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1° parte: Viaggio V della Queen Anne’s Resurrection

Vi aspetta sul Posto Nero la 1° parte del Viaggio V della Queen Anne’s Resurrection.

Il tema? “Gli Abissi e il Kraken”, con racconti inediti e tematici di Allyson Bird, Danilo Arona, Scott Nicholson e Al Custerlina, una illustrazione inedita di Daniele Serra e il nuovo numero della rubrica Ocracoke Cemetery di Daniele Bonfanti.

http://postonero.blogspot.com/2011/12/queen-annes-resurrection-viaggio-v-gli.html

La 2° parte darà online giovedì 15 dicembre, non perdetela!

Ritorno a Bassavilla di Danilo Arona – Una recensione

Ritorno a BassavillaChiariamo subito le cose: questo libro non è un lavoro di narrativa, né un saggio. E allora che diavolo è?, direte voi. È presto detto: Ritorno a Bassavilla di Danilo Arona, scrittore, giornalista, critico, ma soprattutto nome di culto della letteratura fantastica italiana, è una raccolta di cronache dedicate a una delle città gotiche per eccellenza, Bassavilla appunto.

Il seguito della recensione (ah… non ve l’ho detto. Ovviamente a firma mia 🙂 ) la trovate a questo indirizzo: Ritorno a Bassavilla

Se poi volete anche vedere il Booktrailer, non dovere far altro che schiacciare Play:

Io credo nei vampiri, Emilio de’ Rossignoli

 

 

Io credo nei vampiri 

Titolo: Io credo nei vampiri

Autore: Emilio de’ Rossignoli

Casa Editrice: Gargoye Books

Formato: Brossura

Prezzo: 16 €

ISBN: 978-88-89541-39-5

Pagg.: 393


 

 

 

 

La trama. Emilio de’ Rossignoli  intellettuale che non perse mai di vista l’importanza della radice popolare della cultura  è il brillante cicerone di un viaggio suggestivo dove sfilano vampiri, lemuri, incubi, succubi, golem, mummie, licantropi, zombie, fantasmi, e dove storia, mito e cronaca si intrecciano in un raffinato montaggio di argomenti e interpretazioni.  Una storia organica del vampirismo dalle origini ai nostri giorni, dal trascinante furore enciclopedico. La prosa limpida e lo stile sapientemente ironico conferiscono al testo una solida tenuta narrativa così che, pur trattandosi di un saggio, Io credo nei vampiri si legge come un romanzo, e proprio le pagine che sembrerebbero datate sono tra le più interessanti per i corsi e ricorsi di cui la storia del costume nostrano sembra essere popolato (le mode, le tendenze, le partigianerie, i collettivi incuriosimenti).

 

Il libro. Pubblicata dall’editore Luciano Ferriani per la prima volta nel 1961 e da allora mai più ristampataIo credo nei vampiri è un’opera eccezionale che è stata e resta tuttora tra i primi e rari contributi non accademici sul vampirismo, dove competenza e intrattenimento si accordano felicemente. L’idea del libro maturò Fu sulla scia dell’enorme successo mondiale della pellicola Dracula di Terence Fisher (Horror of Dracula, 1958)  qualcosa di molto simile a quanto sta accadendo ora con il romanzo Twilight di Stephanie Meyer e con l’omonimo film che ha recentemente sbancato i botteghini di mezzo mondo  che ‘de Rossignoli maturò l’idea di scrivere Io credo nei vampiri.

Nel suo saggio, l’autore si mette letteralmente al servizio di un tema che, nelle sue mani, diventa straordinariamente fertile, e scandaglia tutto lo scandagliabile attorno ai vampiri, che vengono analizzati  da un punto di vista cinematografico, letterario, musicale, pittorico, religioso, mitologico, politico, scientifico, biologico, botanico, giurisprudenziale e di costume attraverso un avido e ricercato saccheggio di aneddoti, dicerie, leggende, credenze, folclori locali, visioni, formule e maledizioni arcane, cronache, trattati, rapporti ufficiali, testimonianze, antichi dizionari, e libri e giornali. Oltre a offrire un’occasione di conoscenza eccezionale e dai risvolti inattesi, de’ Rossignoli mette i lettori davanti alla loro disponibilità a credere, a fidarsi, sfuggendo qualunque paura nei confronti del vampiro, una figura avvolta da pregiudizi solo in quanto diversa.

