“Mammut” di Antonio Pennacchi

Per tutti coloro che scrivono e sono alla ricerca di un editore che li pubblichi. Avete già spedito il vostro manoscritto più e più volte? Avete ricevuto parecchi rifiuti? Siete sicuri di avere scritto qualcosa di pubblicabile? Beh, allora? Non vorrete mica arrendervi ora! Se solo ci state pensando, prima di farlo leggete cosa racconta Antonio Pennacchi nella sua nuova introduzione alla riedizione del suo primo romanzo “Mammut” per la Mondadori:

Ai primi di ottobre sono cominciate ad arrivare le lettere: «Non rientra nella nostra linea editoriale». Ed è andata avanti così per otto anni. Non naturalmente che io per otto anni – vuoi da solo o vuoi con tutta la famiglia – abbia continuato a presentarmi di persona a suonare ai campanelli delle case editrici. «Ma chi è, ancora quello?», pare facessero tutti quanti. No, oramai m’ero fatto furbo e glielo spedivo per posta. E ogni volta che tornava indietro, glielo rimandavo. Certo gli cambiavo il titolo, mica ero stupido. Ma tu immagina quelli, quando rileggevano le prime pagine: «Ancora questo?». Per otto anni. Loro a rispedirmelo e io a rimandarglielo. 55 rifiuti alla fine, da 33 editori diversi. Tutti gli editori italiani dai più grossi ai più piccoli. Nessuno escluso. Ma non m’hanno voluto.

L’intera introduzione la trovate su LaStampa.it Libri

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