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Col tempo si cambia…

change

O forse è la vita, gli incontri, le casualità che ci spingono al cambiamento. E così succede che cose che credevi non fossero possibili, improvvisamente non solo lo sono ma diventano il fulcro della tua vita.

Chi mi sta vicino, ma anche chi mi segue, chi ha avuto il buon cuore di non abbandonarmi anche in questo periodo in cui, lo ammetto, sono stata latitante, sa che sono sempre alla ricerca di stimoli, di cose o persone interessanti. Ma sa anche che la mia Timidezza (in maiuscolo perché è un lato importante del mio carattere) spesso mi porta a tenermi ai margini, a non buttarmi nella mischia, se vogliamo usare una frase fatta. Tutto vero… Ma quando credo in qualcosa mi ci butto anima e corpo per cercare di ottenere un determinato risultato.

Lo so, vi sto annoiando e ancora, dopo tante parole, non vi ho detto nulla. Qual è il senso di tutto questo post? Un senso, se proprio vogliamo dargliene uno, forse è questo: non vi preoccupate se da oggi in poi vedrete dei post diversi da quelli ai quali vi ho abituati. Non pensate di aver sbagliato Blog. Sono sempre io. Ho solo nuovi stimoli e nuovi interessi, che comunque voglio continuare a dividere con voi.
Nella speranza di ritrovarvi sempre al mio fianco.

Passeggiata a Villa Borghese

Anche se in questi giorni la temperatura è polare, il regalo che mi ha fatto mio marito doveva essere provato sul campo. Di cosa sto parlando?
Macchina fotografica digitale, 10x, tutta cromata, è mia se dico… Forse ho esagerato.
Comunque, visto il regalino e la mia impazienza, del tipo che mi ero messa a fotografare la fruttiera, la caraffa dell’acqua, una pianta e altre abberrazioni, mio marito ha deciso di portarmi a Villa Borghese per farmi sfogare.
Inutile che vi dica che ho scattato parecchie foto: alberi, rami assolati, foglie secche, pozzanghere con relativi riflessi. Tra tutti questi scatti però, ce n’è uno che sembra fatto proprio per il mio blog e quindi ve lo regalo.

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Abdul Salam Guibre

Scusate, ma proprio non posso passare sopra a questa notizia. Mi sono chiesta se fosse giusto o meno mettere una mia riflessione su questa vicenda incredibile utilizzando le pagine di quello che io stessa, quando ho cominciato, ho definito un blog “letterario”. Alla fine ho deciso di fregarmene della catalogazione e di mettere comunque un mio pensiero.

È possibile nel 2008 morire per aver rubato un pacco di biscotti? O meglio, Fausto e Daniele Cristofoli pensano veramente che possiamo credere alla loro versione? Come si può inseguire un ragazzo armati con una spranga di ferro e colpirlo con tale e tanta violenza da ucciderlo solo perchè ha rubato un pacco di biscotti.

Chi ha assistito al mortale pestaggio riferisce di frasi razziste gridate nei confronti di Abdul. “Non siamo razisti.” Si difende Fauso Cristofoli dal carcere. E noi gli dovremmo credere? Se al posto di Abdul ci fosse stato un ragazzo bianco lo avrebbero ugualmente pestato a morte? Secondo loro la proprietà si difende in questo modo? Una sorta di “legge del taglione” forse?