Archive | novembre 2010

La Passione

REGIA: Carlo Mazzacurati

SCENEGGIATURA: Umberto Contarello, Doriana Leondeff, Marco Pettenello

ATTORI: Silvio Orlando, Cristiana Capotondi, Giuseppe Battiston, Corrado Guzzanti, Kasia Smutniak, Maria Paiato, Stefania Sandrelli, Marco Messeri, Fausto Russo Alesi, Giovanni Mascherini

Ruoli ed Interpreti

FOTOGRAFIA: Luca Bigazzi

MONTAGGIO: Paolo Cottignola, Clelio Benevento

MUSICHE: Carlo Crivelli

PRODUZIONE: Fandango, Rai Cinema

DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

PAESE: Italia 2010

GENERE: Commedia

DURATA: 105 Min

FORMATO: Colore


Cominciamo subito col dire che “La Passione” rappresenta al meglio la cinematografia italiana. La dimostrazione che quando ci sono attori bravi, registi in gamba e produttori disposti a credere in un prodotto di qualità il film che ne risulta è Ottimo. La Regia di Carlo Mazzacurati, che ne firma anche il soggetto e la sceneggiatura e la fotografia perfetta di Luca Bigazzi fanno di questa pellicola un “film imprendibile”.

Gianni Dubois (Silvio Orlando) è un regista ormai sul lastrico. Il suo ultimo film, o forse il suo unico film… di successo risale a 5 anni prima e da allora non ha più lavorato. Ha avuto un’unica buona idea nella sua vita professionale ed è riuscito a campare per un po’ grazie a quella, ma ora tutti i nodi vengono al pettine. Il produttore (Fausto Russo Alesi, perfettamente calato nella sua parte di produttore attento solo al guadagno – il suo – e assolutamente non interessato e forse neanche tanto esperto, del mondo del cinema) lo pressa per avere una nuova scenografia da proporre all’attricetta più amata del momento (Cristiana Capotondi), ma Gianni non riesce a trovare l’idea giusta.

In questo clima di disfatta Debois viene attirato in un paesino in Toscana per problemi legati ad una casa di sua proprietà e costretto a dirigere la sacra rappresentazione del Venerdì Santo sotto il ricatto di una denuncia alle belle arti per i problemi causati ad un dipinto del 500.

Tutto sembra remargli contro. Lui, il regista importante (o almeno tale si considera) costretto a dirigere un branco di paesani ignoranti invece di potersi concentrare sul film che Pino, il produttore, non cessa di chiedergli.

Ma tutto questo per lui segnerà la sua rinascita.

Non vado oltre con il racconto per non svelare troppo a chi ancora non avesse visto questo film. Una commedia sì, ma dai toni a volte drammatici e spesso con soluzioni comiche mai inappropriate.

Voglio solo ricordare, oltre a Orlando e a Russo Alesi, un fantastico Giuseppe Battiston nei panni di Ramiro.

“Dentro l’inchiesta” di Gerardo Adinolfi

 

 

 

 

 

La reciosione la trovato cliccando sulla copertina.