Mò c’ho paura. Terrore infinito.🙂

    L’Inferno di Dante. Oddio! E ti sembra bello? Ciò che non me lo avessi detto prima. Un esame. Ahio! Attenta a Virgilio che quello pare tanto buono ma in realtà è un mandrillo.😀 Allora non ti disturbo più di tanto: studia, studia, studia. ^_^

    Accipicchia, pure tu l’hai letto il libro di Luigi Milani “Rockstar”. Qui rischiamo che Luigi mi diventa una star, e poi comincerà a tirarsela… la coca… con la cannuccia. E io a quelli della Pepsi, che gli vado a raccontà?😀 Scherzi a parte, auguro a Luigi tanta fortuna: se la merita. Sono curioso di leggere che limature avrà operato. Adesso è con un editore serio. Ti farò sapere, My Personal Groupie.

    Ma c’è nell’Inferno o in Purgatorio o in Paradiso un posticino per le groupies?😀

    Smaaackkk

    Beppe

    P.S.: Non è vero che non mi sfugge nulla. Tu, ad esempio, mi sei sfuggita, tuo marito ha fatto prima di me a sposarti e a me m’ha lasciato come una statua di sale.🙂 Uffa. Le ragazze migliori vanno in sposa sempre a qualcuno che non sono io. Non è giusto, ecco.😉

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  1. Billy Wilder - Radio-People - 27 maggio 2009

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