Autorevolmente e piacevolmente persuasivo, Io credo nei vampiri è un libro che dà molte risposte sul senso del terrore nell’arte e nella vita. 

 

L’autore. Nobile di origine dalmata, Emilio de’ Rossignoli nacque a Lussino in provincia di Pola, nel 1920. Dopo gli studi compiuti a Trieste e a Genova, si dedicò al giornalismo, specializzandosi nel campo dello spettacolo. Figura poliedrica di vastissima cultura, spaziò con disinvoltura dalla critica cinematografica e televisiva ai reportage di costume fino alla cronaca nera. Oltre a scrivere su quotidiani generalisti, de’ Rossignoli fu un firma di spicco di periodici di settore come “Festival”, “Novellefilm” e “Hollywood”, collaborò anche per il cinegiornale di attualità “La Settimana Incom” e per il rotocalco “Settimo Giorno”, e partecipò alla breve avventura della storica rivista di Gino Sansoni, “Horror” – a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta  dove teneva un’erudita e divertente rubrica intitolata ‘Orizzonti del fantastico’. All’insegna della versatilità fu anche il rapporto che de’ Rossignoli ebbe con la letteratura: egli, infatti, si cimentò con la saggistica, il romanzo rosa, il poliziesco e la fiction avveniristica. Oltre a Io credo nei vampiri – certamente la sua opera più importante -, ricordiamo i romanzi: H come Milano(1965), Lager dolce Lager (1977), Concerto per una bambola (1981), Strega della moda (1981) e La donna di ghiaccio (1982). De’ Rossignoli è morto nel 1985, a Milano.

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“L’estate di Montebuio” di Danilo Arona – La presentazione

3683735905_078fc8519cIeri sera, 2 luglio, si è tenuta a Roma, all’interno della manifestazione Roma si Libra, la presentazione dell’ultima fatica di Danilo Arona. Mai come in questo caso si può, e si deve parlare di fatica, a cominciare dal viaggio che l’autore ha dovuto sopportare per arrivare a Roma. 10 ore di treno causate dall’inevitabile deviazione della linea causa disastro alla stazione di Viareggio – e quella era già prevista – ma anche un altro piccolo deragliamento e un paio di suicidi. Ieri sera, prima della presentazione, eravamo in molti a suggerirgli di scrivere un nuovo libro sulla scorta delle emozioni della giornata…

Disastri ferroviari a parte, e l’inevitabile slittamento in avanti dell’orario della presentazione, alle 22 precise, un Danilo Arona in ottima forma, ironico e beffardo, ha intrattenuto per un’ora coloro che erano venuti a sentirlo raccontando la genesi di “L’estate di Montebuio“, di come, in realtà, quest’ultimo romanzo sia da ritenersi per un buon 70% autobiografico e per il rimanente 30% opera di fantasia.

La macchina da scrivere, protagonista assoluta della copertina del suo ultimo romanzo, in realtà è anche, sotto certi aspetti, la protagonista del romanzo. Una vecchia macchina da scrivere, come quella che un Danilo Arona dodicenne, usava di nascosto mettendo nero su bianco le sue prime pulsioni di un’estate trascorsa a Montemaggio/Montebuio, un piccolo paese che contava e conta tuttora 32 abitanti.

Danilo non ha parlato solo del libro, ma anche delle sue passioni oltre la letteratura. Che sia anche un musicista, probabilmente già molti di voi lo sanno, ma abbiamo scoperto che si diverte anche a fare il Ghostbuster negli innumerevoli castelli, soprattutto nel suo Piemonte, tutti rigorosamente infestati da strane presenze.

Insomma, il tempo è letteralmente volato. Quando Danilo ha dovuto chiudere la presentazione, per problemi di tempo (non suo ma dell’organizzazione. In effetti fa terminare una manifestazione estiva alle 23 forse è un po’ troppo presto!), è rimasta in me, ma forse anche nelle altre persone presenti, il desiderio di continuare a sentire Danilo raccontare.

