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Un’intervista

È online da qualche giorno un’intervista alla sottoscritta su Zebuk. Ecco un breve stralcio:

– Si dibatte ultimamente se sia meglio leggere libri cartacei o ebook … tu che ne pensi?
Ė strano come una persona possa cambiare radicalmente opinione nel giro di pochi anni. Lo ammetto, inizialmente non ero molto attirata dal libro in formato digitale, ero convinta che non si potesse leggere un libro “a monitor”. Ecco, proprio questo è l’errore in cui molti cadono. Parli di ebook e la gente è convinta di dover stare attaccata al monitor del computer per ore e di conseguenza obietta: “Il libro digitale? No. Non riesco a leggere tanto tempo sul monitor del computer. Mi fanno male gli occhi.”
Fortunatamente non è così. Gli ereader sono dei supporti favolosi. Sono passata da un lettore di epub al Kindle, rimpicciolendomi poi con l’iPod Touch fino ad approdare a un tablet da 7 pollici. Per me ora non esistono più i libri cartacei. Sono diventata quasi un’oltranzista, o digitale o niente. Ho provato ad acquistare di nuovo alcuni libri in cartaceo perché non ancora disponibili in ebook, ma al momento giacciono in libreria. Mi affatica l’idea di tornare a sfogliare le pagine. E poi con l’ebook leggo più rapidamente. Non è una mia impressione. Non chiedetemi il perché. Ė così.

L’intervista integrale la trovate qui

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Concorso Vivendo Scrivendo, Edizioni Cinquemarzo

…E sò soddisfazioni!
Andando a vedere sul sito della Casa Editrice Cinquemarzo ho scoperto che il mio racconto “Senza rete” si è aggiudicato un dignitoso 2° posto, su 57 partecipanti, al Concorso Vivendo Srivendo.
OK ora ve l’ho detto 😀

Paul Auster, La moglie francese e la trappola dei ricordi

“NON SO che ore sono. Le lancette della sveglia non sono luminose, e non ho intenzione di riaccendere l’abat-jour e sottopormi al bagliore accecante della lampadina. Mi ripropongo sempre di chiedere a Miriam di comprarmi uno di quegli aggeggi fluorescenti dove si legge l’ora anche al buio, ma quando mi sveglio la mattina me ne scordo. La luce cancella il pensiero, e mi passa di mente finché non mi ritrovo di nuovo a letto, sveglio come adesso, a guardare il soffitto invisibile della mia stanza invisibile. Non posso averne la certezza, ma direi che è un’ora fra l’una e mezzo e le due. Il tempo passa piano piano, piano piano…”

Questo è l’inizio di “La moglie francese e la trappola dei ricordi“, racconto che Paul Auster ha letto l’altra sera (27 giugno) a Capri sul tema della memoria e che Repubblica ha pubblicato ieri.
Se volete leggerlo tutto, lo trovate a questo indirizzo.

Mi ascolti?

Lui lavora tutto il giorno e alla sera, quando torna a casa, alle nove passate, non ha voglia di sentire le lamentele della moglie.
Lei trascorre tutto il giorno a casa: lava, stira, rassetta, porta il figlio a scuola, riprendi il figlio a scuola, accompagnalo in palestra, poi a musica, prepara il pranzo, prepara la cena. Quando il marito ritorna lo sommerge con tutte le sue beghe da comune massaia. Ma lui non l’ascolta.

“Oggi Luigi ha preso otto in matematica.”
“Ah sì? Quello stronzo del mio capo mi ha ripreso perché fumavo una sigaretta sul…”
“Sì, prende otto in matematica e poi si fa mettere una nota per la condotta.”
“Non è questo il modo di comportarsi! Non può pretendere che lavoriamo otto ore al giorno senza mai un minuto di riposo. E poi…”
“E poi, tanto per metterci la ciliegina sulla torta, la professoressa di italiano mi ha mandato a chiamare.”
“Sì, sta tutto il giorno attaccato al telefono con la sua amichetta… ma sì, la segretaria del secondo piano. L’hai conosciuta, no?”
“Sì, ma che vorrà mai quella zoccola?”
“Sì, brava, quella zoccola! Giusta definizione.”
“Pensa che mi ha raccontato Ilaria che se la fa con l’insegnante di educazione fisica.”
“Educazione fisica? Vorrai dire l’istruttore di tennis!”
“Istruttore? ma di chi stai parlando?”
“Della segretaria del secondo piano, no?”
“Segretaria… secondo piano… ma possibile che non stai mai ad ascoltarmi quando parlo?”
“Io non ti ascolto? Senti da che pulpito!”
“Vorresti dire che non è vero?”
“Certo. Come vedi ora ti sto ascoltando.”
“Ah, ora mi stai ascoltando?”
“Sì. Dimmi, che c’è per cena?”
Lei, che ormai è arrivata al limite della sopportazione, si alza dalla sedia, si dirige verso l’ingresso…
“Beh, ora dove stai andando?”
“Luigi! Hai preparato la borsa?”
“Sì mamma, sto arrivando.”
“Insomma, mi vuoi dire che succede?”
“Devi accompagnare Luigi.”
“Ma sei impazzita? Non vorrai mica che vada a parlare con la sua professoressa a quest’ora!”
“Professoressa? Ma che stai dicendo? Devi portare Luigi dai nonni.”
“Luigi dai nonni? Ma perché non me l’hai detto prima?”
“Se tu mi stessi ad ascoltare quando parlo!”

Jasmina Tesanovic – The Ledge

Su Sriptorium è stato pubblicato un racconto in lingua originale della scrittrice Jasmina Tesanovic, della quale questo blog si è già occupato con la recensione del libro “Processo agli Scropioni“, edito dalle Edizioni XII.

Ricordo inoltre che giovedì 8 maggio, alle ore 18.30, alla Fiera del Libro di Torino, Jasmina Tesanovic presenterà il romanzo La Signorina di Ivo Andrić (Livello 4 Editrice). Sarà l’occasione per parlare ancora di Processo agli Scorpioni.