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Addio “Cuore matto”

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“The next day” secondo David Bowie

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C’è qualcuno che si è perso l’uscita del nuovo album del Duca Bianco, al secolo David Bowie? Volete sapere qualcosa di più prima di acquistarlo? Luigi Milani lo ha ascoltato e recensito per il BogMagazine Graphania.

Questo l’inizio della recensione:

Era dall’ormai lontano 2004 che David Bowie aveva fatto perdere le tracce di sé, almeno come cantante. Nel 2006 aveva partecipato da attore al film The Prestige di Christopher Nolan, ma la rockstar sembrava aver abdicato al suo ruolo di musicista eclettico, amatissimo dal pubblico.

L’intera recensione qui.

Freddie Mercury e Montserrat Caballé – Barcelona

I has this perfect dream
Un sueño me envolvió
This dream was me and you
Tal vez estás aquí
I want all the world to see
Un instinto me guiaba
A miracle sensation
My guide and inspiration
Now my dream is slowly coming true
The wind is a gentle breeze
El me habló de ti
The bells are ringing out
El canto vuela
They’re calling us together
Guiding us forever
Wish my dream would never go away

Barcelona!
It was the first time that we met
Barcelona!
How can I forget
The moment that you stepped in the room
You took my breath away

Barcelona!
La música vibró
Barcelona!
Yella nos unió
And if God is willing
We will meet again
Someday
Let the songs begin
Déjalo nacer
Let the music play

Ahhhhhhh…
Make the voices sing
Nace un gran amor
Start the celebration
Ven a mi
And cry!
Grita!
Come alive
Viva!
And shake the foundations from the skies
Shaking all our lives

Barcelona!
Such a beautiful horizon
Like a jewel in the sun
Por ti seré gaviota de tu bella mar

Barcelona!
Abre tus puertas al mundo
If God is willing
If God is willing
If God is willing
Friends to the end

Viva!
Barcelona!

Serata De André

Ieri sera, a chiusura di una giornata di festa, il mio compleanno, sono stata ad una serata dedicata a Fabrizio De André all’Auditorium Parco della musica di Roma. La serata è stata condotta da Ernesto Assante e Gino Castaldo, ironici e preparatissimi giornalisti musicali. Con loro, a ricordare Fabrizio De Andrè, Mauro Pagani e Nicola Piovani, supportati da diversi video. Nella seconda parte della serata Stefano Di Battista, Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso, Giovanni Tommaso e Roberto Gatto hanno riproposto in chiave Jazz alcune canzoni di De André.
Ecco alcune foto che ho scattato durante la serata.

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La fine della privacy e del pudore

Ovvero: a cosa può servire il telefonino oltre a “telefonare”? In effetti oggi sembra che l’amato/odiato cellulare venga usato per fare tantissime cose e casualmente anche per chiamare un’altra persona. Quanti di voi possono dire di non aver mai mandato almeno un SMS, magari addirittura un MMS… Poi ci sono i più smaliziati che lo usano anche per ascoltare la musica, oggi più che mai con l’iPhone mania, e anche per navigare, scambiare la posta, addirittura guardare la TV. Insomma pare che nessuno possa più farne a meno. La dipendenza da questo oggetto comincia sempre prima, addirittura tra i banchi delle elementari (non sarà un pochino esagerato?).

Di sicuro ognuno di voi avrà la sua idea a tal proposito. Io vi propongo uno stralcio di un articolo firmato dal noto scrittore Jonathan Franzen, preso dal Corriere della Sera del 14 settembre:

«Lo sviluppo tecnologico che ha inflitto danni permanenti alla società – vale a dire, l’ invenzione di cui non è nemmeno possibile lamentarsi in pubblico, malgrado i disastri provocati, pena il ridicolo – è il telefono cellulare. Una decina d’ anni fa, New York (dove abito) abbondava ancora di cabine pubbliche, in cui i cittadini mostravano rispetto per la comunità, rinunciando a infliggere al prossimo i loro drammi personali. Il mondo, dieci anni fa, non era stato ancora del tutto espugnato dalla chiacchiera. L’ uso dei Nokia appariva un’ ostentazione o una mania dei ricchi. Oppure, per essere generosi, una malattia, un’ invalidità o una stampella. Sul finire degli anni Novanta, già si avvertiva a New York una morbida transizione metropolitana dalla cultura della nicotina alla cultura del cellulare. Se ancora ieri la tasca rigonfia della camicia stava a indicare un pacchetto di Marlboro, il giorno dopo conteneva un Motorola.»

L’intero articolo di Franzan lo trovate qui.