Qui trovate le foto della serata.

L’estate di Montebuio, Danilo Arona

L'estate di MontebuioTitolo: L’estate di Montebuio

Autore: Danilo Arona

Casa Editrice: Gargoyle Books

Formato: Brossura

Prezzo: 13,50 €

ISBN: 978-88-89541-32-6

Pagg. 482

La trama. Nei primi giorni di gennaio del 2008, dalle acque gelide di un torrente sulla cima del Monte Buio, presso l’Appennino ligure, emerge il cadavere mummificato di una ragazzina scomparsa da diversi decenni seminando sgomento tra i pochi abitanti rimasti a vivere nell’omonimo piccolo borgo, sito ai piedi del monte. Le indagini vengono affidate a un carabiniere e un anatomopatologo che, in breve tempo, collegano la raccapricciante scoperta al suicidio del famoso scrittore horror Morgan Perdinka, avvenuto un mese prima nel suo loft di Milano.

L’inchiesta procede a cerchi concentrici: all’infittirsi di inquietanti coincidenze e macabri delitti, si sovrappongono, sapientemente combinati, percorsi introspettivi affidati a più voci che trovano il proprio culmine in un inquietante evento avvenuto nel lontano 1963. Il Male irrompe tumultuoso da un passato lontano trasbordando tutta la sua antica energia. Assoggettate al suo inesauribile flusso umanità appartenenti a secoli diversi della storia, tutte parimenti irretite in un dramma collettivo che sembra destinato a ripetersi all’infinito.

Ma Morgan Perdinka voleva davvero morire? O il suo gesto è stato semplicemente funzionale alla scoperta di una verità che non poteva trovarsi se non approdando in un mondo altro?

Benvenuti nello spazio quantico dove il tempo non ha più alcuna importanza e il Male è più reale che mai.

Il libro. Una sontuosa e apocalittica rappresentazione del Male – all’insegna di shock visivi e reminiscenze di antichi folclori locali – si fonde a un feroce e autentico anticlericalismo e a una satira “sgarbata” dell’ambiente letterario italiano in una storia carica di suggestioni.

Un intenso horror metafisico, che è anche una riflessione attorno all’ingegno e alla difficoltà dell’artista di separarsi dai propri mondi creativi con il rischio di restarne soggiogati non distinguendo più tra realtà e finzione.

L’autore. Nato ad Alessandria nel 1950, Danilo Arona è laureato in filosofia con indirizzo psicanalitico. Saggista, critico cinematografico e letterario, scrittore, giornalista e chitarrista, dal 1978 a oggi, ha firmato oltre venti titoli tra saggi di cinema, inchieste sul lato oscuro del sociale e romanzi horror. Nella sua produzione più recente spiccano: L’ombra del dio alato, La stazione del dio del suono, Palo Mayombe, Cronache di Bassavilla, Black Magic Woman, Finis Terrae, Melissa Parker e l’incendio perfetto, Santanta, Pazuzu e La croce sulle labbra. Interessato a dimostrare che l’Italia è uno dei più vasti contenitori mitologici del pianeta, nella sua narrativa Arona un personale concetto di horror autoctono, legato alle paure del territorio

Il libro verrà presentato nell’ambito della manifestazione “Roma si libra” – La Festa dell’editoria Romana

giovedì 2 luglio 2009

Roma, Piazza del Popolo, ore 20, stand. n. 22

Assieme all’autore, interverranno Gianfranco Franchi e Angelica Tintor

Da L’estate di Montebuio:

Nessuna allucinazione, nessun incubo visualizzato nelle notti più cupe della storia dell’umanità, poteva paragonarsi a quella massa nera che nascondeva il cielo. La sua vista paralizzava le membra. Nessuno accennava a fuggir via. In parte per effetto dell’unica volontà che li animava collettivamente, in parte per la bellezza ipnotica e sublime dell’orrore. In quel modo non si resero conto di essere destinati a essere al contempo cibo e vittime sacrificali.

Dalla prefazione:

Ne L’estate di Montebuio, Arona non si limuta a incasellare la narrazione in un complesso sistema di scatole cinesi, ma mette in forse la struttura stessa della realtà.

