Archive | marzo 2013

“Tutto il resto è noia” senza te. Addio Califfo

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Non ho ancora metabolizzato la scomparsa di Enzo Jannacci che questa sera, quasi mi strozzo con la cena leggendo l’ULTIMORA mentre seguo le notizie su RaiNews: ‘È morto Franco Califano“. Non ci posso credere. Il Califfo mi piaceva, mi stava simpatico e le sue canzoni erano e rimarranno sempre meravigliose.

L’avevo conosciuto di persona qualche anno fa. Lavoro in TV e un giorno venne ospite in trasmissione; quell’anno lavoravo a Casa Raiuno, un programma condotto da Massimo Giletti. Mi ricordo che, come lessi il nome sul copione mi attivai subito per poter avere un suo autografo. Nel corso della mattina uno degli autori mi chiese se era possibile gobbare la canzone che avrebbe cantato Califano (avrete capito che faccio la suggeritrice). Io lo guardai male. Era una giornataccia. Non so se l’autore disse qualcosa in merito a Califano, sta di fatto che il gobbo non gli servì. Qualche minuto prima della trasmissione, mentre riordinavo i miei cartelloni sentii una presenza alle mie spalle. Mi girai e mi ritrovai faccia a faccia con il Califfo il quale, con quel suo sorriso un po’ strafottente mi chiese se ero contenta di non aver dovuto gobbare la sua canzone. Imbarazzata, mi sentii arrossire e l’unica cosa che riuscii a dire fu “Grazie!”

50 SFUMATURE DI SCI-FI

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La Mela Avvelenata Book Press ha annunciato di aver terminato la raccolta dei racconti che comporranno l’antologia “50 SFUMATURE DI SCI-F“.

Tra gli autori ci sono molti scrittori esordienti, ma anche più conosciuti e navigati. Sono molti infatti gli autori Urania che hanno regalato un pezzo artistico a quest’opera.

Insomma, il meglio del meglio della fantascienza italica è quasi pronto per essere letto!

La redazione ha stimato di riuscire a pubblicare l’antologia tra fine maggio/giugno 2013, pronta per essere letta sotto gli ombrelloni al posto di quelle tristi sfumature che tanto impazzano di questi tempi.

Addio Enzo Jannacci

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Ero ragazzina, frequentavo le medie. La mia più grande amica in quegli anni, nonché la mia compagna di banco, si chiamava MariaGiovanna. Trascorrevo molto tempo con lei, spesso a casa sua. Tra i tanti ricordi che conservo di lei, ce n’è uno legato a sua mamma e a Jannacci.
La signora era una grande fan del cantautore milanese e c’era una canzone che si sentiva spesso a casa sua