“Mary Terror” di Robert R. McCammon

Mary Terror di Robert R. McCammon

Traduzione di Simone De Crescenzo

Prefazione di Antonella Beccaria

Noi non viviamo nello stesso mondo. Non lo abbiamo mai fatto. Io ho finto, finché sono riuscita a farlo. Poi ho capito: il mondo in cui sono nata […] mi avrebbe distrutto, se non avessi reagito. Mi avrebbe schiacciata viva […]. Avrei udito le grida degli oppressi ogni singolo giorno, ma sarei stata ormai troppo debole per cambiare le cose. Avrei abitato in una lussuosa casa di Richmond, con quadri di scene di caccia alla volpe alle pareti, e mi sarei preoccupata di selezionare una buona governante. Avrei pensato che avremmo potuto risolvere la situazione in Vietnam con una bella bomba atomica; e me ne sarei fregata dei pestaggi della polizia a danno dei manifestanti. Il tuo mondo mi avrebbe uccisa, mamma.

Mary Terror è un romanzo che non si dimentica facilmente a causa della primordialità del tema trattato: quello dell’orrore del disincantamento, della perdita di qualsiasi speranza vitalistica, e della non rassegnazione che si concreta in violenza, arrendendosi definitivamente alla follia.

Né si dimentica facilmente la figura di Mary Terror, imbozzolata nelle sue tiranniche ossessioni, che l’hanno portata a tradurre i suoi ideali di uguaglianza e giustizia sociale in crudeli pratiche terroristiche, è un’amazzone disperata che suscita orrore e pena nel contempo.

Con una prosa incendiaria, una caratterizzazione intensamente efficace di personaggi e ambienti, un ricorso sapientemente centellinato a un horror visionario e psichedelico, McCammon ci consegna un’opera straordinaria dove la percezione di ciò che stiamo leggendo muta di pagina in pagina in maniera vertiginosa – thriller psicologico, dramma civile, brutale amarcord on the road, fiction politica -, parallelamente ai registri stilistici che vanno dalla suspense adrenalinica, al flusso di coscienza, dal grottesco all’elegia.

Tutto all’insegna di un ritmo stupefacente, dove azione e memoria si incastrano alla perfezione, lasciandoci col fiato corto anche nei momenti più introspettivi.

Ritenuta l’opera più completa di Robert McCammon, Mine (questo il titolo originale) esce negli Stati Uniti nel 1990, vincendo nello stesso anno il Bram Stoker Award, massimo riconoscimento quanto a letteratura horror, in una quaterna che annovera anche Una stagione selvaggia di Lansdale. È il secondo romanzo di McCammon a conquistare il BSA (nel 1987 lo aveva ottenuto Swan SongTenebre, Mondadori 1991 – ex equo con Mysery di King; mentre nel 1989 era stato in nomination The Wolf’s HourL’ora del lupo, Gargoyle 2006). Il fatto che Mine – che non è un horror in senso canonico – abbia guadagnato lo Stoker è sintomatico di come l’Horror Writers Association (che conferisce tali riconoscimenti) sia aperta a una concezione dell’horror letterario assai ampia e articolata, protesa a esaltare approcci originali per contenuto e soluzioni stilistiche, contemplando anche un distanziamento dal genere.

Dalla prefazione “Mary Terror e la morte del più genuino sogno americano“:

Se un racconto deve essere una rasoiata, sappiate che questo romanzo lo è in pieno. Provocherà dolore fisico leggere le pagine che seguono. Susciterà paura e ansia. Metterà alla prova la resistenza del lettore […] ma soprattutto lo farà riflettere su ciò che è stato e ciò che è oggi. Perché Mary Terror è prima di tutto un romanzo politico dai tratti impietosi che non risparmia nessuno dei suoi personaggi. È il ritratto dell’America post-contestazione, di ciò che è rimasto una volta conclusisi gli anni in cui si lottava per una rivoluzione che cambiasse il pianeta, dal singolo essere umano alla più tecnologizzata delle società occidentali. È un romanzo sugli effetti dell’estremismo come unica risposta ritenuta possibile.

Tag:, , , , , ,

One response to ““Mary Terror” di Robert R. McCammon”

  1. Francesco says :

    Non ho letto questo libro, ma da qualche giorno mi sono messo alla ricerca di “Tenebre”, scoprendo purtroppo che è fuori catalogo, e che lo si trova usato a prezzi assurdi.

    Ad ogni modo, complimenti Chiara per la recensione, e per i suoi gusti musicali, è bello vedere qualcuno che annovera LE ORME tra i suoi musicisti preferiti.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: