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“Morte all’alba”, il BookTrailer

Ecco a voi il BookTrailer – indegnamente realizzato dalla sottoscritta 😀 – di “Morte all’alba“, la raccolta di racconti di Giuseppe Iannozzi. All’autore è piaciuto, e non è poco. Se poi piace anche a voi, DIFFONDETELO!

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Nuova intervista a Giuseppe Iannozzi

iannozzilibroVi segnalo una nuova intervista a Giuseppe Iannozzi, questa volta, nel ruolo di intervistatrice, c’è Mara Venuto, della quale questo Blog si è già occupato ospitando un’intervista a lei in occasione dell’uscita del suo libro “Leggimi nei pensieri“.

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L’intervista a Giuseppe Iannozzi è stata divisa in due parti. Se volete leggere la prima parte la trovate sul “Blorum di Mara Venuto”

Fumata e santificata

Qualche giorno fa, un Amico incontrato sul web, Giuseppe Iannozzi, mi ha fatto un regalo un po’ particolare. Come dice lui, mi ha SANTIFICATA.

Ecco il risultato e… grazie Giuseppe 😀

Intervista a Giuseppe Iannozzi autore di “Morte all’alba”

Dopo una lunga pausa, ritornano le interviste di Dpb. La persona che ho intervistato oggi non ha bisogno di tante presentazioni. Chi bazzica la rete prima o poi si imbatte su uno dei suoi siti: Giuseppe Iannozzi, giornalista, recensore, colui che non si risparmia in complimenti o stroncature, oggi ci presenta il suo nuovissimo libro. Si tratta di una raccolta di racconti intitolata “Morte all’alba“.

1) Giuseppe Iannozzi. Il tuo nome è noto sulla rete. Chi naviga ti conosce, molti ti stimano, ma molti ti temono. Sei sincero e pungente. Ti sei fatto più amici o più nemici?

Nel corso degli anni il mio nome, bene o male, è finito sulla bocca di molti. Anche questo è un risultato, disgraziato quanto si vuole ma pur sempre un risultato.
Quando decisi di parcheggiare le chiappe (anche) in Rete non mi aspettavo granché; ad essere sincero al massimo mi aspettavo una slabbratura nelle maglie della Rete e null’altro. Con gli anni Internet ha cominciato a veicolare le scelte dei lettori e più in generale di chiunque faccia arte. Credo di non sbagliare dicendo che oggi buona metà delle informazioni ci arrivano grazie all’http; ed è ormai un dato di fatto che molte notizie approdano prima in Rete e poi sulla carta stampata. Libri, musica, film sono largamente pubblicizzati attraverso Internet. C’è stato un tempo, neanche poi troppo lontano, in cui si pensava che l’e-book avrebbe soppiantato la carta stampata: così non è stato e sinceramente non ho mai creduto che un e-book potesse cancellare dalla faccia della terra il classico libro. Oggi viene utilizzato soprattutto per la manualistica tecnica, e molti autori in erba pubblicano i loro romanzi o fumetti in formato lit o pdf. Sono un mezzo come un altro buono per la promozione, ma non per altro. Il lettore ha ancora la necessità di avere il supporto cartaceo, per fortuna. Il libro, quando nasce invalido e non arriva né al pubblico né alla critica, può tranquillamente finire al macero e diventare carta riciclata utile per stampare altri libri. Si deve solo imparare a riciclare con maggiore attenzione per far fronte al problema carta, allo sfruttamento delle foreste.
Se come me fai il critico e lo fai senza concedere sconti di alcun tipo, è chiaro che ti fai tanti nemici, nemici che spesse volte si dicono tuoi amici per un puro calcolo di convenienza. In campo artistico e critico preferisco avere dei nemici dichiarati piuttosto che tanti sorrisi a trentadue denti: dai primi so che non tradiranno la loro natura, non tanto facilmente comunque, mentre i secondi ci mettono un secondo a pugnalarti alle spalle con i loro sorrisi. Gli amici sinceri, sempre e comunque, sono una rarità, come i buoni libri. Continua a leggere…

“Morte all’alba” di Giuseppe Iannozzi

Ebbene sì. Lo ammetto. Io l’ho già acquistato. Non appena ho saputo che Giuseppe Iannozzi aveva pubblicato “Morte all’alba“, non ho resistito. Ma come sarà? Questo ve lo potrò dire solo una vota letto. Se poi siete particolarmente curiosi potete sempre acquistarlo qui.