Nel suo universo quantico niente è “qui ed ora”. […]

Hanno detto:
Asso del thriller, maestro della suspense, tessitore di trame labirintiche, chitarrista d’eccezione, investigatore dell’occulto, affabulatore senza uguali, profeta del lato oscuro.

Troppa carne al fuoco per Danilo Arona? In realtà troppo poca.

Alan D. Altieri

È difficile non cedere, come fa Danilo Arona, al sortilegio dell’oscurità in cui releghiamo il terrore della morte e della perdita, al richiamo di quella twilight zone che ha ormai preso pieno possesso anche del soggiorno di casa.

Ombretta Romei – PULP

Dietro ai libri di Danilo Arona, c’è ricerca, creatività, innata capacità di suggestionare e sorprendere. Arona appartiene a un filone autoriale e “antagonista” che non è quello per teenager imbottite di MacDonald, suonerie del cellulare e pruderie morbosa.

Alex McNab – Il blog sull’orlo del mondo

Uno scrittore di talento che dalla provincia, da sempre osservatorio privilegiato di realtà oscure, sembra sia riuscito a trovare la porta segreta che comunica con altre dimensioni.

Daniela Catelli

Per saperne di più:

Il sito di Danilo Arona

L’intervista a Danilo Arona

Intervista a Danilo Arona

Secondo appuntamento con le interviste di D.P.B.. Oggi ha accettato di rispondere alle mie domande Danilo Arona, reduce dai successi del suo ultimo romanzo “Santanta” e dalla recente uscita, il 2 giugno, del Segretissimo MondadoriLa croce sulle labbra“.

Ciao Danilo, grazie di avere accettato il mio invito. Domanda di rito con la quale apro le mie interviste. Questo Blog si chiama “Dalle prime battute”: a quando risalgono le tue prime battute nel mondo letterario?

Al 1973. Collaboravo, battendo a macchina su una Olivetti Lettera 22, a una Fanzine che si stampava a Preganziol in provincia di Treviso, diretta da un amico indomito di nome Piero Giorgi. Il giornale si chiamava “Kronos” ed era un trimestrale di Fantascienza, che per l’epoca si presentava ricco e assai ben curato (per quel che ricordo, non ci ho mai trovato un refuso…). Io là sopra ci scrivevo di cinema, ma a Giorgi mi proposi anche come scrittore di short story, già allora prettamente horror: “Il pozzo”, “Quando sussurrano le ombre”, “Il giorno dei cristalli”, “Le macchie sul muro“… Non stupirtene, ma è tutta roba che non escludo di andare a riprendere e riscrivere. Perché in quei racconti (ma “Le macchie sul muro” è un vero e proprio romanzo pubblicato a puntate che parlava di un blob lovecraftiano che invadeva la Gran Bretagna…) ci sono ancora oggi spunti e idee fenomenali, non tanto perché di mia pertinenza, ma perché scaturivano dall’entusiasmo di un ventitreenne senza freni né malizie. Quando si dice “peccati di gioventù”, quasi sempre non si è del tutto sinceri… In quei “peccati” spesso, se cerchi bene, ci trovi il meglio di una persona. O di uno scrittore.
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LA CROCE SULLE LABBRA, Danilo Arona e Edoardo Rosati

Esce oggi il Segretissimo di giugno edito da Mondadori: “La croce sulle labbra” scritto da Danilo Arona e Edoardo Rosati.

“Quale segreto si nasconde dietro il feroce assassinio rituale di un povero vecchio in una remota isola dei Caraibi? Qual è l’origine delle improvvise, sanguinarie eruzioni di furia omicida che portano a vere e proprie “stragi degli innocenti”? Quale orrore invisibile si va moltiplicando nelle sinistre “unzioni” perpetrate da misteriosi emissari tribali? Quale forza è in agguato dietro l’enigmatico, inumano culto di Exù? Molti, troppi enigmi per tre coraggiosi medici impegnati in una corsa disperata contro il dilagare di un morbo in grado di annientare tutto. E tutti.”

Non perdete questa occasione. Correte a comperare “La croce sulle labbra” per scoprire cosa si nasconde al suo interno.