È Faletti o non è Faletti… Questo è l’interrogativo

Mix Faletti

È apparso oggi sul forum del Corriere della Sera curato da Beppe SevergniniItalians”  un post di tale Eleonora Andretta, traduttrice, che vi riporto qui di seguito:

Ho appena concluso la lettura di Io sono Dio di Giorgio Faletti e sono perplessa a dir poco. Vado subito al punto: mi riferisco a quelli che in gergo traduttivo si chiamano «calchi», vale a dire quei termini o espressioni tradotti letteralmente, con effetti orribili sulla lingua di arrivo. Ebbene, Io sono Dio ne conta moltissimi. Ma in teoria non è un libro tradotto, giusto?

Allora non mi spiego perché un autore italiano dovrebbe scrivere «non girare intorno al cespuglio»: calco di «don’t beat about the bush», invece di «non menare il can per l’aia». O perché dovrebbe scrivere «Te ne devo una», palese calco di «I owe you one», che in italiano è molto più semplicemente «sono in debito/a buon rendere». O perché in un libro scritto in teoria in italiano mi ritrovi l’incomprensibile frase «Pensavo che una ventina di grandi vi avrebbero fatto comodo» dove «grandi» è lo spudorato calco di «grand», vale a dire mille dollari nel gergo della comunità dei neri americani.

E questi non sono che pochi esempi. A dire la verità, tutto il libro mi ha lasciato l’impressione dell’italiano «derivato», con i suoi «prese un bel respiro», «telefono mobile» e così via. Ho cercato di darmi una spiegazione plausibile, iniziando con: «Faletti pensa in inglese-americano». Non sta in piedi, per tutta una serie di motivi linguistici e tecnici per i quali sarebbe necessaria un’altra lettera. E allora? Non so cosa pensare…”

Che dire? Io non sono una fan di Faletti e confesso che non ho letto alcuno dei suoi libri, ma ciò che ha evidenziato Eleonora Andretta a me fa pensare a due soluzioni possibili, anzi tre:

a) Il libro non è stato scritto da Faletti ma probabilmente da un ghost writer, americano o comunque di madre lingua inglese;

b) La traduzione grossolana l’ha fatta direttamente Faletti, visto gli “errori” grossolani di traduzione;

c) La traduzione è stata fatta da un traduttore che si è voluto “vendicare”.

Comunque siano andate le cose, sempre che qualcuno riterrà di dover dare delle spiegazioni in merito, l’unico ad uscirne male è Giorgio Faletti.

Tag:, , , , ,

16 responses to “È Faletti o non è Faletti… Questo è l’interrogativo”

  1. Beppe says :

    C’è una altra alternativa a quelle già proposte: che Faletti abbia voluto scrivere “volutamente” utilizzando dei palesi “calchi”, per restituire l’idea di un libro tradotto dall’inglese-americano al lettore e quindi conferire allo scritto un che di veristico. La vicenda è ambientata a New York, per cui non sarebbe ipotesi da scartare: io stesso per alcuni racconti uso dei “calchi” e non sono Faletti e non sono tradotto ecc. ecc. A volte, utilizzare dei “calchi” è un modo efficace per rappresentare situazioni e dare stile ad uno scritto. Cerco di “tenere la testa sul collo” ma a volte proprio non mi riesce messo faccia a faccia con certi “bietoloni locali”… Si guardi a Fenoglio: Fenoglio, nelle sue opere migliori, scriveva in italiano, in un italiano che pare traduzione dall’inglese. Volutamente. Ora non voglio assolutamente fare un confronto fra Faletti e Fenoglio: sono due mondi a parte, per temi trattati. E tuttavia scrivere così, come ha fatto Faletti in “Io sono Dio” non è una novità. Faletti, peraltro, non è il solo ad usare “calchi” quando scrive, perlomeno per questo romanzo – che dovrò leggere, mi aspetta già da un po’. Aggiungo: non è per niente facile scrivere in questa maniera, indipendentemente dal risultato. Bisogna pensare in inglese, almeno buona parte del libro, e restituirlo in un italiano “di traduzione che muore con gli stivali ai piedi”. Ecco, per questo commento ho usato dei calchi. ^__^

