Tag Archive | scrittori

Volk di Graziano Cernoia e Marco Pasquini

Volk
di Graziano Cernoia, Marco Pasquini
Prefazione: Luigi Pagliarini
Formato: 12×19,5
Copertina: plastificata a colori
Pagine: 153
Prezzo: euro 10,00
ISBN: 978-88-95638-01-0

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Sunset Limited di Cormac McCarthy

Titolo: Sunset Limited
Autore: Cormac McCarthy
Editore: Einaudi
Prezzo: € 10.00
Data di pubblicazione: 2008
Pagine: 119

I protagonisti sono due, come due erano i protagonisti del precedente libro di McCarthy, “La strada”. Questa volta non sono padre e figlio ma due persone adulte, il bianco e il nero. Non ci sono strade polverose, scheletri di un mondo alla fine dei suoi giorni, ma i due protagonisti sono comodamente seduti alle due estremità di un tavolo, sopra il quale ci sono una Bibbia, un giornale, un paio di occhiali, una matita e un taccuino. L’ambiente non ha alcuna attrattiva, ma così dev’essere. Nulla nella stanza è realmente importante, la nostra attenzione deve essere tutta per quei due uomini seduti.
Un bianco e un nero. Continua a leggere…

Taccuino di una sbronza – Paolo Roversi

Avviso a tutti i lettori di Paolo Roversi e anche a quelli che non lo hanno mai letto ma, come dire, non è mai troppo tardi, potete rifarvi 😀 Il conto alla rovescia è quasi terminato. Domani, 4 settembre, uscirà l’ultima fatica di Roversi, “Taccuino di una sbronza”, edito da i tipi Kowalski.

Qui, potete leggere la trama e qui trovate notizie utili per incontrare l’autore nel suo peregrinare.

E non dimenticate di andare a vedere il booktrailer.

Se poi ne avete voglia potete anche leggere l’intervista rilasciata a questo blog qualche tempo fa.

Era mio padre – Franz Krauspenhaar

Franz Krauspenhaar

Un’altra Liala con le braghe

di Giuseppe Iannozzi

Franz Krauspenhaar, dopo il mezzo flop ottenuto con “Cattivo sangue” edito da Baldini Castoldi Dalai, noir che io ho comunque apprezzato in quanto noir e non altro, torna in libreria con “Era mio padre” per i tipi Fazi. E’ però, purtroppo, solo autobiografismo spicciolo per un diario. Un romanzetto lialesco, che di storico accoglie solo fragili briciole sconnesse, senza un evidente legame con il costrutto narrativo. Una vera e propria pletora poi le riflessioni dell’autore su sé stesso, perlopiù utili solo a Franz ma poco o nulla agli eventuali lettori.

Il pregio di questo lavoro, ma anche il difetto più evidente, è il solipsismo che Franz Krauspenhaar mette in campo, senza vergogna alcuna: se solo l’autore non fosse un quasi cinquantenne, lo si potrebbe etichettare giovanilistico in ogni senso questo romanzetto. E forse, furbescamente, Krauspenhaar fa il giovane – pur consapevole della vecchiaia incipiente che non gli lascia speranze -, strizzando l’occhio a stereotipi lialeschi portando in libreria una storia scritta in un linguaggio fin troppo semplice, che sembra sposare le idee di una sinistra idealistica critica verso sé stessa, e non da ultimo una verbosità sensazionalistica riesumata a forza dai cadaveri della Beat Generation. Nel libro troviamo difatti la ribellione, la ricerca di sé stessi, proclami di indipendenza di amore e di odio urlati in una forma che, alla lontana, ricorda la genuina rabbia di Allen Ginsberg e quella più lisergica di William S. Burroughs. Tuttavia la verità è che siamo di fronte al diario di un signore di quasi cinquanta anni, troppo attento ai suoi drammi interiori (mai risolti!) e attento agli accadimenti storici per un mero incidente di percorso narrativo. Krauspenhaar non è Kerouac, non ha la forza espressiva della leggenda di Duluoz ed è impensabile paragonarlo a un Céline alle prime armi nonostante i tanti e frettolosi puntini di sospensione sparati a raffica.

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Marilyn Monroe non è morta, Patrick Besson

MARILYN MONROE NON E’ MORTA

Di Patrick Besson
Giulio Perrone Editore
pp. 96
formato 13X20
ISBN 978-88-6004-078-7
10,00 euro

Volete un libricino agile agile, da leggere tutto d’un fiato sotto l’ombrellone? Perfetto! “Marilyn Monroe non è morta” di Patrick Besson è quello che state cercando. Dal titolo già si intuisce la storia, ma la storia si tinge di giallo.
Siamo a Bridgeport, Stati Uniti; l’anno è il 1989 e lo scrittore Patrick Besson si ritrova in un bar assieme all’amico Christian Augé. Improvvisamente eccola.

– Le parliamo? – propose Christian.
– Le parliamo di cosa?
– Di qualsiasi cosa.
– Perché?
– Perché forse è lei.
– Lei chi?
– Marilyn Monroe.
– Ti ripeto che Marilyn Monroe è morta.
– Se è morta, puoi spiegarmi perché sta bevendo un caffè nel nord della California?

Sarà davvero lei o una sosia? Comincia un viaggio sulle tracce di questa donna in là con gli anni, che ci racconta la sua storia . Inevitabilmente scopriamo non solo ciò che è successo a lei dopo la sua presunta morte il 4 agosto del 1962, ma anche cosa è successo a John Fitzgerald Kennedy. Strana coincidenza che tutti e due siano scomparsi a così poca distanza l’uno dall’altra.
Cosa si nasconde dietro questa signora in tutto e per tutto uguale a Marilyn Monroe? Se volete saperlo vi consiglio di leggere il libro.

Il Filo

L’avventura di uno scrittore… a pagamento.

Premio Strega: finalmente la vittoria a un giovane.

Ebbene sì, dopo tutte le polemiche che l’anno scorso avevano accompagnato la conclusione del Premio Strega, quest’anno, sotto una nuova direzione, si è respirata aria di rinnovamento.

La vittoria della sessantaduesima edizione del Premio Strega è andata a Paolo Giordano con “La solitudine dei numeri primi” (Mondadori).

Se volete saperne di più sull’autore e il suo libro vi consiglio questa intervista di Luigi Ripamonti, apparsa sul Corriere della Sera.