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Ritorno a Bassavilla di Danilo Arona – Una recensione

Ritorno a BassavillaChiariamo subito le cose: questo libro non è un lavoro di narrativa, né un saggio. E allora che diavolo è?, direte voi. È presto detto: Ritorno a Bassavilla di Danilo Arona, scrittore, giornalista, critico, ma soprattutto nome di culto della letteratura fantastica italiana, è una raccolta di cronache dedicate a una delle città gotiche per eccellenza, Bassavilla appunto.

Il seguito della recensione (ah… non ve l’ho detto. Ovviamente a firma mia 🙂 ) la trovate a questo indirizzo: Ritorno a Bassavilla

Se poi volete anche vedere il Booktrailer, non dovere far altro che schiacciare Play:

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Intervista a Paolo Roversi

Questa settimana, per l’intervista di DPB, ha gentilmente accettato di rispondere alle mie domande Paolo Roversi, scrittore, giornalista ed esperto di ICT.


Ciao Paolo, grazie di avere accettato il mio invito. Questo Blog si chiama “Dalle prime battute”; a quando risalgono le tue prime battute nel mondo letterario?

Al 1996 quando pubblicai un millelire di aforismi di Bukowski dal titolo “Seppellitemi vicino all’ippodromo così che possa sentire l’ebrezza della volata finale”. E’ ancora in circolazione…

Ogni scrittore segue un suo metodo di lavoro. Stephen King ha diviso rigidamente la sua giornata in funzione della scrittura. Tu quale metodo usi?

Putroppo io non faccio solo lo scrittore e quindi ho adottato il metodo del “quando posso”. Devo ritagliarmi i tempi per la scrittura: la notte, i weekend, i viaggi in treno…

Che cosa significa per te scrivere?

E’ una passione. Alcuni coltivano orchidee, altri costruiscono galeoni in miniatura. Io scrivo.

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MilanoNera web press: intervista a Carlo Lucarelli

Vi segnalo un’interessantissima intervista a apparsa Carlo Lucarelli su MilanoNera, la prima rivista gratuita interamente dedicata alla letteratura gialla e noir.

Lucarelli parla del suo ultimo libro “L’Ottava Vibrazione”, edito da Einaudi. Il romanzo nasce da una serie di immagini, una in particolare che Lucarelli sostiene avere avuto dentro la testa per tanto tempo: la bambina che balla a piedi nudi. Sentite cosa racconta:

Poi sono stao a Massaua, proprio per studiare l’ambientazione del libro, e ho visto la stesa scena che per anni ho avuto nella mia mente: la bambina che balla a piedi nudi. […] Ho scoperto un mondo di odori, suoni, caldo appiccicoso, che ho sentito di dover descrivere nel libro. I suoni mi hano appassionato, tutti questi dialetti diversi, dovevo riuscire a farlo percepire anche a chi legge il libro“.

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