    BRAVAAAA… hai battuto Dante Alighieri, adesso sei una Dottoressa. Ma dunque, d’ora in poi, non potrò più chiamarti My Personal Groupie, sarò invece costretto ad inchinarmi e a dirti Dott.ssa piegandomi fino a toccare con il mio nasone la punta dei miei piedoni. Che peccato! Ho perso la mia Groupie. Però ho guadagnato una Dott.ssa. Che bello. Che bello. Che bello. In ogni caso ora ti tocca di affrontare Shakespeare nell’opera sua che io più amo, King Lear. ^___* Ciufolotta, hai chiamato la vecchia Inghilterra del 1600 circa, adesso paghi. Dovevi restare nell’Inferno dantesco – tutto italiano, si fa per dire! – se non volevi pagare.😀 Oddio, sto dicendo un mare di boiate: speriamo che il Divino non mi senta, altrimenti è capace di sbattermi in chissà quale anello. ^__*

    Devo perdonarti? Che cosa? Che hai fatto? ^__*
    Dovevi studiare, non sia mai che ti debba perdonare. Sono invece assai felice per te. Ma speriamo che possa continuare ad esser tu la Mia Groupie, perché mi spiacerebbe tanto perderti come fan.😥

    E tu mi vuoi sempre bene?

    SMAAACKKK

    Beppe l’Orsetto Coccolino🙂

  2. gloutchov says :

    Che posso dire… ho letto i primi due romanzi e li ho trovati molto diversi tra loro, sia nel gergo usato, sia nello stile narrativo. Mi ha stupito parecchio, lo ammetto, e mi ha dato da pensare. Io sono Dio non l’ho letto ma non mi sorprende tanto che sorgano questi tipi di dubbio.

    Ammetto però che bisognerebbe vedere il manoscritto originale. C’è sempre la possibilità che Faletti si sia espresso in inglese in certi dialoghi (in fondo ha dichiarato di aver passato parecchio tempo negli USA per scriverlo) e magari l’editor si è preso la briga di tradurli letteralmente e non adattandoli al gergo italiano.

    Boh! Mah! Chissà!

  3. Beppe says :

    Come dice gloutchov, Faletti ha passato parecchio tempo a New York, quindi non mi sorprenderebbe che abbia utilizzato dei calchi.

    Perché bevuto? O___o Cercavo di dar corpo, non anima, a degli innocui nonsense.🙂 Tu, My Personal Groupie, dopo esser diventata Dott.ssa non mi capisci più: in testa c’hai sol più gironi e gironi infernali. ^___*

    Non ho fumato né bevuto. Sono astemio quasi del tutto: solo birra e non fumo da parecchi anni, smesso pure con la nicotina, perché le canne non me le sono mai fatte – cioè un paio, ma ero un ragazzino.

    Ora fatti perdonare. Torna a farti sentire con la tua presenza. Ci conto.

    Smaaackkk

    Beppe

  4. Chiara says :

    Mi sembrate un po’ troppo buoni ragazzi.
    Soprettutto tu Beppe. Al primo commento pensavo non fossi serio, ma mi sbagliavo. Sara’ come dici tu, che ho ancora la mente persa nell’Inferno Dantesco, ma a me Faletti non convince.

    Comunque, cambiando discorso, ora caro Beppe sono nuovamente a piede libero per il web o__O e non ti mollo *__* Cerchero’ di farmi perdonare.

    SMAAACKKK!!!

  5. Marmott79 says :

    Ti dirò che l’idea del ghost writer non mi sorprende proprio anzi, sotto sotto ci avevo già pensato.
    Questo post è così interessante che, se non ti dispiace, lo shero un po’.
    Ciauz
    Marmott79

  6. nicola says :

    Non leggo Faletti e non dovrei commentarne le scelte lessicali o stilistiche ma, da quello che scrivete, mi sembra chiaro che l’autore si è lasciato andare un po’ troppo, dimenticando che le lingue non si traducono letteralmente (come accade nei traduttori automatici).

  7. Gargiulo Picone says :

    Il tono della risposta evidenzia che le due signore qualcosa devono aver azzeccato, altimenti non si giustifica una risposta tanto pesante. Il mio parere è che il sig. Faletti qualcosa da confessare ce l’ha di sicuro. Un lettore ha tutto il diritto di commentare ciò che legge, sta poi all’autore dimostrare eleganza o meschinità, come purtroppo ho dovuto constatare in questo caso.