La promessa, Friedrich Dürrenmatt

La promessa

Friedrich Dürrenmatt

Traduzione di Silvano Daniele, Eugenio Bernardi e Italo Alighiero Chiusano
Einaudi
Collana: ET Scrittori
242 pp.
ISBN 8806172735
Prezzo: € 10.00

di Giuseppe Iannozzi

“Nella primavera del 1957 il produttore Lazar Wechseler mi commissionò un soggetto cinematografico. Tema: delitti sessuali sui bambini. Scopo: mettere in guardia la gente contro un pericolo che, purtroppo, si presenta sempre più spesso. Consegnai un racconto, una prima stesura del romanzo. In collaborazione col regista del film, Ladislao Vajda, lo elaborai poi in una sceneggiatura. Finita la sceneggiatura, mi rimisi al lavoro, ripresi la storia, rifacendola da capo e sviluppandola al di là d’ogni intenzione pedagogica. Da un caso particolare sono arrivato al caso del detective in genere, alla critica di uno dei più tipici personaggi ottocenteschi.”

La Promessa, un magistrale giallo di Friedrich Dürrenmatt; il romanzo, nel suo genere, è un piccolo gioiello narrativo; la scrittura asciutta di Dürrenmatt disegna con perfezione chirurgica il dramma che ogni giallo che si rispetti cova nel proprio alieno seno. La promessa, già soggetto cinematografico nel 1958 con il titolo Il mostro di Magendorf per la regia di Ladislao Vajda (1958), recentemente è stato tradotto per il grande schermo con il titolo La prova (2001), un film diretto da Sean Penn e interpretato da Jack Nicholson, attore che in questa pellicola ha dato il meglio di sé, tornando quasi ad essere il grande Nicholson di Shining e Qualcuno volò sul nido del cuculo. Friedrich Dürrenmatt, nato a Konolfingen nel 1921, morto a Neuchâtel nel 1990, è uno dei più grandi romanzieri e drammaturghi tedeschi, purtroppo ancora troppo poco conosciuto e apprezzato in Italia. Tra le sue molte opere, sia per il teatro, sia per la narrativa (poliziesca), vanno ricordati almeno alcuni titoli: per il teatro, Romolo il grande (1949), Un angelo va a Babilonia (1954), Il sosia (1960), I fisici (1962), La meteora (1966), mentre per la narrativa, Greco cerca greco (1955), La panne (1956), La visita della vecchia signora (1959), Il giudice e il suo boia (1960), Il sospetto (1960), Giuochi patibolari. Continua a leggere…

Era mio padre – Franz Krauspenhaar

Franz Krauspenhaar

Un’altra Liala con le braghe

di Giuseppe Iannozzi

Franz Krauspenhaar, dopo il mezzo flop ottenuto con “Cattivo sangue” edito da Baldini Castoldi Dalai, noir che io ho comunque apprezzato in quanto noir e non altro, torna in libreria con “Era mio padre” per i tipi Fazi. E’ però, purtroppo, solo autobiografismo spicciolo per un diario. Un romanzetto lialesco, che di storico accoglie solo fragili briciole sconnesse, senza un evidente legame con il costrutto narrativo. Una vera e propria pletora poi le riflessioni dell’autore su sé stesso, perlopiù utili solo a Franz ma poco o nulla agli eventuali lettori.

Il pregio di questo lavoro, ma anche il difetto più evidente, è il solipsismo che Franz Krauspenhaar mette in campo, senza vergogna alcuna: se solo l’autore non fosse un quasi cinquantenne, lo si potrebbe etichettare giovanilistico in ogni senso questo romanzetto. E forse, furbescamente, Krauspenhaar fa il giovane – pur consapevole della vecchiaia incipiente che non gli lascia speranze -, strizzando l’occhio a stereotipi lialeschi portando in libreria una storia scritta in un linguaggio fin troppo semplice, che sembra sposare le idee di una sinistra idealistica critica verso sé stessa, e non da ultimo una verbosità sensazionalistica riesumata a forza dai cadaveri della Beat Generation. Nel libro troviamo difatti la ribellione, la ricerca di sé stessi, proclami di indipendenza di amore e di odio urlati in una forma che, alla lontana, ricorda la genuina rabbia di Allen Ginsberg e quella più lisergica di William S. Burroughs. Tuttavia la verità è che siamo di fronte al diario di un signore di quasi cinquanta anni, troppo attento ai suoi drammi interiori (mai risolti!) e attento agli accadimenti storici per un mero incidente di percorso narrativo. Krauspenhaar non è Kerouac, non ha la forza espressiva della leggenda di Duluoz ed è impensabile paragonarlo a un Céline alle prime armi nonostante i tanti e frettolosi puntini di sospensione sparati a raffica.

Continua a leggere…