10 luglio 2009: Serata URANIA a Roma.

Lippi

Ieri sera, nell’ambito della manifestazione URANIA, si è tenuto al Teatro India di Roma un interessante incontro con un parterre davvero ricco ed interessante. Relatore, o meglio, anima della serata è stato Giuseppe Lippi: curatore dell’edizione completa dei racconti di H.P. Lovecraft e dal 1990 curatore di “Urania“. Insomma, chi più di lui aveva le carte in regola per una rassegna il cui nome è lo stesso della storica collana di Fantascienza della Mondadori.

L’inizio è stato dedicato a un autore “storico” di Urania, Mauro Antonio Miglieruolo, anch’egli presente, e alla riedizione di un suo romanzo uscito nel lontano 1972 sempre per Urania: “Come ladro di notte“. Il libro di Miglieruolo è stato un trampolino perfetto per la discussione che si è subito animata sul concetto di “letteratura di genere“. A questo proposito Lippi sostiene che la Fantascienza non può essere rigidamente regolamentata come genere. Alla parola “genere” sin da subito Lippi ha detto di voler sostituire “solco amato“: quindi la Fantascienza come un qualche cosa che ti interessa, che ami e quindi segui. A dar ragione al curatore di Urania c’era lo stesso Miglieruolo, che infatti sosteneva che quando scrisse “Come ladro di notte“, non pensava al “genere fantascenza“, ma semplicemente voleva scrivere un qualcosa che parlasse delle sue sensazioni, delle sue emozioni in quel momento. Insomma, Miglieruolo ha ribadito che lui ha voluto scrivere un romanzo, senza alcuna implicazione di genere. 
Un romanzo. Quindi parlando di Fantascienza si può parlare di Letteratura? Su questo punto Lippi si è soffermato: la Fantascienza, quella buona, scritta bene, dove l’autore ha davvero una storia da raccontare, può essere letta e affiancata senza temere alla letteratura.

Al “solco amato” di Giuseppe Lippi si contrapponeva il “patchwork” di Massimo Mongai. Dopo un iniziale torrente di cifre riguardanti le percentuali di vendita della fantascienza, la distinzione in generi per la ricerca, maggioranza di uomini come lettori (anche se le donne presenti non erano molto d’accordo), scarsa fantasia (sempre secondo Mongai) per il genere fantascienza da parte delle donne… Cercando di trarre una conclusione da tutti quei numeri, si è capito che per Massimo Mongai il “genere” è fondamentale. Senza questo parametro distintivo si rischierebbe di avere un “patcwork” di generi difficilmente identificabile.

Sergio Altieri (meglio conosciuto come Alan D. Altieri) è intervenuto anche lui sulla questione del rispetto delle regole e di conseguenza del genere. La sua posizione è decisamente a favore di un purismo di generi.

Non si è parlato solo di Fantascienza, ma anche di un genere finalmente riportato ad una giusta dignità: l’Horror. A parlare di questo, chi meglio di Paolo De Cresenzo?  Fondatore della Gargoyle, casa editrice piuttosto giovane – nata da appena 5 anni – che ha saputo dare finalmente il giusto spazio ad un genere, che come faceva notare lo stesso De Crescenzo, era sempre stato percepito come il fratello povero della fantascienza. Paolo De Cresenzo da grande appassionato, facendo un lavoro di scouting, non solo all’estero ma anche in Italia, ha riportato alla luce autori importanti e ha permesso al pubblico di conoscerne anche di nuovi, molto validi.

Un’ultima nota, che mi sembra però interessante, è un dato che ha fornito Sergio Altieri. Parlando di autori italiani e stranieri, del lavoro di scouting, che anche lui come Paolo De Cresenzo svolge, in Italia e fuori alla ricerca di nuovi nomi ha fatto notare che, mentre l’editoria italiana è aperta agli autori di tutti i paesi, nel mondo anglosassone la stessa cosa non avviene per gli autori italiani. La sostanza è che, mentre in Italia ci sono professionisti in grado di leggere e quindi tradurre opere in inglese, francese, tedesco, etc., in America non conoscono e non sanno leggere l’italiano. L’unico criterio seguito dai grossi editori stranieri per l’acquisto di un autore italiano è quello delle copie vendute. Quindi, lo scrittore che vende di più, ha speranza di essere anche tradotto, per tutti gli altri, anche se interessanti… E non è detto che il criterio ottenuto nel successo nel paese d’origine sia determinante.

Qui trovate alcune foto dei protagonisti della serata.

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