  8. Fabrizio, the wings says :

    Ma i calchi non dovrebbero rimanere tali e quali, non hanno molto significato. Sarebbe da considerare un errore per il traduttore. Come si fa a lasciare “girare intorno al cespuglio”?

  9. massimo says :

    Se fossi realmente autore di un libro e una mia lettrice facesse notare che sembra pensato in inglese per cominciare risponderei gentilmente alla mia “cliente” poi fornirei una spiegazione convincente: ad esempio che anche se nessuno lo sa sono madrelingua, o che conosco l’ inglese come un madrelingua e ho frequentato molto i neri americani, o ancora ringrazierei per lacuta e attenta osservazione svelando che il tutto è frutto di una ricerca linguistica alla quale ha collaborato un grande anglista. La risposta scomposta, violenta e supponente di Faletti mi induce a sospettare fortissimante sul fatto che sia lui l’autore. La scommessa da lui proposta col notaio che verifica e chi perde paga aggrava il quadro, facendolo apparire un giocatore di biliardo di bar di periferia…

  10. Ettore says :

    Faletti è uno che non mi ha mai convinto, quando ha esordito come me scrittore la prima cosa che ho pensato è stata che il vero autore fosse un altro e il tutto fosse frutto di una geniale operazione commerciale (non sarebbe di sicuro l’unico caso in Italia: si dice che molti docenti universitari vadano in cattedra con libri commissionati ad altri e che anche divulgatori e anchor men di successo si facciano “dare una mano” da ghosts vari). Lui era uno del Drive In, faceva rally, scriveva su Autosprint, nelle interviste parla sempre di soldi e recentemente ha collaborato con … Marco Masini (non con Paolo Conte o De Gregori, per dire)… Secondo me tra Faletti e un intellettuale ci sta di mezzo il mare. Nelle interviste radiotelevisive dimostra una padronanza linguistica ben diversa dagli scrittori di spessore (Fruttero, Eco, Benni ma anche, per citarne uno “commerciale”Coelho) e la sua reazione da tamarro lo fa apparire piuttosto testimonial della subcultura imperante (altro che Fenoglio). Invece di scomodare notai perchè non torna da Fazio e fa una bella conversazione in inglese con un nero americano o anche solo con l’ottimo interprete della trasmissione Paolo Noseda, così ci convince che padroneggia la lingua come mai avremmo potuto immaginare ?😉 Accà nisciun’è fess!

  11. Marcella says :

    Leggendo le dichiarazioni di Faletti su La Stampa ho avuto la forte sensazione che lui abbia la coda di paglia, nessuno aveva detto che uno scrittore non è libero di scrivere quel che gli pare e come gli pare, se avesse usato espressioni dialettali piemontesi nessuno si sarebbe stupito ma espressioni che manco tutti quelli che han studiato in università americane conoscono (ho fatto una verifica con un due amici, laureati alla Columbia e alla New York University) è veramente curioso che lui le usi o che sian frutto della sua fantasia. Lui ha risposto al legittimo stupore di lettrici attente e con conoscenza perfetta della lingua italiana e di quella inglese in modo maleducato e fornendo argomentazioni che mi pare non siano per nulla convincenti. Mi sa che se la vicenda, con i commenti su sindrome premestruale e barista di Del Piero, finisce sui giornali negli States, in Inghilterra, Francia e in paesi occidentali culturalmente più evoluti e meno maschilisti del nostro, ci vuol poco, sarà un bel flop di immagine e vendite per il nostro.

    • Eva Massari says :

      Mi fa molto paicere questo commento perchè riporta l’attenzione sul fatto principale, ovvero ceh il signor Faletti ha menato il can per l’aia (ops scusate, dovrei dire don’t beat around the bush), insultando due professioniste e riferendosi alla sindrome premestruale. Nel mio articolo ho evidenziato coem la sua comicità riesumata dai tempi del Drive in sia di pessimo gusto.
      E mi chiedo: ad una domanda non è possibile rispondere con una risposta invece di farcire con inutili aggettivazioni un concetto che di chiaro ha niente o quasi?

  12. homeworker3 says :

    Beh “non girare intorno al cespuglio” mi piace più di “non menar il can per l’aia”, la creatività è anche trovare nuovi modi per far passare un concetto. Quello dei grand invece è abbastanza strano…

  13. Waldo says :

    As a blog owner. Do you feel like owning a web-site or perhaps blog site is sensible?
    Also how does one get people to take a look at your blog
    post?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: